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Nord Stream 2, chi festeggia e chi borbotta

Nord Stream 2

Fatti, commenti e analisi dopo l’intesa Germania-Usa sul gasdotto Nord Stream 2

 

Mercoledì gli Stati Uniti e la Germania hanno trovato un accordo sul Nord Stream 2, la condotta per il gas naturale sotto il mar Baltico che collegherà direttamente la Russia e la Germania storicamente osteggiata dall’America e dall’Ucraina.

QUANDO NASCE LA CONTROVERSIA SUL NORD STREAM 2

La realizzazione, oggi quasi completa, del Nord Stream 2 oppone da anni gli Stati Uniti e la Germania, due paesi alleati. Alla base della controversia – che nasce sotto l’amministrazione di Barack Obama, per proseguire con Donald Trump – c’è una differenza di interpretazione.

COSA PENSANO GERMANIA E RUSSIA

Per Berlino, cioè, il Nord Stream 2 è un progetto meramente commerciale, che darà al paese accesso a forniture economiche di gas russo con il quale rimpiazzare le centrali a carbone, più inquinanti: dovranno essere dismesse tutte entro il 2038. Anche la Germania, come il resto dell’Unione europea, si è impegnata a tagliare le proprie emissioni di gas serra fino all’azzeramento netto nel 2050.

Mosca parla del gasdotto negli stessi termini.

PERCHÉ GLI STATI UNITI SI OPPONGONO AL PROGETTO

Washington, invece, pensa che il Nord Stream 2 non trasporterà soltanto il gas, ma sarà il veicolo di una maggiore influenza russa sull’Europa, che già dipende pesantemente da Mosca per gli approvvigionamenti energetici. La Russia è l’avversaria storica dell’America: nonostante la Guerra fredda sia terminata, l’ostilità reciproca è rimasta ed è visibile nei cyberattacchi filorussi o nelle interferenze elettorali.

L’ostilità degli Stati Uniti al Nord Stream 2 si spiega con altri due motivi. Il primo è economico: l’aumento dei flussi di gas russo (a prezzi convenienti) verso la Germania e l’Europa è un ostacolo alle esportazioni americane di gas naturale liquefatto nel Vecchio continente.

Il secondo motivo, invece, è geopolitico. Gli Stati Uniti non vogliono che, oltre che sull’energia, la Germania e la Russia possano avvicinarsi anche da un punto di vista politico. Per poter mantenere lo status quo favorevole in Europa, allora, Washington deve impedire lo sviluppo dei contatti tra la nazione più forte del continente (la Germania) e quella ostile al primato americano (la Russia).

COSA SIGNIFICA L’ACCORDO TRA BIDEN E MERKEL

L’accordo raggiunto mercoledì tra Washington e Berlino arriva pochi giorni dopo l’incontro alla Casa Bianca tra Angela Merkel e Joe Biden: i due non avevano nascosto le loro divergenze in merito al Nord Stream 2, ma il vertice era servito soprattutto a ribadire la bontà della relazione bilaterale.

L’amministrazione Biden aveva preparato il terreno all’accordo con la Germania decidendo, a maggio, di ritirare le sanzioni sulla società russa che supervisiona il progetto del gasdotto. Lo ha fatto per due motivi: perché le sanzioni si erano rivelate uno strumento inefficace a bloccare i lavori (che sono praticamente conclusi), e poi perché Biden ha bisogno di avere la Germania al suo fianco nella sfida alla Cina, percepita come più importante rispetto a quella alla Russia.

Il ritiro delle sanzioni e l’accordo di ieri, insomma, sono delle concessioni che Biden ha scelto di fare per dare respiro all’alleanza con la Germania, che ha sofferto gli anni dell’unilateralismo di Trump. Non significa tuttavia che Biden abbia accantonato l’ostilità al Nord Stream 2: più che un cambio strategico, potremmo stare assistendo a un cambio di tattica.

POSSIBILITÀ DI SANZIONI

L’accordo, comunque, prevede che Berlino si impegni a imporre sanzioni contro Mosca nel caso in cui il paese utilizzasse il gasdotto per minacciare la sicurezza energetica europea (bloccando i flussi di gas per ritorsione, ad esempio) o la stabilità dei paesi a est del continente, come la Polonia e – soprattutto – l’Ucraina.

COSA C’ENTRANO L’UCRAINA E LA POLONIA

L’accordo non garantisce che la Germania manterrà la promessa, né che le sanzioni che verranno emesse saranno davvero efficaci a limitare l’azione di Mosca.

La Polonia e l’Ucraina, che guardano con timore alla Russia – che nel 2014 ha annesso una parte del territorio ucraino, la Crimea, e finanzia i ribelli separatisti in guerra con Kiev nell’est del paese -, hanno criticato l’accordo tra Washington e Berlino.

Varsavia, nello specifico, ha ribadito una posizione condivisa dagli analisti di politica internazionale: è cioè che il Nord Stream 2 permetterà con più facilità a Mosca di mettere pressione all’Europa e di isolare l’Ucraina.

Il Nord Stream 2, infatti, collegherà direttamente la Russia e la Germania, bypassando l’Ucraina. Questo fatto andrà a ridurre il valore di Kiev come “intermediario energetico” tra la Russia e l’Europa, rendendo il paese meno rilevante per l’Europa occidentale e favorendone, nel tempo, l’isolamento.

Per il suo sostentamento economico, l’Ucraina ha bisogno delle tasse di transito del gas russo sul suo territorio (2,1 miliardi nel 2020), che il Nord Stream 2 andrebbe però a ridurre, fino ad azzerare.

L’IMPEGNO DELLA GERMANIA PER L’UCRAINA

L’accordo con gli Stati Uniti prevede che la Germania nomini un inviato speciale a Kiev per contribuire ai negoziati sull’estensione degli accordi con la Russia sul transito di gas per l’Ucraina oltre il 2024.

In aggiunta a questo, Berlino istituirà un fondo da 175 milioni di dollari (è il valore iniziale) per favorire la transizione dell’Ucraina verso le energie pulite; gli Stati Uniti contribuiranno attraverso iniziative di promozione degli investimenti. Il governo tedesco destinerà altri 70 milioni al rafforzamento della sicurezza (anche cyber) delle infrastrutture energetiche ucraine.

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