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Sarà l’Africa il laboratorio dell’innovazione

Africa

Un miliardo di persone e solo il 4% di produzione elettrica mondiale

 

Per i paesi meno sviluppati disporre di elettricità è una precondizione per la crescita.  Ad esempio, nell’Africa subsahariana più di due terzi della popolazione vive senza energia elettrica. L’intero continente ospita circa un miliardo di essere umani, ma la produzione di elettricità è solo il 4% di quella mondiale. Per garantire entro il 2030 l’accesso universale all’energia elettrica, occorrerà realizzare impianti che eroghino 432 TWh, di cui il 58% non collegato alle reti. La sola produzione fuori rete richiesta è pari al 90% di quella prodotta in Italia l’anno scorso. Essendo su piccola scala, per realizzare l’accesso universale entro il 2030 occorrerà realizzare nell’Africa subsahariana tra 500.000 e un milione di microreti elettriche, progettate e realizzate in modo da essere gestite da personale locale.

energiaScopo primario è la fornitura di servizi essenziali, quali sistemi refrigeranti per la conservazione dei cibi e dei medicinali, alimentazione di pompe per l’estrazione di acqua dal sottosuolo, telecomunicazioni.

Per quanto possibile, ciò comporta che la produzione elettrica sia indipendente dalla fornitura di combustibili provenienti dall’esterno e si basi su tecnologie che richiedano una ridotta attività di manutenzione e modalità di esercizio relativamente semplici.

La tecnologia che meglio risponde a queste due esigenze è quella fotovoltaica che, non avendo parti in movimento, richiede una manutenzione ordinaria praticamente ridotta alla pulizia delle superfici dei moduli. Inoltre, negli ultimi dieci anni il costo di un pannello fotovoltaico è diminuito dell’80% e l’irraggiamento solare esistente nella maggior parte paesi non sviluppati consente un’elevata produzione annua di elettricità.

Non va infine dimenticato che si tratta di una soluzione modulare, per cui, anche in funzione delle risorse finanziarie disponibili, è possibile partire con una potenza installata in grado di soddisfare soltanto i fabbisogni prioritari e, successivamente, ampliarla.

La producibilità limitata alle ore diurne, per di più soggetta all’alea delle condizioni meteorologiche, consiglia di affiancare al fotovoltaico tecnologie in grado di garantire la continuità del servizio. Questa funzione può essere svolta da un generatore elettrico, azionato da un Diesel, ma oggigiorno si stanno diffondendo alternative che utilizzano le risorse energetiche esistenti in loco.

Là dove è disponibile acqua, l’installazione di impianti mini-idraulici garantisce la continuità della produzione elettrica. Tipicamente questi impianti funzionano in modo affidabile per almeno venti anni e richiedono una manutenzione ridotta, a parte – naturalmente – la frequente pulizia delle griglie poste sull’immissione dell’acqua.

Conviene comunque installare anche un sistema di accumulo, tipicamente batterie elettriche, il cui costo sta decrescendo con una velocità simile a quella del fotovoltaico, per cui non è da escludere che, fra pochi anni, il loro apporto possa aumentare, soprattutto se localmente la disponibilità d’acqua è scarsa.

In alternativa, si può ricorrere allo sfruttamento intelligente delle biomasse, utilizzandole come materia prima per biodigestori che, attraverso la fermentazione anaerobica, producono sia biogas (per più del 50% composto da metano), sia il cosiddetto digestato.

agricolturaIn tal modo è possibile contribuire in modo efficace allo sviluppo dell’agricoltura mediante la doppia coltura, che permette di produrre un raccolto per l’alimentazione e uno per la digestione anaerobica, favorendo l’incremento di carbonio e di nutrienti nel suolo, il contrasto ai fenomeni erosivi e di dilavamento, oltre tutto senza ricorrere a fertilizzanti chimici.

Con la doppie colture si crea una sinergia tra lo sviluppo elettrico e lo sviluppo agricolo. Il biogas può essere usato per produrre energia elettrica e, volendo, anche calore, svolgendo anche le funzioni di accumulo, se una sua parte viene immagazzinata, pronta a generare elettricità per compensare la mancata produzione del fotovoltaico. Il digestato (solido e liquido) viene viceversa utilizzato come nutriente del suolo, migliorandone la fertilità.

 

GB. Zorzoli
Articolo Pubblicato sul primo numero cartaceo di Start Magazine

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