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Perché l’Europa teme una crisi del gas dal Golfo Persico

L’Europa minacciata da una nuova crisi del gas. L'articolo del quotidiano francese Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri.

(Le Figaro, Elsa Bembaron e Armelle Bohineus, 20 marzo 2026)

L’attacco iraniano notturno sul complesso di Ras Laffan in Qatar, il più grande sito mondiale di produzione di gas naturale liquefatto, ha provocato un’impennata immediata dei prezzi del gas europeo del 35% giovedì mattina, poi contenuta al 14% a 62 euro/MWh, mentre il Brent ha superato i 118 dollari al barile.

Il Qatar ha perso il 17% della sua capacità di produzione di GNL per un periodo che potrebbe durare fino a cinque anni, interrompendo la catena di fornitura globale e vanificando le aspettative di calo dei prezzi del gas nel 2027 grazie alle nuove capacità produttive.

L’Europa, che importa solo il 3,8% del suo gas dal Qatar ma dipende per il 40% dal GNL via nave, rischia una competizione accanita con l’Asia per le cargaison deviate, con magazzini già sotto il 30% e pericolo concreto di penuria per il prossimo inverno.

Attacco iraniano su Ras Laffan e impatto immediato sui mercati.

Nella notte tra mercoledì e giovedì l’Iran ha condotto nuovi attacchi su infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Ha colpito in particolare la città industriale di Ras Laffan, il più grande sito di produzione di gas naturale liquefatto al mondo in Qatar. La conseguenza è stata immediata sui mercati. Il prezzo del gas europeo è schizzato del 35% giovedì mattina prima di limitare la salita al 14% nel pomeriggio, a 62 euro/MWh.

Distruzione del 17% della capacità qatariota per anni.

Giovedì il PDG di Qatarenergy ha indicato che l’attacco iraniano ha distrutto il 17% della capacità di produzione di GNL del Qatar per una durata che può arrivare fino a cinque anni. Di che perturbare tutta la catena di approvvigionamento mondiale.

Rischio di deviazione delle navi americane verso l’Asia.

Abbiamo già visto navi cambiare rotta durante il viaggio per servire il mercato asiatico, per beneficiare di prezzi più attraenti […] Secondo gli osservatori, una parte delle navi su cui gli europei contavano per finire la campagna invernale hanno già puntato verso la Cina. Ciò rafforza i rischi di penuria a medio termine per certi paesi.

Magazzini europei troppo bassi per affrontare l’inverno prossimo.

Se l’Unione europea non comincia a ricostituire le sue riserve, rischia di mancare di gas il prossimo inverno […] La temporalità è diversa ma, con i livelli di stoccaggio molto bassi, inferiori al 30% in Europa, il pericolo è reale.

Concorrenza globale tra Asia ed Europa per il GNL disponibile.

Durante le precedenti crisi di approvvigionamento in gas, in particolare quella legata all’invasione dell’Ucraina, Asia ed Europa non avevano particolarmente da disputarsi il gas disponibile, mentre ora sono in competizione. L’Asia, di cui il 27% delle importazioni di GNL passa abitualmente per Ormuz, è tanto più colpita dalla crisi in quanto una buona parte del gas serve a produrre elettricità.

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