Energia

Petrolio e gas, come schizzano le polemiche fra Trump e Biden

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Biden petrolio

Programmi di politica energetica in vista della sfida elettorale: il punto sul dibattito fra Trump e Biden

 

Il presidente Trump ha attaccato l’agenda di Joe Biden per la lotta al cambiamento climatico nel tentativo di convincere i lavoratori dell’energia in Texas che lui è la scelta migliore in vista delle presidenziali.

IL PIANO BIDEN CHE NON PIACE A TRUMP

Il piano di Biden, ha detto Trump ad un evento tenutosi su una piattaforma petrolifera del Texas occidentale, inaugurerà la fine delle trivellazioni di petrolio e gas nel più grande stato produttore di petrolio della nazione. “Non è solo il petrolio del Texas che i democratici radicali vogliono distruggere”, ha detto a una folla di dirigenti e lavoratori del petrolio a Midland. “Vogliono distruggere il nostro Paese. Queste persone sono malate. Sono malate”, ha riferito il Washington Post in un articolo.

E’ la prima volta che Trump ha tenuto un discorso sulla politica energetica da quando Biden ha pubblicato un nuovo e più ambizioso piano climatico. Il candidato democratico ha proposto all’inizio di questo mese di trasformare rapidamente l’industria energetica eliminando l’inquinamento delle centrali elettriche nei prossimi 15 anni e garantendo che tutti i nuovi edifici commerciali siano privi di emissioni entro il 2030.

L’ATTACCO DI TRUMP

Un piano su cui Trump si è subito scagliato bollando come impossibile la riduzione delle emissioni dei nuovi edifici. “Ciò farebbe salire alle stelle i costi di costruzione e porrebbe fine all’uso del gas naturale nelle case”.

Non solo. Il presidente ha anche attaccato Biden sui divieti di fracking che vorrebbe imporre: “Diciamo ai politici di Washington che cercano di abolire l’energia americana, che non si scherza con il Texas”, ha detto Trump aggiungendo che tutto quanto è stato fatto per il settore dopo Barack Obama verrebbe annullato in caso di mancata rielezione.

Durante la kermesse Trump ha annunciato di aver firmato quattro permessi per oleodotti e ferrovie che in parte aiuteranno il Texas a vendere petrolio al Messico. E comunicato che il Dipartimento dell’Energia permetterà le spedizioni di gas naturale liquefatto verso Paesi senza accordi di libero scambio con gli Stati Uniti fino al 2050.

L’INDUSTRIA PETROLIFERA È CON TRUMP

L’industria petrolifera, ha sottolineato il Washington Post, “ha applaudito le mosse del presidente. Robin Rorick, vice presidente midstream e delle operazioni industriali presso l’American Petroleum Institute, ha affermato che l’annuncio di Trump ‘riflette l’importanza di garantire al resto del mondo l’accesso ad un’energia accessibile, affidabile e più pulita, il tutto continuando a modernizzare le nostre infrastrutture energetiche qui a casa'”.

Malgrado il settore petrolifero sia stato scosso sia da un calo della domanda sia da una guerra tra Arabia Saudita e Russia. Trump ha contribuito a negoziare con i due Paesi per frenare la produzione di petrolio e stabilizzare i prezzi. Eppure, malgrado ciò, il settore petrolifero statunitense non è ancora fuori dai guai. “Durante la prima metà di luglio, i voli commerciali, per esempio, hanno utilizzato solo un terzo del carburante per aerei che avevano in media a gennaio. E un totale di 18 produttori di petrolio hanno presentato istanza di fallimento nel secondo trimestre del 2020, secondo lo studio legale Haynes e Boone”. In questo quadro il viaggio di Trump in Texas, ricco di petrolio, rappresenta una tappa fondamentale per la rielezione visto che Biden e Trump sembrano essere sul filo di lana per i 38 delegati dello Stato americano.

GIOCHI DI POTERE

Il nuovo piano di Biden di 2.000 miliardi di euro eliminerebbe le emissioni di carbonio dal settore elettrico entro il 2035. Ma, come riferiscono John Muyskens e Juliet Eilperin, l’anno scorso solo “il 38% dell’elettricità prodotta negli Stati Uniti proveniva da fonti pulite”. In questo momento 30 stati, più il Distretto di Columbia e tre territori, hanno fatto passi avanti adottando uno standard rinnovabile, secondo la Conferenza Nazionale delle Legislature di Stato. Ma il nuovo piano del candidato democratico mostra quanto il partito si sia spostato sulla questione da quando controlla la Casa Bianca”, scrivono Muyskens ed Eilperin, si legge sul Washington Post.

Il comitato della piattaforma del Comitato Nazionale Democratico ha approvato questa settimana un emendamento “per sostenere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale a meno di 1,5 gradi Celsius sopra i tempi preindustriali, e per gli Stati Uniti di fare la sua “giusta parte” per raggiungere questo obiettivo”, riferisce E&E News.
L’emendamento è stato approvato all’unanimità. Il rapporto aggiunge: “Altri cambiamenti approvati impegnano il partito a porre fine ai sussidi per i combustibili fossili, invertendo la regola dell’amministrazione Trump che cambia i requisiti del National Environmental Policy Act, e vietando nuovi permessi per l’estrazione di combustibili fossili su terra federale e offshore”.

AMBIETALISTI SUL PIEDE DI GUERRA

Due coalizioni ambientaliste stanno facendo causa alla Casa Bianca per le modifiche alla legge nazionale: si tratta del Southern Environmental Law Center e dell’Earthjustice che rappresentano più di 35 gruppi.

CALO DEI CONSUMI DI ENERGIA PER VIA DEL CORONAVIRUS

Intanto, il consumo di energia negli Stati Uniti è sceso al minimo da 30 anni in un periodo di rallentamento economico dovuto alla pandemia. “La caduta è stata guidata da una minore domanda di carbone che viene bruciato per l’elettricità e petrolio che viene raffinato in benzina e carburante per jet, ha detto la U.S. Energy Information Administration”, ha sottolineato l’Associated Press.

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