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Perché l’Ue brucerà nucleare e gas

Giappone Nucleare

Gas e nucleare restano fuori dagli investimenti verdi dell’Ue. Tutti i dettagli sulla base delle indiscrezioni dell’Ansa

 

Gas e nucleare non sono fonti energetiche verdi. Almeno al momento. A sancirlo è l’Unione Europea che nella prossima Tassonomia non concede il bollino di attività economica ‘verde’ alle due fonti.

Una scelta che non sorprende: anche la Bei, nonostante le reticenze di alcuni stati membri, ha escluso di recente il gas dai finanziamenti green. Andiamo per gradi.

TASSONOMIA: L’ESCLUSIONE DEL GAS E DEL NUCLEARE

Secondo la cosiddetta Tassonomia, ovvero la comunicazione sulla classificazione Ue degli investimenti verdi, gas e nucleare non avranno il certificato Ue di attività economica ‘verde’, rivela l’Ansa, che ha preso visione del documento.

GAS: UNA PROPOSTA LEGISLATIVA A PARTE

Per il gas, considerato un alleato fondamentale della transizione energetica, in realtà, l’Ue sarebbe a lavoro ad “una proposta legislativa a parte” che dovrebbe arrivare “nell’ultima parte dell’anno”. La proposta ha l’obiettivo di coprire le “tecnologie di transizione”, rispettando “il diritto degli Stati membri di determinare il proprio mix energetico in modo appropriato”.

LE SCELTE DELLA BEI

La scelta dell’Unione Europea non sorprende. Già nel 2019, la Banca europea per gli investimenti, presieduta dal tedesco Werner Hoyer, aveva tracciato la strada, stabilendo che a partire dalla fine del 2021 non finanzierà più progetti basati sui combustibili fossili, gas incluso.

LE LINEE GUIDA

La Bei innescherà “un trilione”, cioè mille miliardi di euro, di investimenti nel prossimo decennio, seguendo ben cinque capisaldi: efficienza energetica; decarbonizzazione; produzione decentralizzata di energia, stoccaggio innovativo e mobilità elettrica; investimenti nelle reti; rafforzamento delle interconnessioni transfrontaliere.

SCELTA NON CONDIVISA DALL’ITALIA

E già nel 2019, lo stop al finanziamento di progetti nel settore gas non era condiviso da tutti gli Stati membri. L’Italia, ma anche tra gli altri Germania, Polonia, Romania erano contrari ad una politica energetica così restrittiva.

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