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I progetti italiani all’Expo Astana 2017

Expo Astana 2017

I progetti che rappresenteranno la Regione Lazio all’Expo Astana 2017, in Kazakhstan

 

Ha preso ufficialmente il via, il 10 giugno scorso, l’Expo Astana 2017, l’esposizione internazionale dedicata all’energia del futuro. La manifestazione si tiene ad Astana, capitale del Kazakhstan. La città, per 100 giorni, sarà il centro mondiale del dibattito su petrolio, gas e rinnovabili.

Anche l’Italia ha portato le sue eccellenze di settore in Kazakhstan: e regioni del Belpaese si alterneranno per presentare start up, progetti e idee. Nella settimana tra il 24 e il 29 luglio 2017, la Regione Lazio infatti, sarà protagonista del Padiglione Italia. E nelle scorse ore, durante il convegno “Astana Expo 2017: l’innovazione italiana per l’energia del futuro”, sono stati presentati, in anteprima, presso il palazzo del Rettorato della Sapienza di Roma, i progetti di sostenibilità ed efficienza energetica che rappresenteranno il Lazio nel Padiglione Italia.

Quattro progetti di ricerca, selezionati da un Comitato scientifico nazionale (composto, tra gli altri, da rappresentanti del Maeci e Mise) che andranno a completare l’apporto dell’Italia, nel campo dell’innovazione per l’energia del futuro.Questi progetti sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra Regione, università e centri di Ricerca laziali. Ma andiamo per gradi.

Expo 2017 in Kazakistan

Un palcoscenico importante quello della Capitale del Kazakistan, che dal 10 giugno al 10 settembre, darà la possibilità ai suoi interlocutori di approfondire e di mettere a fuoco le potenzialità della ricerca scientifica finalizzata alla realizzazione di best practice sul tema dello sviluppo sostenibile.

I settori chiave dell’Expo Astana 2017:

  • Smart Grid
  • Tecnologie e sistemi di controllo e sicurezza nel campo dell’estrazione
  • Produzione e conservazione dell’energia (es. fonti energetiche alternative, etc.)
  • Ricerca in tema del future energy: life support (ricerca in ambito di ricerca aerospaziale per la sopravvivenza in ambienti estremi in cui l’energia è necessaria alla vita), biomasse, circolarità (una delle fonti future dell’energie è il riciclo dell’energia), il design per l’energia (la creatività è un pezzo dell’energia del futuro)
  • Efficientamento energetico

Il Padiglione Italia

Il Padiglione Italia si estende per oltre 1000 mq ed è formato da 12 postazioni informative e scenografiche costituite da lastre in plexiglass sulle quali saranno proiettati visual a figura intera di 12 personaggi italiani (scienziati, imprenditori, ecc.) che si attiveranno all’arrivo del visitatore, iniziando a raccontare e a illustrare i propri progetti. Di queste 12 postazioni, le 4 del Lazio, hanno un ruolo molto importante, tutte orientate sulla transizione del modello energetico attuale verso gli obiettivi ambientali delineati dalla Comunità europea in materia di efficienza energetica e fonti rinnovabili.

La presentazione dei progetti del Lazio

Al convegno di presentazione dei progetti che rappresenteranno la regione Lazio ad Astana, dopo i saluti del rettore Eugenio Gaudio e dell’assessore allo Sviluppo economico e alle attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani, sono intervenuti Quirino Briganti, coordinatore per la Regione Lazio delle attività di promozione del Made in Italy nell’ambito di Expo Astana 2017.

A presentare i singoli progetti sono stati i responsabili scientifici: Livio de Santoli, professore della Sapienza di Roma, Aldo di Carlo e Silvia Licoccia dell’Università di Tor Vergata e Francesco Adrubali, Università RomaTre.

Smart energy systems: una cellula di riferimento per distretti energetici del futuro

Smart cities“Il problema del passaggio dalle grandi centrali e dalle fonti fossili quali carbone, petrolio e gas naturale alle piccole centrali alimentate da fonti rinnovabili non è facile e neppure immediato. La sfida principale si chiama accumulo energetico che, con le attuali tecnologie, non è programmabile: la soluzione di questo problema sta nella realizzazione di Smart energy systems. Si tratta di reti, che opportunatamente collegate, ordinate e supportate da sistemi di accumulo elettrico e termico, offriranno la flessibilità necessaria a soddisfare la domanda di energia e saranno in grado di utilizzare tutto quanto prodotto durante il processo di generazione” ha spiegato Livio De Santoli, Delegato per l’Edilizia e per le politiche energetiche della Sapienza.La nuova rete intelligente sarà realizzata con un sistema di accumuli energetici prevalentemente elettrochimici di ultima generazione, con batterie coordinate in modo automatico che una volta raggiunta la loro massima capacità possano alimentare una successiva produzione di idrogeno, oppure batterie prodotte da idrogeno secondo il sistema rinnovabile di accumulo ibrido. Questo significa un doppio uso delle fonti rinnovabili: da un lato si soddisfa la richiesta energetica immediata di aziende e abitazioni, dall’altro si rende disponibile l’idrogeno recuperato dalla produzione di energia elettrica rinnovabile per diversi usi finali, come il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici, o anche l’alimentazione di veicoli sostenibili, attraverso stazioni di rifornimento civili, e industriali diffuse”.

