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Cosa (non) farà l’Opec+ sul petrolio

Opec+

L’Opec+, il gruppo guidato da Arabia Saudita e Russia, aumenterà l’offerta di petrolio di soli 100mila barili al giorno. Ecco perché

 

L’OPEC+, il gruppo che riunisce alcuni dei principali paesi esportatori di greggio, dovrebbe aumentare i livelli collettivi di produzione di petrolio di appena 100mila barili al giorno da settembre. È una quantità minuscola, pari al soddisfacimento della domanda petrolifera globale per 86 secondi.

Due fonti anonime hanno rivelato all’agenzia Reuters che il valore è stato approvato dai rappresentanti dell’organizzazione durante una riunione a porte chiuse, senza particolari discussioni.

UNA QUANTITÀ “INSIGNIFICANTE”

Raad Alkadiri, analista energetico per la società di consulenza Eurasia Group, ha parlato di una quantità “così piccola da essere insignificante. Da un punto di vista fisico è un’inezia marginale. Come gesto politico è quasi un insulto”.

IL VIAGGIO DI BIDEN IN ARABIA SAUDITA

Si riferiva al recente viaggio del presidente americano Joe Biden in Arabia Saudita. Uno dei motivi della visita era proprio l’ottenimento da Riad di un impegno ad aumentare la produzione petrolifera, in modo da accrescere la disponibilità di barili sul mercato e favorire l’abbassamento dei prezzi del carburante e del tasso di inflazione.

La richiesta di Biden era motivata da ragioni di politica interna: a novembre i cittadini statunitensi voteranno infatti alle importanti elezioni di metà mandato, e la loro preoccupazione principale è il prezzo alto della benzina.

L’Arabia Saudita è a capo dell’OPEC+, assieme alla Russia.

I PRECEDENTI DELL’OPEC+

Nei vertici precedenti i membri dell’OPEC+ avevano concordato aumenti collettivi della produzione ben più sostanziosi, di 430mila-650mila barili al giorno, pur facendo poi difficoltà a rispettarli: diversi paesi hanno infatti esaurito il loro potenziale produttivo.

IL PREZZO DEL PETROLIO

Oggi i contratti (futures) del greggio Brent, la principale qualità di riferimento sul mercato, sono cresciuti di circa 3 dollari al barile, arrivando quasi a 102 dollari.

LE DIFFICOLTÀ DEI PRODUTTORI

In teoria, entro settembre l’OPEC+ avrebbe dovuto mettere fine al programma di tagli alla produzione avviato nel 2020 in risposta alla crisi pandemica, che aveva ridotto di molto la domanda di greggio.

A giugno, tuttavia, il gruppo era sotto di quasi 3 milioni di barili rispetto alla quota giornaliera di output stabilita. Il mancato rispetto dei target si spiega con le sanzioni internazionali imposte verso alcuni membri (come la Russia e l’Iran) e con i bassi livelli di investimento nell’industria oil & gas.

Gli analisti credono che solo l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti dispongano di capacità di riserva (spare capacity) tali da permettere un aumento dell’offerta.

L’ARABIA SAUDITA PUÒ FARE DI PIÙ?

Altri esperti, però, sostengono che Riad non possa portare il suo output tanto più in alto rispetto ai volumi attuali (circa 10,6 milioni di barili al giorno): stimano che possa arrivare a 11-11,5 milioni al massimo, senza attingere alle sue scorte.

Le autorità saudite hanno detto che la compagnia statale Saudi Aramco lavorerà per portare la sua capacità produttiva a 13 milioni di barili al giorno, ma solo entro il 2027.

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