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La Silicon Valley scommette sull’Africa

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Africa

Da Facebook a Uber: i big della Silicon Valley scommettono sull’Africa, un mercato con grandi potenziali di crescita

E’ l’Africa la terra a cui i big della Silicon Valley e le altre grandi multinazionali stanno puntando per lo sviluppo di nuovi mercati. Facebook Inc., Google, Oracle Corp. e Uber Technologies Inc. sono pronti a digitalizzare il Continente, a far conoscere l’economia della condivisione e a tecnologizzare produzione. E, a dirla tutta, gli investimenti dei big non potevano arrivare in un momento migliore, visto il crollo dei prezzi delle materie prime, che da sempre hanno sostenuto l’economia dell’Africa.

Lo scorso anno, come racconta Bloomberg, quasi la metà dei progetti di investimento esteri diretti in Africa erano in tecnologia, telecomunicazioni, servizi finanziari e prodotti di consumo. Sono diminuiti notevolmente gli investimenti in petrolio e gas. “C’è stato un grande cambiamento da un focus quasi esclusivo sui settori estrattivi a quelli” a energie rinnovabili e digitale, ha detto Michael Lalor, di EY. E

E’ il Kenia ad attirare i maggiori investimenti

Gli investitori, come è facile immaginare, puntano sui giovani e sulla classe media, come forieri di opportunità. E tra i tanti Paesi del Continente nero per ora preferiscono il Kenya: il numero di progetti di investimento diretti all’estero, effettuati dai provati in Kenya è salito a 95% nel 2015.

Africa“Il Kenya sta realmente attraendo investimenti a lungo termine”, ha detto Martina Bozadzhieva, analista di londinese di Strategy Group Frontier. “Molte aziende lo vedono come una destinazione meno vulnerabile e molto più affidabile rispetto, ad esempio, a Nigeria o Angola.”

Crescono anche gli investimenti dei privati in Costa d’Avorio, Paese il cui Pil, secondo il Fondo monetario internazionale, crescerà dell’8,5%. Heineken NV ha annunciato, lo scorso anno, la costruzione di una nuova fabbrica di birra in Costa d’Avorio, la catena francese Carrefour SA ha aperto il suo primo negozio a dicembre e, nello stesso mese, Burger King ha inaugurato il suo primo ristorante sub-sahariano.

Uber e gli altri big in Africa

Partiamo da Uber, che è presente in ben 11 città del Continente Nero: Kenia, Marocco, Nigeria, Egitto e Sudafrica. E potrebbe, presto, espandere i suoi confini. Anche il Ghana, infatti, si è detto favorevole ad accogliere il servizio nemico dei taxi.

In alcune città del Kenya, i servizi dell’azienda di San Francisco sono arrivati solo nel 2015 e hanno conquistato ben un milione di passaggi, nonostante le violente proteste contro gli autisti. C’è da dire che Uber, in Africa, proprone tariffe sempre più basse (cosa che non piace agli autisti, che minacciano di passare alla concorrenza) e si adatta alle esigenze locali. In Kenya (e in Sudafrica), per esempio, la startup permette il pagamento, oltre che con la carta di credito, anche attraverso il sistema di trasferimento di denaro con il cellulare M Pesa.

Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg è vola in Africa la prima settimana di Settembre. Si tratta del suo primo viaggio nel continente, documentato sul suo profilo Facebook. Dalla Nigeria al Kenya, Zuckerberg ha incontrato imprenditori e startup locali. A Lagos, il numero uno di Facebook ha incontrato Rosemary Njoky, responsabile del Facebook Express Wi-Fi, uno dei servizi attivi in africa per dare modo a tutti di poter accedere a internet. Il progetto fa parte dell’iniziativa di Facebook internet.org

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