Skip to content

nucleare

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

La Francia folgora von der Leyen sul nucleare

Come e perché in Francia si sbuffa su von der Leyen per il dossier nucleare. Gli articoli del quotidiano Le Figaro tratti dalla rassegna di Liturri.

Nucleare: la spettacolare inversione di rotta della Von der Leyen.

(Le Figaro, Bertille Bayart, 12 marzo 2026)

Ursula von der Leyen ha ammesso martedì a Parigi che ridurre la quota di nucleare nella produzione elettrica europea è stato un «errore strategico», segnando un clamoroso cambio di rotta dopo vent’anni di ostilità della Commissione verso l’energia atomica civile.

Le crisi geopolitiche (invasione dell’Ucraina, guerra in Iran), il blackout spagnolo del 2025 e il ritorno della CDU al potere in Germania hanno accelerato il riconoscimento dei vantaggi del nucleare per sovranità energetica e decarbonizzazione.

La Francia ha guidato questa riconquista: dopo l’ambiguità di Hollande e la chiusura anticipata di Fessenheim sotto Macron, Parigi ha rilanciato il programma EPR, spingendo Bruxelles a eliminare gradualmente le discriminazioni normative e finanziarie contro il nucleare.

Riconoscimento storico a Parigi

«Ursula von der Leyen ha riconosciuto che ridurre la quota di nucleare nella produzione elettrica era un «errore strategico». […] Credo che sia stato un errore strategico. Parole forti e dirette che nessuno tra gli ascoltatori pensava di sentire un giorno dalla bocca della presidente della Commissione europea.»

Riabilitazione dopo vent’anni di ostilità

«Ecco l’energia nucleare riabilitata dopo vent’anni di lotta europea. Quel «cavallo morto», come lo definì nel 2023 l’ex cancelliere socialdemocratico tedesco Olaf Scholz, è resuscitato da Ursula von der Leyen come «una fonte affidabile e accessibile di energia a basse emissioni» di carbonio.»

Ruolo decisivo della Francia

«In Francia, prima potenza nucleare del continente, è stata necessaria la prima operazione di riconquista. Dopo la presidenza Hollande, che consacrava la decrescita nucleare, Emmanuel Macron ha impiegato quasi un intero mandato per uscire dall’ambiguità e abbracciare, a Belfort nel 2022, un’agenda di rilancio di questa scelta tecnologica.»

Creazione dell’alleanza nucleare

«La chiave del cambiamento, racconta Agnès Pannier-Runacher, è stata la creazione dell’alleanza del nucleare. Questo «club» di una quindicina di paesi dell’UE è nato su iniziativa della ministra della Transizione energetica dell’epoca. Ha dato visibilità alla forza dei sostenitori del nucleare in Europa, dove i favorevoli alle rinnovabili dettavano legge.»

Urgenza di investimenti e neutralità tecnologica

«Torniamo da un mondo in cui avevamo metodicamente costruito tutto affinché nulla potesse finanziare il nucleare. […] Torniamo da molto lontano. […] Non c’è più tempo da perdere per rafforzare urgentemente le capacità europee. Ciò richiede, al pari della difesa, di accelerare gli sforzi di investimento, facilitando quelli del settore privato.»

+++

Il colmo dell’assurdità.

(Le Figaro, Gaëtan de Capèle, 12 marzo 2026)

La Commissione von der Leyen ha portato avanti fino in fondo una frenesia normativa devastante in agricoltura, energia, automobile e industria, indebolendo gravemente l’economia europea a vantaggio delle potenze che si sono protette e riarmate.

Il rifiuto ostinato del nucleare, riconosciuto tardivamente da Ursula von der Leyen come errore strategico, rappresenta il culmine di questa follia, aggravato dalle scelte francesi sotto Hollande e Macron, in particolare la chiusura di Fessenheim.

Non c’è più tempo da perdere: occorre rilanciare con urgenza il nucleare per riconquistare la sovranità energetica europea, liberarsi dalle dipendenze esterne e garantire elettricità abbondante, stabile, economica e a zero emissioni di carbonio, accelerando investimenti pubblici e privati.

Frenesia normativa devastante

«La Commissione di Ursula von der Leyen ha proseguito fino alla fine, in una frenesia di regolamentazioni, la sua opera di demolizione in nome della salvaguardia del pianeta. […] Il ritorno della guerra in Europa e in Medio Oriente, l’offensiva commerciale di Trump e l’onda cinese hanno infine aperto gli occhi ai «Bisounours»: ora tentano faticosamente di disfare i nodi che hanno tessuto febbrilmente.»

Culmine dell’assurdità sul nucleare

«La battaglia condotta contro il nucleare, di cui la presidente della Commissione ammette finalmente che è stata «un errore strategico», resterà negli annali come un vertice di assurdità. […] Ursula von der Leyen: «Credo che sia stato un errore strategico per l’Europa voltare le spalle a una fonte di energia affidabile, accessibile e a basse emissioni.»»

Errori francesi accumulati

«La Francia, campione del settore, porta essa stessa una responsabilità immensa: è stata lei, sotto François Hollande, a decidere di sabotare le sue centrali, prima che Emmanuel Macron, dopo aver commesso l’enorme errore di chiudere Fessenheim, facesse marcia indietro.»

Sovranità energetica come priorità

«La prima è ristabilire la propria sovranità, svincolandosi dal legame di dipendenza con Russia, Stati Uniti e monarchie del Golfo. La seconda è disporre di una risorsa abbondante, stabile, economica e decarbonizzata. Questa risorsa ha un nome: l’elettricità nucleare.»

Urgenza di una rivoluzione energetica

«Questo constatazione condivisa (anche il cancelliere Merz deplora l’uscita della Germania dal nucleare), non c’è più tempo da perdere per rafforzare urgentemente le capacità europee. Ciò richiede, al pari della difesa, di accelerare gli sforzi di investimento, facilitando quelli del settore privato. Una vera rivoluzione copernicana…»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

Torna su