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Ecco perché Saipem affonda in Borsa

Saipem

Saipem pubblica i dati sui primi nove mesi del 2021 e crolla in Borsa con la performance peggiore del Ftse Mib. Ma ha presentato un nuovo piano strategico, che prevede investimenti e una diversa organizzazione. Tutti i dettagli

 

Saipem, società energetica controllata da Eni e Cdp, ha pubblicato oggi i dati sui primi nove mesi del 2021: i ricavi sono in calo a 5,1 miliardi di euro (contro i 5,4), l’indebitamento netto è di 1,7 miliardi e il margine operativo lordo è negativo per 291 milioni. Pesano in particolare i costi per l’eolico in mare, o offshore, per 170 milioni.

COM’È ANDATO IL TERZO TRIMESTRE

I dati relativi al terzo trimestre (luglio-settembre) indicano tuttavia un miglioramento rispetto al precedente: i ricavi sono cresciuti del 18 per cento, arrivando a 1,9 miliardi. Su base annua, l’aumento è del 9,3 per cento.

Il margine operativo lordo rettificato, invece, è negativo per 25 milioni, contro i 354 del secondo trimestre del 2021. Il risultato netto è stato pari a -342 milioni di euro: meglio rispetto ai -659 milioni del secondo trimestre, ma peggio se si considera lo stesso periodo del 2020 (-131 milioni).

Nel periodo luglio-settembre Saipem ha siglato nuovi contratti per 4,9 miliardi. La liquidità disponibile ammonta a 2 miliardi. Pesa però, sui risultati operativi (che infatti rallentano rispetto al 2020), “il protrarsi degli effetti dell’emergenza sanitaria Covid 19 sulle attività […], con ritardi nell’esecuzione dei progetti e il rinvio delle decisioni di investimento nei settori di interesse”.

LE PREVISIONI

Saipem prevede di raggiungere, per la fine dell’anno, ricavi per 4,5 miliardi e di portare in positivo il margine operativo lordo in positivo.

COME VA SAIPEM IN BORSA

Saipem ha registrato oggi la performance peggiore sull’indice FTSE MIB della Borsa italiana, con una flessione del 7,7 per cento a 2.013 euro e un minimo di 2.003. I titoli sono stati fermati in asta di volatilità quando hanno riportato una flessione dell’8 per cento.

IL NUOVO PIANO STRATEGICO

Saipem ha anche approvato il nuovo piano strategico quadriennale, dal 2022 al 2025, che – come spiegato dall’amministratore delegato Francesco Caio – mira allo “sviluppo nel settore delle energie tradizionali, nella transizione energetica e nelle infrastrutture sostenibili”, con l’obiettivo di fare della società un “abilitatore tecnologico di strategie low-carbon“, ovvero a basse emissioni di carbonio.

Il nome del piano è Verso una nuova Saipem. Nel concreto, prevede investimenti complessivi per 1,5 miliardi di euro circa: di questi, 200 milioni andranno a potenziare il portafoglio tecnologico della società. Secondo le previsioni, il debito finanziario netto crescerà a 2,2 miliardi nel 2022 per poi scendere sotto il miliardo al 2025.

Saipem ha intenzione di chiudere quattordici suoi uffici all’estero considerati non strategici. Nel piano sono previsti nuovi ordini per infrastrutture da circa 3 miliardi di euro in quattro anni.

E I DIVIDENDI?

Sui dividendi agli azionisti, però, Caio ha detto che parlarne ora “è un po’ presto. Vi abbiamo presentato una storia di crescita che ci auguriamo generi valore nel tempo”.

“Quando saremo pronti”, ha proseguito, “parleremo della questione dividendi” con il consiglio di amministrazione. “Ad oggi non abbiamo informazioni da condividere con il mercato”.

NUOVA ORGANIZZAZIONE

Il piano strategico si poggia su una nuova struttura organizzativa fatta di quattro diverse aree di business. La prima sarà incentrata sugli asset, come macchinari per la perforazione e imbarcazioni. La seconda sui vettori energetici, ovvero sulla progettazione di impianti e sulla loro riconversione in senso low-carbon.

La terza area è dedicata alla robotica, al digitale e alle soluzioni industriali (impianti modulari, facilmente ripetibili e scalabili, ma anche servizi di monitoraggio delle infrastrutture e tecnologie digitali). La quarta e ultima, infine, è quella sulle infrastrutture sostenibili, anche per quanto riguarda la mobilità.

ACCORDO CON TECHNIPFMC

Saipem ha annunciato un accordo di collaborazione commerciale con TechnipFMC, azienda britannica che opera nel settore dell’ingegneria petrolifera e gasiera. La cooperazione si focalizzerà sulle infrastrutture di collegamento nelle acque profonde.

COSA DICONO GLI ANALISTI

Banca Akros, che ha un prezzo obiettivo a 2,20 euro, si aspettava un fatturato a 2,11 miliardi, un’ebitda adjusted a 83 milioni e profitti netti negativi per 113 milioni. Preoccupa – sottolinea Mf – la dinamica del debito netto (pre-ifrs16), cresciuto di ben 300 milioni tra il secondo e il terzo trimestre. Su questo tema si sofferma anche Kepler Cheuvreux: “La liquidità resta solida, ma Saipem dovrà negoziare con le banche in quanto il covenant (debito netto/ebitda a 3,5 volte) sarà rotto”, ha previsto la banca d’affari, citata dall’agenzia Mf-DowJones, delusa dall’ebitda adjusted “molto al di sotto delle previsioni a causa della consistente perdita da 100 milioni di euro nell’E&C offshore wind”.

Qualche dubbio lo ha espresso anche Intesa Sanpaolo, rimarca Mf: “I risultati sono sostanzialmente in linea con le aspettative del consenso. Oltre al miglioramento dell’efficienza nel business tradizionale, il nuovo piano industriale si concentra anche sulle attività legate alla transizione energetica e alle infrastrutture. Consideriamo questo nuovo piano impegnativo. Ci aspettiamo che un sostanziale recupero finanziario possa essere visibile non prima dei prossimi 12-18 mesi”, hanno dichiarato gli analisti della banca d’affari.

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