Oggi il cancelliere tedesco Friedrich Merz arriverà a Riad, in Arabia Saudita, la prima tappa di un viaggio nella regione del Golfo persico che si concluderà venerdì e che prevedrà anche delle visite ufficiali in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti.
LO SCOPO DELLA MISSIONE DI MERZ: TROVARE NUOVI FORNITORI DI GNL
La missione diplomatica di Merz – è la sua prima volta nel Golfo da quando ha assunto l’incarico – servirà innanzitutto a discutere di energia: la Germania è la prima economia nell’Unione europea ed è la maggiore consumatrice di gas naturale; come il resto del blocco, negli ultimi anni ha sviluppato una dipendenza dal combustibile liquefatto (Gnl) proveniente dagli Stati Uniti e ora vorrebbe riequilibrare la situazione.
LE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO JORGENSEN…
Di recente, peraltro, il commissario europeo per l’Energia Dan Jorgensen ha detto che la recente crisi con gli Stati Uniti sulla Groenlandia è stata un “campanello d’allarme” per l’Unione. Bruxelles, cioè, sembra non considerare più Washington un alleato affidabile e ha iniziato a preoccuparsi della dipendenza dal Gnl americano, che oggi vale oltre il 25 per cento delle importazioni gasifere comunitarie e che potrebbe venire impugnato dalla Casa Bianca come una leva economico-politica.
… QUELLE DELLA COMMISSARIA RIBERA…
Anche Teresa Ribera, la commissaria per la Concorrenza, pensa che non sia saggio fare affidamento sugli Stati Uniti. “Sappiamo”, ha detto, “che non possiamo fare affidamento sul gas russo e che dovremmo stare attenti a non dipendere troppo dal gas americano”.
L’Unione europea, però, oltre ad aver preso l’impegno ad azzerare le importazioni di idrocarburi russi entro il 2027, si è impegnata ad acquistare energia americana dal valore di 750 miliardi di dollari in tre anni.
… E QUELLE DELL’INDUSTRIA TEDESCA
A questo proposito, Michael Lewis, l’amministratore delegato della società energetica tedesca Uniper, ha dichiarato recentemente che “in Germania non ripeteremo mai più gli errori del passato. Non saremo mai dipendenti dagli Stati Uniti come lo siamo stati dalla Russia in passato”.
IL VIAGGIO DI SCHOLZ DEL 2022
Nel settembre del 2022 il predecessore di Merz, l’ex-cancelliere Olaf Scholz, si era recato anche lui in visita nel Golfo persico alla ricerca di nuove forniture di gas. Se oggi la Germania vuole ridurre la dipendenza energetica dagli Stati Uniti, al tempo era invece alla ricerca di venditori con cui sostituire la Russia, che prima dell’invasione dell’Ucraina valeva oltre la metà delle importazioni gasifere tedesche.
QUANTO VALE IL GNL AMERICANO PER LA GERMANIA
Attualmente il Gnl copre il 13 per cento delle importazioni complessive di gas della Germania, e circa il 94 per cento di questi volumi arriva dagli Stati Uniti, che ne sono i maggiori produttori ed esportatori al mondo.
IL RUOLO DEL GOLFO
Anche il Qatar, dove Merz si recherà in visita giovedì, è un importante fornitore di Gnl a livello globale e ha già stipulato degli accordi di fornitura con le aziende tedesche, e non solo.
L’approfondimento della relazione energetica tra Berlino e Doha, però, potrebbe venire ostacolata dal fatto che gli esportatori qatarioti preferirebbero siglare degli accordi di compravendita di lunga durata (almeno vent’anni), mentre il governo tedesco intende azzerare le importazioni di Gnl dal 2043 in modo da rispettare gli impegni sul clima.
Inoltre, in un certo senso il Qatar ha già utilizzato il gas come una leva negoziale contro l’Unione europea, minacciando di interrompere le forniture se non verranno apportate delle modifiche alla direttiva sulla dovuta diligenza per la sostenibilità aziendale. L’affidamento eccessivo a Doha, dunque, potrebbe comunque comportare dei rischi per la sicurezza e la sovranità dell’Unione; al contrario, ampliare e diversificare il numero dei venditori aiuterebbe a ridurre le vulnerabilità.




