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Siemens Energy

Germania, come e perché lo Stato soccorre Siemens Energy

Un accordo da 15 miliardi di euro guidato dal governo tedesco, con la partecipazione di banche e azionisti, salverà Siemens Energy dalle difficoltà per le turbine eoliche. Tutti i dettagli

La società tedesca di tecnologie per l’energia Siemens Energy ha raggiunto un accordo con il governo della Germania, con il gruppo Siemens (suo maggiore azionista) e con un consorzio di banche per un piano di salvataggio dal valore di 15 miliardi di euro: l’azienda si trova infatti in difficoltà dopo le massicce perdite riportate dall’unità specializzata in turbine eoliche.

COSA FARANNO LE BANCHE

Le banche private forniranno a Siemens Energy 12 miliardi di euro in garanzie sui prestiti, sostenute da 7,5 miliardi di controgaranzie dal governo tedesco. Gli aiuti – spiega Bloomberg – permetteranno alla società di superare le difficoltà di finanziamento e di partecipare alle gare per l’assegnazione di nuovi contratti.

COSA FARÀ SIEMENS

Gli azionisti, invece, forniranno a Siemens Energy circa 3 miliardi di euro. Tra questi c’è Siemens, che possiede il 25,1 per cento e che coprirà una tranche di 1 miliardo di prime perdite per le garanzie sui prestiti delle banche.

I PROBLEMI DI SIEMENS ENERGY

Siemens Energy sosteneva di aver bisogno di un supporto finanziario per aggiudicarsi nuovi e grandi contratti per i sistemi di trasmissione dell’energia e le turbine a gas: entrambe le divisioni sono redditizie, assicura l’azienda, ma l’unità dedicata all’eolico ha riportato una serie di perdite che hanno mandato in crisi il bilancio complessivo.

Dal 26 ottobre scorso, quando hanno iniziato a diffondersi le trattative tra Siemens Energy e le autorità tedesche, le azioni della società hanno perso oltre il 35 per cento, ma negli ultimi giorno hanno recuperato valore (che però rimane del 42 per cento inferiore rispetto all’inizio dell’anno).

I negoziati con il governo della Germania sono stati avviati dopo che quest’estate l’affidabilità creditizia di Siemens Energy era stata declassata e Siemens – la ex-società madre – aveva fatto sapere di non essere più disposta a fornire aiuto. Come ricostruito da Bloomberg, la settimana scorsa il governo di Olaf Scholz ha aumentato le pressioni su Siemens per convincerla ad aderire a un accordo di salvataggio di Siemens Energy, che le autorità tedesche considerano cruciale per la transizione energetico-industriale del paese.

Siemens possiede ancora il 25,1 per cento di Siemens Energy, dalla quale però si era distaccata nel 2020. Tre anni prima aveva fuso la sua divisione dedicata all’eolico offshore, Siemens Wind Power, con la società spagnola Gamesa: da quest’unione nacque la più grossa società produttrice di turbine eoliche, al tempo. Siemens Gamesa è controllata da Siemens Energy, che ha completato l’acquisizione lo scorso giugno.

Ad agosto, Siemens Energy ha fatto sapere di prevedere una perdita di 4,5 miliardi di euro nel 2023, dovuta a una serie di problemi come il malfunzionamento di alcune turbine e la non-profittabilità di certe commesse.

I problemi con le turbine eoliche riguardano principalmente il modello 5.X: una parte della struttura può muoversi o piegarsi nel tempo, danneggiando altri componenti critici e provocando la rottura del dispositivo. L’industria eolico, inoltre, è in difficoltà per via dell’aumento dei costi delle materie prime, come l’acciaio, e la forte concorrenza proveniente dalla Cina.

TUTTI GLI AIUTINI TEDESCHI ED EUROPEI ALL’INDUSTRIA EOLICA

In aiuto al settore – e dunque anche a Siemens, potenzialmente – stanno venendo le istituzioni tedesche ed europee. Martedì il ministero dell’Economia della Germania ha detto di stare lavorando a un programma di finanziamento per la costruzione di piattaforme offshore per la conversione dell’energia. La Banca europea per gli investimenti, invece, sta sviluppando un programma di garanzie per l’industria eolica comunitaria.

I RISULTATI DI SIEMENS ENERGY E LE STIME PER IL 2024

Nel quarto trimestre fiscale, terminato a settembre, Siemens Energy ha riportato un calo del 2,5 per cento nelle entrate a 8,5 miliardi di euro (gli analisti stimavano un risultato di 8,6 miliardi). Gli ordini sono diminuiti del 10,6 per cento su base annua.

La società prevede però un ritorno all’utile nell’anno fiscale 2024 grazie all’accordo di finanziamento, con un utile netto di 1 miliardo di euro. La divisione Gamesa, tuttavia, non raggiungerà il break-even prima del 2026.

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