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Come si elettrizzano gli Stati Uniti

Stati Uniti Stoccaggio

Negli Stati Uniti aumentano le nuove installazioni di energie pulite e di stoccaggio tramite batterie. Il governo vuole abbattere i costi delle tecnologie di accumulo del 90% entro il 2030. Tutti i dettagli

La American Clean Power Association, l’associazione che rappresenta l’industria americana delle energie pulite, ha fatto sapere che nel primo semestre del 2021 gli Stati Uniti hanno installato 9915 megawatt di nuova capacità energetica da fonti a zero emissioni di carbonio.

COME VANNO EOLICO E SOLARE

Su base trimestrale, invece, nel periodo aprile-giugno 2021 le nuove installazioni solari sono state di 2226 MW, il 73 per cento in più rispetto al trimestre precedente.

Le installazioni di capacità eolica sono ammontate a 2824 MW: un numero non troppo distante dai livelli del primo trimestre del 2021 né da quelli dello stesso periodo del 2020.

IL BOOM DELLO STOCCAGGIO

Particolarmente notevoli, come fa notare Axios, sono stati i numeri delle installazioni di nuova capacità di stoccaggio energetico con batterie: non tanto per la loro grandezza, quanto per la loro forte crescita rispetto al passato.

Nel secondo trimestre del 2021 gli Stati Uniti si sono infatti dotati di 570 MW di nuova capacità di stoccaggio a batteria, contro gli appena 100 MW del primo trimestre. È un valore molto vicino alle nuove installazioni registrate nell’intero 2020.

LE RICHIESTE DELL’INDUSTRIA DELLE RINNOVABILI

Nonostante l’aumento della capacità rinnovabile installata, la American Clean Power Association – ma anche la stessa Casa Bianca – pensa che siano necessarie nuove politiche di incentivazione, altrimenti non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo fissato dal presidente Joe Biden per la decarbonizzazione completa del settore elettrico americano entro il 2035.

La American Clean Power Association chiede al governo un’estensione dei crediti d’imposta per le fonti rinnovabili e l’istituzione di crediti federali per lo stoccaggio e la trasmissione energetica.

Heather Zichal, amministratrice delegata dell’associazione, ha dichiarato che la capacità energetica pulita continuerà a crescere, “ma abbiamo bisogno che i decisori politici a Washington prendano decisioni di lungo termine per per assicurarci di poter continuare a sviluppare questi progetti critici”.

L’IMPORTANZA DELLO STOCCAGGIO

Nei prossimi anni, come si evince dal grafico di Axios riportato di seguito, si prevede un forte aumento della capacità di stoccaggio energetico negli Stati Uniti. Il grafico prende in considerazione i progetti di stoccaggio tramite batterie “su larga scala”, ovvero quelli collegati alla rete che abbiano una capacità superiore a 1 MW.

stati uniti stoccaggio
La capacità di stoccaggio con batterie installata e prevista negli Stati Uniti. Grafico via Axios; dati EIA.

Gran parte dei sistemi di stoccaggio che entreranno in funzione nei prossimi anni nel paese saranno abbinati a impianti per la generazione di energia solare.

La capacità di stoccaggio si farà sempre più fondamentale mano a mano che le reti elettriche verranno alimentate in percentuali crescenti da fonti rinnovabili intermittenti, come l’eolico e il solare: si tratta di fonti che non generano energia in maniera continuativa, ma risentono delle condizioni meteo (l’assenza o la presenza di sole e vento). Per garantire la stabilità del sistema elettrico, è allora necessario disporre di sistemi di stoccaggio – come le batterie, appunto – in grado di accumulare l’energia prodotta in eccesso in alcuni momenti e di rilasciarla nella rete in situazioni di necessità.

GLI OBIETTIVI DEGLI STATI UNITI SUL PREZZO DELLO STOCCAGGIO

A luglio l’amministrazione Biden si è data l’obiettivo di ridurre il costo dello stoccaggio energetico del 90 per cento entro la fine del decennio.

Il raggiungimento del target sarà affidato principalmente al dipartimento dell’Energia. La segretaria Jennifer Granholm ha spiegato che “nei prossimi anni metteremo in rete centinaia di gigawatt di energia pulita, e dobbiamo essere in grado di utilizzare quell’energia dove e quando è necessaria”.

Più nello specifico – ma dettagli veri e propri non sono stati forniti, vista la natura sensibile del programma -, il dipartimento dell’Energia si concentrerà su quelle tecnologie in grado di accumulare energia per più di dieci ore alla volta. Non sono state fornite stime nemmeno sui costi necessari al raggiungimento dell’obiettivo: il dipartimento ha detto solo che cercherà di ottenere fondi per la ricerca dal Congresso.

Attualmente la forma di stoccaggio energetico che garantisce una durata maggiore è l’idroelettrico a pompaggio. Ma il dipartimento dell’Energia ha detto che prenderà in considerazione anche sistemi di stoccaggio elettrochimico (ossia le batterie), meccanico, termico e di altro tipo ancora.

IL PREZZO DELL’ENERGIA SOLARE

In precedenza sempre il dipartimento dell’Energia aveva fissato un obiettivo di riduzione del costo dell’energia solare del 60 per cento entro il 2030. Il dipartimento spiegò di voler spendere 128 milioni di dollari per lo sviluppo di nuove tecnologie per il solare come le celle fotovoltaiche perovskitiche, potenzialmente più economiche di quelle al silicio che attualmente dominano il mercato.

Stando alle previsioni dell’amministrazione Biden, entro il 2025 il prezzo dell’energia solare nei progetti su larga scala arriverà a 3 centesimi di dollaro al kilowattora (contro gli attuali 4,6 centesimi), per scendere ancora a 2 centesimi entro il 2030.

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