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Cosa fa Sinopec sull’idrogeno verde in Cina

Giappone Idrogeno

Il colosso petrolchimico cinese Sinopec vuole diventare il primo fornitore nazionale di idrogeno verde e a basse emissioni di carbonio entro il 2025

La società petrolchimica statale cinese Sinopec ha intenzione di realizzare il suo primo progetto sull’idrogeno verde (ricavato da fonti rinnovabili) a Ordos, una città nella regione della Mongolia Interna, entro il 2022.

Il progetto è stato incluso tra quelli considerati cruciali per la Mongolia Interna nel 2021. Attraverso l’elettricità generata dall’energia eolica e solare saranno prodotte 10mila tonnellate all’anno di idrogeno, che verrà successivamente consumato dall’impianto coal-to-chemicals Zhongtian Hechuang di Sinopec a Ordos.

Oltre a permettere una riduzione delle emissioni di carbonio del sito (l’idrogeno è infatti un combustibile pulito che rilascia vapore acqueo), Sinopec ha detto che il progetto aiuterà la società a raggiungere l’obiettivo di essere il primo fornitore nazionale di idrogeno “pulito” e low-carbon entro il 2025.

Il presidente di Sinopec, Zhang Yuzhou, aveva dichiarato in tal senso che le innovazioni avvenute negli ultimi anni nella tecnologia fotovoltaica hanno ridotto enormemente i costi dell’energia solare al kilowattora, aprendo alla possibilità di un’industria competitiva dell’idrogeno verde.

LE AMBIZIONI E GLI ACCORDI DI SINOPEC

Oggi la Cina è il maggiore produttore di idrogeno al mondo, anche se la variante più diffusa nel paese è quella “grigia”, ricavata dai combustibili fossili – innanzitutto dal carbone, per i due terzi – e pertanto inquinante. Sinopec vale il 14 per cento del totale dell’idrogeno prodotto nel paese, ovvero 3,5 milioni di tonnellate all’anno: lo ottiene principalmente come sottoprodotto delle attività di raffinazione.

Sinopec punta alla neutralità carbonica entro il 2050, anticipando di dieci anni il target nazionale fissato dal governo cinese.

Di recente la società ha annunciato l’intenzione di costruire mille stazioni di rifornimento di idrogeno (di cui cento già per la fine dell’anno), cinquemila punti di ricarica e settemila stazioni fotovoltaiche distribuite entro il 2025. Per il momento, però, solo due stazioni per l’idrogeno – quelle a Guangdong e a Shanghai – hanno raggiunto il punto di pareggio e coperto i costi di realizzazione.

Nel 2021 Sinopec ha stretto diversi accordi con altre aziende all’interno della sua strategia per le energie pulite: ad esempio con il produttore di veicoli a nuove energie NIO e con la società di dispositivi per l’energia solare LONGi Green Energy Technology.

IDROGENO E INDIPENDENZA ENERGETICA

L’interesse di Sinopec per l’idrogeno riflette la volontà del governo di ridurre la dipendenza dalle forniture estere di petrolio, di cui la Cina è il maggiore importatore al mondo. Secondo Pechino, la transizione verso le fonti non-fossili renderà il paese più autosufficiente sotto il profilo energetico.

La Cina deve però ancora dotarsi di una strategia nazionale sull’idrogeno mirata all’abbattimento dei costi degli elettrolizzatori, i macchinari necessari alla produzione della variante verde. Il governo centrale si sta focalizzando piuttosto sul settore dei trasporti: entro il 2025 il paese vuole arrivare ad avere più di diecimila veicoli a celle a combustibile.

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