Energia

Petrolio e gas, come cambierà il mercato tra Covid-19 e rottura in Opec+. Report Sace

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Petrolio e gas: gli effetti di Covid-19 sui produttori emergenti e sull’export italiano in uno studio a cura di Luca Moneta (ricerca e studi di Sace-Simest)

“Per il settore degli idrocarburi il virus rappresenta uno shock della domanda. Per i paesi produttori il virus amplifica rigidità strutturali storiche: scarsa diversificazione economica, limitata capacità di imporre nuove tasse e stabilità connessa a regimi con limitato pluralismo che sono alle prese con sviluppi istituzionali (Russia e Arabia Saudita in primis). Come già in passato, tuttavia, saranno più facilmente le economie collegate (alcuni paesi centrasiatici – i cosiddetti “Stan” – e alcuni paesi dell’area del Golfo) a subire il contraccolpo più forte”.

E’ quanto si legge nel focus “Petrolio e gas si ammalano facilmente – Gli effetti di Covid-19 sui produttori emergenti e sull’export italiano” a cura di Luca Moneta, Ricerca e Studi di Sace-Simest (gruppo Cdp).

L’ANALISI SACE-SIMEST SU PETROLIO E GAS

Lo studio analizza le prospettive del settore oil&gas, interrogandosi sugli effetti dell’emergenza dettata dalla rottura dopo tre anni dell’accordo Opec+ tra Russia e Arabia Saudita e il diffondersi di Covid-19 nei mercati di domanda.

LE CRITICITA’

Ne emerge – sottolinea Moneta – “un quadro di un comparto già da tempo soggetto a criticità e sbilanciamenti strutturali: sebbene il petrolio continui a rappresentare il fuel of last resort per moltissime economie, la crisi del settore e quella potenziale di alcuni paesi produttori rimane agganciata alla riduzione dei consumi nel medio-lungo termine, che singoli eventi come Covid-19 e la rottura dell’equilibrio Opec+ contribuiscono ad anticipare”.

L’OFFERTA

Oltre il 60% dell’offerta globale di greggio attualmente proviene da paesi in cui l’export di prodotti petroliferi rappresenta più della metà dell’export complessivo. Verso questi stessi paesi nel 2019 sono stati diretti 30 miliardi di euro di export italiano, si sottolinea nel focus.

I RISCHI PER LE IMPRESE ITALIANE

Quali saranno i rischi principali per le imprese italiane? I rischi “consisteranno verosimilmente nella riduzione delle importazioni da parte delle economie più deboli, nella contrazione degli investimenti pubblici, nella modifica/cancellazione unilaterale di contratti e in probabili restrizioni valutarie. Come effetti collaterali, potrebbero aumentare la violenza politica nei paesi (più che tra paesi) e l’instabilità, soprattutto per quei produttori alle prese con dinamiche di successione al vertice”, si legge nel focus di Sace-Simest.

LO SCENARIO

Come già nel periodo 2014-2016 – si legge nello studio a cura di Moneta -“le decisioni dei produttori, tuttavia, non saranno l’unica variabile di prezzo e gli effetti della congiuntura si propagheranno anche in altri settori e in altre aree: potremmo attenderci altre sorprese durante l’anno – motivo per cui è fondamentale affiancare alla spinta per la crescita dei ricavi un’adeguata copertura dai rischi anche verso geografie “insospettabili””.

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