Energia

Come saranno le città green post Coronavirus?

di

Legambiente Stefano Ciafani

Le 5 misure proposte da Legambiente ai sindaci affinché le città realizzino una vera svolta green. L’articolo di Nunzio Ingiusto

Tutto andrà bene, dice lo slogan, ma nulla tornerà come prima. A partire dalle città nelle quali viviamo. Più di Conte e del governo coadiuvato da decine di consulenti, a farci vivere meglio possono pensarci i sindaci. E fuori da ogni differenza Nord-Sud, lontani da campanilismi e suggestioni territoriali. Con il virus abbiamo capito che le nostre vite sono labili e permeabili. L’ambiente nel quale viviamo, prima del governo, dei ministri, lo possono davvero mettere a posto coloro che prendono i nostri voti alle elezioni. Vanno aiutati, però.

Tra le centinaia di appelli sulla riapertura, ce n’è uno di Legambiente ai sindaci e al loro presidente Antonio Decaro che ci dà qualche speranza. Va al cuore della vita che condurremo, alle relazioni sociali improntate a minor inquinamento-meno automobili, più energie pulite, alla serietà di amministratori locali, afflitti da mille problemi. “Per superare l’emergenza coronavirus e far ripartire le città italiane servono risposte e soluzioni eccezionali. Cari Sindaci, non vi limitate all’ordinario, non restituiteci le vecchie città. Il vostro mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare qualcosa di straordinario”. Con questo appello Legambiente presenta un pacchetto di 5 misure, tutte sostenibili e concrete per stare meglio tutti. Domani e in futuro. Italy very green?

Mezzi pubblici, bici, piste ciclabili, auto elettriche, lavoro da casa ridisegneranno il nostro modo di vita e di lavoro. Sono i capitoli di nuova vivibilità, senza abbrutimenti, che devono superare ostacoli e barriere burocratiche di uno Stato ingessato. Sul tavolo ci sono proposte attuabili in pochi mesi, con risorse contenute. Alcune persino già disponibili.

Quelle per le piste ciclabili, per esempio: 150 milioni di euro previsti dalla legge di bilancio 2020. Chissà se nel vorticoso elenco di miliardi annunciati da Conte si metteranno in circolo altri soldi per rendere sostenibili i luoghi in cui viviamo. I soldi del Mes per sanità dintorni non hanno una relazione (sanitaria) con l’aria pulita e la mobilità urbana? Legambiente chiede più sicurezza sui mezzi pubblici per riprogrammare le corse e garantire le distanze di sicurezza. Più persone in bici e percorsi ciclabili con segnaletica lungo gli assi prioritari. Lo hanno fatto a Berlino, Parigi, New York. È utile rafforzare la sharing mobility, aiutare i cittadini a rottamare l’auto vecchia e, infine, far crescere il lavoro a distanza.

Dove trovare i soldi? A Legambiente hanno fatto qualche ricerca e scoperto che il Ministero dell’Ambiente di Sergio Costa potrebbe mettere subito a disposizione i fondi del “Programma Buoni di mobilità” previsti dal decreto Clima: 75 milioni per il 2020 e 180 milioni di euro per le annualità successive utili a liberarci delle vecchie auto inquinanti. Affianco ci sono anche posti di lavoro e recupero di materiali.

“Le nostre città possono essere un fantastico banco di prova per dimostrare che si può cambiare in meglio, sperimentando le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. Con queste misure milioni di lavoratori, studenti e famiglie potranno muoversi da subito in maggiore sicurezza e libertà contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra”, ha spiegato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. Il punto vero, però, è politico. Perché nessun sindaco si dirà contrario al pacchetto proposto, dopo i drammi del coronavirus e la necessità di sanificare piazze, strade, palazzi. L’Italia non ha un’economia green. E se la vuoi costruire dal basso c’è bisogno di un governo attento, lesto e pronto ad aiutarti. È quello in carica?

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