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Petrolio: c’è l’accordo sul taglio della produzione. Ma è solo teoria

Cina

Mentre si discute del taglio della produzione di petrolio, Libia e Nigeria aumentano i barili di greggio prodotti giornalmente

L’accordo sul taglio della produzione c’è, la volontà di diminuire la produzione di petrolio un po’ meno. E a dimostrarlo è stato anche il vertice che si è tenuto il 12 ottobre 2016 tra Paesi Opec e non ad Instambul, che si è risolto in un nulla di fatto. L’esito della riunione informale, che doveva decidere come e quando ridurre la produzione, è stato quello di fissare un nuovo incontro. Non solo, mentre in teoria si i barili dovrebbero diminuire, i Paesi Opec continuano a portare sul mercato sempre più greggio. Proviamo a capire.

Russia: accordo no, accordo sì

La Russia c’è e intende siglare l’accordo per ridurre la produzione di petrolio. O forse non c’è. Sono contrastanti le parole di le dichiarazioni di Alexander Novak, ministro dell’energia russo, e di Vladimir Putin. Il primo ha affermato che che il paese non si sta preparando a firmare alcun accordo sulla produzione con i membri dell’OPEC, il secondo ha smentito il ministro dicendo che anche il Cremlino è pronto a ridurre la produzione.

I mercati, intanto, grazie alla dichiarazione di Vladimir hanno spinto il petrolio ai massimi da 12 mesi. Nella giornata di ieri, il prezzo del Brent viaggia in rialzo dello 0,46% a quota 52,65 dollari a barile, mentre il prezzo del petrolio Wti viaggia in rialzo dello 0,47% a quota 51,03 dollari a barile.

Opec: nessun taglio in vista (almeno per ora)

petrolioE’ vero, l’accordo non è ufficiale, ma nessun membro Opec, al momento ha dimostrato la volontà di rendere quelle parole un dato di fatto. “Nonostante il taglio alla produzione concordato dall’OPEC siamo ancora in un mercato caratterizzato da un eccesso di offerta”, ha affermato Matt Stanley, un broker della Freight Investor Services di Dubai.

E in effetti la produzione Opec non ha smesso di crescere. I Paesi membri sembra che, nel mese di Settembre, abbiano accelerato le estrazioni, fino a raggiungere, secondo Reuters, un nuovo record di 33,6 mbg (+70mila bg da agosto). Secondo Bloomberg, invece, la produzione è di 33,75 mbg (+170mila) . Responsabili dell’aumento di produzione sarebbero Libia e Nigeria, mentre l’Iran è ancora fermo a circa 3,6 mbg.

Sarà l’Arabia Saudita a pagare lo scotto (maggiore) della diminuzione di petrolio

L’accordo Opec avrà conseguenze soprattutto sulla produzione dell’Arabia Saudita. “E’ sempre stato chiaro”, scrive “Bloomberg”, “che per funzionare, l’accordo sulla produzione dell’Opec avrebbe richiesto sacrifici all’Arabia Saudita”.

Riad dovrà diminuire la produzione di circa 400 mila barili giornalieri. Seguono gli Emirati Arabi, che dovranno tagliare di 150 mila barili. L’Iraq dovrà diminuire di 130 mila barili la produzione. Libia e Nigeria conserverebbero le quote attuali. O almeno, questo sperano i Sauditi. Se Nigeria e Libia, infatti, dovessero tornare ai loro abituali livelli di produzione, Riad potrebbe essere costretta a tagliare la propria produzione giornaliera di un altro milione di barili di petrolio.

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