Energia

Rinnovabili: l’Italia frena. Sempre meno investimenti

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Rinnovabili

Un report di Greenpeace mostra come l’Italia abbia frenato la sua corsa alle rinnovabili: dopo anni di importanti investimenti, ora inverte la rotta. Quale la tua esperienza?

Le rinnovabili crescono, ma (troppo) lentamente. Dopo il boom dei primi anni, che faceva presagire una reale rivoluzione energetica, la diffusione di eolico, fotovoltaico e rinnovabili termiche frena. I motivi? Sono tanti e i più disparati, ma bisogna ammetterlo, il Governo fa poco e niente per incentivare lo sviluppo di energia pulita. Basti guardare al ritardo immenso con cui è stato approvato il nuovo Conto Termico, il decreto che dovrebbe semplificare il regime incentivante delle rinnovabili termiche e dell’efficienza energetica.

Nuove tasse, nuovi tagli agli incentivi, interventi retroattivi, regole diverse da regione a regione: tutto questo ha impedito agli imprenditori di investire nell’energia pulita. Chi sceglie le energie rinnovabili si trova quotidianamente a fronteggiare vecchi e nuovi ostacoli di entità e proporzioni variabili ma tali da minare, in alcuni casi anche irrimediabilmente, il progetto imprenditoriale.

Rinnovabili: Investimenti in calo in Italia

A livello globale il 2015 è stato l’anno degli gli investimenti in energie rinnovabili, con addirittura metà della nuova potenza elettrica installata proveniente da fotovoltaico ed eolico. Non è così per l’Italia, che dopo anni di importanti investimenti nel settore, che l’avevano portata in posizioni di tutto prestigio per lo sviluppo dell’energia pulita, ora ha invertito la rotta. E per comprendere quanto diciamo, basta dare uno sguardo al report di Greenpeace ‘Rinnovabili nel mirino’, che accusa il Governo di essere ostile alle fonti rinnovabili.

Secondo i dati riportati nel rapporto di Greenpeace, per esempio, nel 2012 erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel 2014, anno di insediamento del governo Renzi, i nuovi impianti entrati in esercizio sono stati appena 722. Purtroppo non va meglio con i posti di lavoro: secondo uno studio redatto da Althesys per Greenpeace, in Italia entro il 2030 si potrebbero garantire oltre 100 mila posti di lavoro nel settore delle rinnovabili – cioè circa il triplo di quanto occupa oggi Fiat Auto in Italia – mentre, al contrario, nel 2015 se ne sono persi circa 4 mila nel solo settore dell’eolico.

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Racconta la tua esperienza con le energie rinnovabili

Quale la vostra esperienza con le energie rinnovabili? Perchè il vostro progetto non è andato in porto? A chiederlo ad imprenditori e non è un questionario di Coordinamento Free e Kyoto Club, che prova ad evidenziare la quantità e la tipologia di ostacoli che rendono difficile, quando non impossibile, lo sviluppo di un progetto di energia rinnovabile.

Le testimonianze e le informazioni saranno raccolte in un ‘dossier che denunci le difficoltà di chi, in una fase matura e ormai lontana da distorsioni di mercato e da investimenti speculativi, nel tentativo di fare impresa si trova invece a lottare contro un sistema paralizzante che non solo non favorisce ma spesso impedisce la crescita di un settore ritenuto universalmente cruciale per lo sviluppo sostenibile’, si legge sul sito di Free.

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