Energia

Petrolio, che cosa faranno le aziende Usa con il colosso Noc della Libia

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Perché il gruppo statale energetico della Libia Noc ha aperto una sede in Texas. Tutti i dettagli sugli incontri del numero uno di Noc negli Stati Uniti

Malgrado i 454 morti e i 2.154 feriti dell’ultimo bilancio diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità, registrati dal 4 aprile, giorno dell’inizio dell’offensiva del generale Khalifa Haftar verso Tripoli, e l’incontro di quest’ultimo a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, il colosso energetico libico Noc non demorde e anzi rilancia la sua attività.

PER LA NOC PRODUZIONE IN AUMENTO MALGRADO IL CONFLITTO: ECCO PERCHE’

In un intervento su Bloomberg di qualche giorno fa il presidente della Noc, Mustafa Sanallah ,aveva ammesso che “negli ultimi due anni” la produzione è aumentata “da 255.000 barili al giorno ad agosto 2016 (e 377.000 per l’intero 2016) a 1,26 milioni di barili al giorno nel marzo 2019. Ciò è accaduto perché nessuna delle due parti aveva il controllo sull’intero sistema petrolifero della Libia” ma grazie invece, a “un sistema ‘dual-key’ – sottolineava Sanallah su Bloomberg -. L’LNA gestiva la sicurezza nei porti e in alcuni campi, e quindi aveva le mani sui rubinetti e le rotte di esportazione del petrolio libico. Ma la GNA, con il supporto delle risoluzioni delle Nazioni Unite, aveva l’unica autorità per determinare quali esportazioni fossero legali. Ciò ha creato una base straordinariamente stabile per aumentare la produzione” e “forzato la cooperazione tra le due parti generando un equilibrio naturale”.

NOC RILANCIA E APRE UN UFFICIO A HOUSTON

Ora è tempo di rilanciare ulteriormente. Per fare ciò Noc ha deciso di inaugurare la sua prima sede internazionale a Houston, negli Stati Uniti annunciando anche l’obiettivo di gestire investimenti fino a 60 miliardi di dollari per potenziare il settore petrolifero e del gas in Libia e aumentare la capacità produttiva a 2,1 milioni di barili al giorno entro il 2023. Nei giorni scorsi, infatti, Sanallah ha visitato Houston e tenuto riunioni con società statunitensi in occasione della Offshore Technology Conference (OTC).

CHI HA INCONTRATO SANALLAH A HOUSTON

Sanalla ha incontrato Mikhail Potekhin, direttore EMEA di Caterpillar, per fare il punto sulle operazioni dell’azienda nel paese. Le due parti hanno discusso un contratto da 150 milioni di dollari per la controllata di Caterpillar Solar Turbines da destinare ad apparecchiature di generazione di energia e potenziali future collaborazioni e progetti con le società operative di NOC. Il presidente della compagnia libica ha incontrato poi anche John Wallace, presidente e amministratore delegato della società di consulenza petrolifera DeGolyer e MacNaughton, per discutere di possibili cooperazioni, studi e sviluppi dei giacimenti libici. In un altro incontro, Sanallah ha visto il presidente e CEO di Halliburton, Jeff Miller, per discutere la ripresa programmata delle attività offshore e onshore in Libia e una potenziale ulteriore cooperazione più stretta. I piani a lungo termine libici prevedono di raddoppiare la produzione di greggio entro quattro anni, anche se il target potrebbe essere minacciato dal peggioramento della situazione nel paese.

PERCHE’ LA NOC CERCA AIUTO ALL’ESTERO

Per realizzare la strategia quinquennale di NOC, la società sta portando avanti un totale di 56 progetti, tra cui la perforazione di 38 pozzetti di prova e 70 pozzi di sviluppo. La società vuole investire nello sviluppo di campi esistenti, utilizzazione del gas e riabilitazione dei pozzi chiusi. “Non possiamo farlo da soli e cerchiamo competenze da fornitori, venditori e società di servizi statunitensi”, ha affermato Sanallah.

INSIEME A SANALLAH IL GOTHA FINANZIARIO LIBICO

Tra l’altro, come scrive il Manifesto “in trasferta negli States anche il gotha finanziario libico: il presidente della compagnia petrolifera Noc Mustafà Sanallah e il governatore della Banca centrale Sadiq al Kabir. Quest’ultimo è il perno del conflitto in quanto membro di spicco della Fratellanza musulmana – principale nemico di Haftar – e ufficiale pagatore sia delle milizie di Tripoli sia degli scarsi proventi della produzione petrolifera alla Cirenaica”.

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