Ne abbiamo già parlato nel 2025 in riferimento a State Grid of China, leader delle reti elettriche e gigante della ricerca in intelligenza artificiale: per il futuro della tecnologia, le reti sono altrettanto importanti delle capacità dei laboratori di frontiera. Questo elemento diviene sempre più chiaro: il super-ciclo dei data center è anche una continua sottolineatura del rilievo delle utilities.
Ciò si ripercuote anche sulla scala e sulle fusioni e acquisizioni, con effetti notevoli sul mercato. Ne è una testimonianza la proposta di fusione da circa 67 miliardi di dollari tra NextEraEnergy e Dominion Energy, due colossi statunitensi. L’accordo, che creerebbe uno dei maggiori produttori di energia a livello mondiale, non è considerato dagli analisti un caso isolato. Ha un significato globale, oltre a indicare un cambiamento significativo già in atto negli Stati Uniti. Dopo il decennio 2010-2020, in cui la domanda di elettricità negli Stati Uniti è rimasta sostanzialmente piatta, la crescita delle infrastrutture elettriche è
Dominion Energy serve, tra l’altro, la zona della Virginia conosciuta come “data center alley”, la capitale mondiale dei data center; pertanto, ha accumulato una notevole esperienza nel settore. Stan Blackwell, responsabile della divisione data center di Dominion, negli ultimi anni ha testimoniato come la necessità di gestire richieste di allaccio preliminari sia esplosa, giungendo a decine di gigawatt. Lo stesso Blackwell riconosce che i data center anche nel medio periodo dovranno dipendere da un mix energetico: è molto difficile alimentare in modo affidabile le strutture al 100% con fonti rinnovabili. Le aziende energetiche devono includere nei loro piani di sviluppo a lungo termine la costruzione di impianti di generazione convenzionale, come quelli a gas, per garantire una fornitura ininterrotta e stabile. E a ciò si lega anche l’ondata di interesse per i nuovi investimenti nucleari negli Stati Uniti, in cui proprio NextEra gioca un ruolo significativo: ha tra l’altro avviato l’iter presso la NuclearRegulatory
Più in generale, la questione dello stato delle reti riguarda ogni luogo che abbia l’ambizione nel giocare un ruolo nell’economia dei data center, dall’Europa all’Asia. I mercati saranno sempre più giudicati su parametri come il tempo medio di allaccio e la capacità di sostenere i carichi, e ciò continuerà a porre l’attenzione sulle utilities. Mentre State Grid of China annuncia di acquistare 8.500 robot nel solo 2026, per le varie società di rete i software supportati dall’intelligenza artificiale permettono di gestire al meglio le risorse, prolungando il ciclo di vita delle apparecchiature, aiutando gli interventi di emergenza per ridurre al minimo i disservizi.
In sintesi, la grande partita delle utilities nell’intelligenza artificiale si gioca e giocherà su tutti i piani: la competenza tecnica specifica, la scala degli investimenti, la componentistica, il miglioramento dell’efficienza attraverso la stessa tecnologia che le reti alimentano e rendono possibile.







