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La sonda Juno è nell’orbita di Giove. Perchè la missione è importante

La sonda Juno della Nasa è entrata nell’orbita di Giove. Mai finora un veicolo è stato così vicino al pianeta più grande del Sistema Solare

Un momento atteso da 5 lunghi anni: la sonda Juno della Nasa è entrata nell’orbita di Giove. È la prima volta che un veicolo si trova così vicino al pianeta (la sonda Galileo non si era posizionata così vicina): potremo capire, in questi 20 mesi di missione, i segreti del pianeta Gigante (per avere un’idea, basta pensare che la sua massa oltre trecento volte quella della Terra).

Un momento tanto atteso

La sonda Juno era stata lanciata nello spazio da Cape Canaveral il 5 agosto 2011 e ha viaggiato per un miliardo e ottocentomila chilometri prima di arrivare a destinazione. Nel 2013 la sonda ha ‘sfiorato’ anche la Terra, con l’obiettivo di acquisire dalla gravità terrestre la spinta necessaria per raggiungere Giove.

E ora che Giove finalmente è raggiunto, Juno farà tutto in automatico. La sonda Juno si è posizionata in un’orbita polare e in quasi due anni farà il giro del pianeta attorno ai suoi poli per trentasette volte (impiegando undici giorni per ciascuna orbita) immergendosi nelle alte e turbolente nubi dell’atmosfera di Giove.

Perchè l’arrivo di Juno nell’orbita di Giove è così importante?

Perchè potremo trovare nel pianeta gigante tantissime risposte alle nostre domande. Potremo, per esempio, indagare sulle origini, composizione, atmosfera e magnetosfera di Giove, cercando di capire come si sono mescolati gli ingredienti che hanno permesso la formazione dei pianeti.

Il pianeta Giove, infatti, è un gigante gassoso prevalentemente composto da idrogeno ed elio. Alcuni, visto che sono gli stessi elementi chimici che costituiscono la quasi totalità della massa del Sole, sono portati a pensare che Giove sia una stella mancata (non ha raggiunto la massa critica per accendere le reazioni di fusione nucleare dell’idrogeno), ma a differenza della nostra stella presenta una più alta percentuale di altri elementi pesanti come carbonio, azoto e litio. “Ora inizia il divertimento, con la scienza” ha affermato Scott Bolton, principal investigator della missione al Southwest Research Institute di San Antonio, “Giove è la Stele di Rosetta del nostro Sistema Solare”, è il pianeta più vecchio e contiene più materiale di tutti gli altri pianeti, asteroidi e comete messi assieme: “Juno è alla ricerca delle nostre origini, intende scoprire come tutto è cominciato, ma questi segreti sono ben custoditi da Giove”.

Scoprire la storia di Giove è estremamente importante, perchè carbonio, azoto e litio (contenuti in grande quantità sul pianeta Gigante) sono gli stessi elementi “i cui è fatta la Terra. È il materiale che ha dato origine alla vita”, ha spiegato Bolton.

Non solo. Grazie a Juno, forse, l’uomo potrà capire fino a che profondità si estende la Grande Macchia Rossa o che cosa si nasconde nel nucleo di Giove. Il pianeta gigante, ricordiamo, possiede un campo magnetico, prerogativa dei pianeti che, come la Terra, hanno un nucleo metallico al loro interno. Grazie ala sonda Juno potremo misurare la densità interna di Giove. “Non sappiamo con certezza se c’è un nucleo solido o roccioso al suo interno” dice Bolton, ma le risposte che potremo ottenere potranno aiutarci a capire “dove, come e quando si è formato il pianeta”.

Tutti possiamo partecipare alla missione

Juno è dotato di una macchina fotografica per immagini standard (non rilevati da un punto di vista scientifico) e tutti, a distanza, potremo scattare qualche fotografia. Ci spieghiamo: chi ne ha voglia potrà suggerire a Juno cosa fotografare, collegandosi al sito del Southwest Research Institute.

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