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Perché Moody’s alza il rating a Saipem

Saipem Moody

Moody’s porta i rating di Saipem da B1 a Ba3 dopo conclusione dell’aumento di capitale. Ecco le ultime novità

 

Moody’s alza il rating di Saipem con outlook stabile.

L’agenzia ha alzato il corporate family rating di Saipem da B1 a Ba3 e il rating sulla probabilità di default (pdr) da B1-PD a Ba3-PD, promuovendo anche i rating sulle emissioni della controllata Saipem Finance International B.V, assegnando un outlook stabile ad entrambe le società, a conclusione dell’esame avviato lo scorso febbraio.

“Moody’s ha alzato i rating di Saipem a Ba3 per riflettere il fatto che l’aumento concluso da 2 miliardi di euro fornisce sufficiente liquidità al business plan aggiornato della società, che è ulteriormente sostenuto dal miglioramento del sentimento nei confronti dell’industria dei servizi petroliferi” ha commentato l’analista di Moody’s Janko Lukac.

Nell’ambito del suo nuovo piano industriale, Saipem ha accettato di cedere la propria attività di perforazione a terra per un corrispettivo di 550 milioni di dollari e una partecipazione del 10% a KCA Deutag durante il secondo trimestre del 2022. “L’operazione rafforzerà la liquidità di Saipem, ridurrà la complessità del gruppo concentrando le sue attività su attività con margini più elevati e ridurre i requisiti di capitale circolante in futuro” sottolinea l’agenzia di rating nel comunicato.

Tutti i dettagli.

LE MOTIVAZIONI DIETRO L’AZIONE DI MOODY’S

Inoltre, l’azione di rating — aggiunge l’agenzia — tiene inoltre conto dell’aspettativa di Moody’s che i due principali azionisti della società Eni e Cdp attraverso la sua controllata Cdp Industria S.p.A continueranno a fornire supporto a Saipem se necessario. In totale entrambi detengono il 43% del capitale sociale di Saipem. Entrambi i soci hanno partecipato all’aumento di capitale secondo le rispettive quote.

COSA HANNO FATTO LE BANCHE

Tuttavia, il 30% delle azioni di nuova emissione non poteva essere collocato sul mercato, e quindi le banche che hanno sottoscritto l’emissione dei diritti hanno dovuto assumerne la proprietà. “Ciò riflette solo un interesse molto contenuto da parte degli altri e/o nuovi investitori azionari di Saipem”, commenta Moody’s.

Le banche garanti dell’aumento di capitale hanno sottoscritto, a 1,013 euro per share, le azioni inoptate nell’aumento di capitale da 2 miliardi portato a termine il 14 luglio. Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e Unicredit (joint global coordinators) e Abn Amro, Banca Akros, Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs, Société génerale e Stifel (joint bookrunners) si erano impegnate infatti a rilevare l’eventuale inoptato (per un massimo 1,12 miliardi).

Ma il 15 luglio il consorzio di banche ha spiegato di aver siglato un accordo per collocare sul mercato il 67,8% del numero totale di azioni non sottoscritte. Ovvero 400 milioni di titoli che rappresentano poco meno del 20% del capitale di Saipem post aumento.

LE PREVISIONI DELL’AGENZIA DI RATING

Tornando alle previsioni dell’agenzia di rating, Moody’s considera positivamente anche l’ambiente di business molto migliorato per il settore Offshore. L’agenzia di rating si aspetta che gli elevati prezzi energetici per il 2022 e il 2023 in combinazione con gli sforzi dell’Europa per diversificare le forniture di gas da quello russo possano fornire nuove e redditizie opportunità di business La forte domanda di servizi e prodotti Saipem potrebbe anche migliorare i termini di pagamento e la velocità di incasso e quindi avere un impatto positivo sul capitale circolante e sulla generazione di cassa.

A PROPOSITO DI LIQUIDITÀ

Infine, a seguito dell’aumento di capitale, Moody’s prevede che il saldo di cassa di Saipem si attesterà a circa 1,1 miliardi di euro entro metà luglio. Ciò, in combinazione con i 550 milioni di euro per la cessione dell’attività di perforazione a terra (da incassare nel secondo semestre 2022) sarà sufficiente a finanziare circa 500 milioni di euro di free cash flow negativo previsto per il secondo semestre 2022 e un flusso di cassa negativo di 300 milioni di euro previsto per il 2023 previsto da Moody’s.

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