Il ruolo dell’idrogeno nell’energia del futuro

“Il progetto intende sviluppare una tecnologia di accumulo di energia elettrica di tipo innovativo ad alte prestazione e dai costi contenuti. Questo tipo di accumulatore noto come Redox Flow Battery può aumentare anche la sostenibilità ambientale dei sistemi attualmente presenti sul mercato. A differenza di quanto succede oggi nelle batterie più comuni e diffuse, l’energia elettrica prodotta nelle reazioni di ossidoriduzione che avvengono nella batteria a flusso viene immagazzinata in due contenitori esterni: questo permette di aumentare in modo significativo la capacita del dispositivo semplicemente incrementando il volume di questi serbatoi, adattandolo alle effettive esigenze. Il progetto ha l’obiettivo di contribuire a creare presupposti tecnologici necessari a passare dal prototipo di laboratorio che ha una potenza fino a 1 watt a dispositivi con potenza di circa 1 kilowatt, quindi mille volte superiori”, ha raccontato Silvia Licoccia del Dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche.

Moduli fotovoltaici stampabili con Grafene e Perovskite – record mondiale di efficienza su larga area

energia“Il nostro progetto prevede l’impiego di materiali innovativi ibridi chiamati perovskite o PSC nella realizzazione di pannelli solari; questi materiali permettono di miscelare le proprietà dei materiali organici con quelle dei materiali inorganici, raggiungendo gradi di efficienza senza precedenti nel fotovoltaico stampabile di nuova generazione. Questa tecnologia presentava difficoltà per i pannelli di grandi dimensione: la soluzione è rappresentata dal grafene, che può diventare la chiave di volta per realizzare il fotovoltaico del futuro”, ha spiegato Aldo di Carlo del Dipartimento di ingegneria elettronica dell’Università di Tor vergata.

La ricerca in materia di risparmio energetico degli edifici: una sfida scientifica, tecnologica e culturale per il XXI secolo

“Una della sfide fondamentali è quella di ridurre al minimo il consumo energetico degli edifici mediante soluzioni e tecniche innovative, sia per l’adeguamento degli edifici esistenti, sia per le nuove costruzioni, secondo lo standard Nearly Zero Energy Buildings (NZEB). Questa scelta strategica consentirebbe di raggiungere due risultati nello stesso tempo: da un lato abbattere l’immissione di gas serra nel rispetto degli obiettivi europei e dall’altro rilanciare un settore strategico per l’economia della Ue”, ha raccontato ai presenti Francesco Asdrubali, del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tre. “Tra le soluzioni individuate nell’ambito del progetto, materiali trasparenti smart cioè vetri che cambiano colore in base alla luce che li colpisce e pellicola a controllo solare, ma anche isolanti sostenibili di origine naturale, come ad esempio la fibra vegetale kenaf e composti cellulosici verdi. Grande attenzione è stata rivolta pure ai ritrovati derivanti dal riciclo di altre materie come ad esempio vecchi pneumatici, e metamateriali, ossia composti artificiali con esclusive proprietà legate alla particolare struttura esterna”.

Energia: in italia serve più ricerca e sviluppo

“Uno dei punti qualificanti dell’attuale dibattito sulla Strategia energetica nazionale di queste settimane può essere attribuito all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili per migliorare la competitività del nostro Paese e per mettere in atto una transizione verso la de-carbonizzazione che migliori la sicurezza degli approvvigionamenti. Un aspetto decisivo per raggiungere questi obiettivi è quello che riguarda la tecnologia, la ricerca e l’innovazione poiché, nonostante la presenza nel Paese di eccellenze, l’ambito della ricerca e sviluppo nel settore dell’energia è in grave sofferenza, a causa delle limitate risorse economiche, nel 2014 solo 0,6 miliardi di euro contro gli 0,8 miliardi della Germania e 1,1 miliardi della Francia; così come occupano un ruolo di secondo piano la registrazione di brevetti e il basso tasso di successo dei progetti coordinati dall’Italia per Horizon 2020 (9,4% contro una media europea del 14,5%)”. ha aggiunto Livio de Santoli, delegato per l’edilizia e le politiche energetica dell’Università La Sapienza di Roma, intervenendo alla conferenza “Astana Expo 2017: l’innovazione italiana per l’energia del futuro”.

“L’Università La Sapienza, in collegamento con gli altri centri di ricerca del Lazio, in questo ambito propone delle azioni, basate anche sulla recente approvazione, da parte del Cda dell’Ateneo, del Piano Strategico Energetico-Ambientale, con un significativo capitolo dedicato alla ricerca nel settore dell’energia nel quale si coordinano tutte le attività svolte dai propri dipartimenti in modo che unitarietà e sinergia possano agevolare i processi in termini di finanziamento, di raggiungimento di risultati e di individuazione di strategie. E’ questo il momento di affrontare operativamente temi che, negli obiettivi della Commissione e del Parlamento europeo – ha concluso de Santoli – risultano fondamentali, come quello della comunicazione all’esterno dei laboratori delle iniziative di trasferimento tecnologico in atto e quelle di un coordinamento degli istituti di ricerca più allargato, almeno a livello regionale, delle numerose, importanti e strategiche azioni di innovazione tecnologica”.

Federica Maria Casavola

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