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Saipem si gaserà in Turchia, tutti i dettagli

Saipem Turchia

Saipem si occuperà di trasportare e istallare le condutture presso il giacimento di gas di Sakarya, in Turchia.

 

Che il vertice di Glasgow si fosse rivelato un fallimento è assolutamente evidente. A confermare la assoluta vacuità e irrilevanza sul piano operativo delle promesse fatte durante questo evento lo dimostra un dato molto semplice: la compagnia statale petrolifera Adnoc ha reso noto che intende investire 6 miliardi di dollari in attività di trivellazione . Lo scopo infatti è quello di aumentare la capacità di produzione del greggio per portarla a circa 5 milioni di barili al giorno entro il 2030.

Ancora più significative le dichiarazioni di Sultan bin Ahmed al-Jaber, ministro dell’Industria e amministratore delegato di ADNOC, per il quale gli investimenti mondiali di ADNOC dimostrano la volontà di espandere la capacità di produzione per continuare a fornire al mondo barili di petrolio per i decenni a venire.

COSA FARÀ SAIPEM IN TURCHIA

Ma anche il nostro paese procede in una direzione analoga. Infatti Saipem si occuperà di trasportare e istallare le condutture presso il giacimento di gas turco di Sakarya, localizzato nel Mar Nero, per un importo totale di oltre 600 milioni di dollari, unitamente al contattato assegnato da Chevron Australia per il Jansz-lo Compression Project, il giacimento di gas situato a circa 200 km al largo della costa Nord-occidentale dell’Australia.

La presenza del giacimento turco è di fondamentale importanza per la Turchia. La scoperta di un grande giacimento di gas di Sakarya in acque profonde nella zona economica turca nella parte occidentale della piattaforma del Mar Nero nell’agosto 2020 ha dato infatti alla Turchia una combinazione vincente di carte, che potrebbe essere ulteriormente rafforzata da ulteriori scoperte.

GLI OBIETTIVI DELLA TURCHIA SUL GAS

Per ora, i due obiettivi principali della Turchia sono migliorare le condizioni dei contratti di importazione di gas e scommettere su nuove scoperte che potrebbero aumentare la propria sicurezza energetica.

Il consumo di gas in Turchia nel 2020 è stato di 48 miliardi di metri cubi, quasi tutti importati. La Turchia riceve gasdotto dalla Russia attraverso i gasdotti Blue Stream e Turkish Stream attraverso il Mar Nero, dall’Azerbaigian attraverso la Georgia attraverso il gasdotto transanatolico (TANAP), dall’Iran, nonché gas naturale liquefatto (GNL) con contratti a lungo termine da Qatar, Algeria e Nigeria e GNL sul mercato spot dagli Stati Uniti.

Nel 2021 scadranno diversi contratti di importazione a lungo termine per la fornitura di gas naturale alla Turchia con un volume totale di 18,3 miliardi di metri cubi, che corrisponde al 40% del consumo attuale della Turchia. La maggior parte di questo è coperto da contratti con la società nazionale turca di gas Botas: 6,6 miliardi di metri cubi nell’ambito di un accordo con l’Azerbaigian SOCAR, 4 miliardi di metri cubi con la russa Gazprom Export, 2,1 miliardi di metri cubi di forniture di GNL da Qatargas in Qatar e 1,3 miliardi di metri cubi per le forniture di G Inoltre, i contratti di Gazprom Export con quattro società private turche del gas con un volume totale di 4,3 miliardi di metri cubi stanno per scadere.

E nel 2025, Gazprom Export ha concluso un contratto per la fornitura di gas attraverso il gasdotto Blue Stream con un volume di 16 miliardi di metri cubi.

L’obiettivo ufficialmente annunciato dal presidente Recep Tayyip Erdogan per l’inizio della produzione a Sakarya è il 2023, e senza dubbio si lega alla celebrazione del centenario dell’istituzione della Repubblica turca.

In secondo luogo, sulla scia dell’euforia della scoperta di Sakarya, la Turchia prevede di raddoppiare i suoi sforzi nella perforazione esplorativa sulla piattaforma d’altura sia nella sua zona economica nella parte occidentale del Mar Nero che nel Mediterraneo orientale.

Superfluo sottolineare che vi è una fortissima competizione, di cui abbiamo già ampiamente parlato proprio su queste pagine, per la Turchia da una parte e Cipro, Israele ed Egitto dall’altra, in relazione alle recenti scoperte di grandi giacimenti di gas quali Afrodite, Leviatan e Zohr.

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