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Cosa vuole fare Biden per elettrificare l’America

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Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo per promuovere i veicoli elettrici nel governo federale e alimentare gli edifici con energia pulita. Tutti i dettagli e gli impatti sull’economia americana

 

Mercoledì il presidente americano Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo per terminare gli acquisti di veicoli alimentati con combustibili fossili da parte del governo federale entro il 2035. La mossa vuole sia promuovere la diffusione dei veicoli elettrici, sia favorire la riduzione delle emissioni di gas serra.

Il piano prevede che il governo degli Stati Uniti tagli del 65 per cento le sue emissioni di CO2 entro la fine del decennio, mettendosi dunque nelle condizioni di raggiungere la neutralità carbonica (cioè l’azzeramento netto delle emissioni) entro il 2050. Nell’ordine si parla anche di aggiungere almeno 10 gigawatt di elettricità da fonti pulite alla rete.

COSA C’È NELL’ORDINE ESECUTIVO DI BIDEN

Stando al documento firmato dal presidente, entro il 2030 le operazioni del governo federale americano utilizzeranno esclusivamente elettricità da fonti che non emettono CO2. Entro il 2035, poi, verranno interrotti gli acquisti di veicoli a benzina e simili per passare alle auto e ai camion a energie pulite. Altri dieci anni dopo, la maggior parte degli edifici di proprietà o affittati dal governo federale non saranno più alimentati con fonti inquinanti.

Nell’ordine esecutivo si parla inoltre del lancio di un’iniziativa buy clean, “compra pulito”, per dare priorità a quei prodotti realizzati e trasportati con metodi a basse emissioni di gas serra.

GLI EFFETTI SULL’ECONOMIA

Il Washington Post scrive – riportando il parere di Bloom Raskin, professoressa alla Duke University e vicesegretaria del Tesoro sotto Barack Obama – che l’ordine esecutivo di Biden potrebbe ripercuotersi sull’intera economia degli Stati Uniti perché “il governo è un motore importante della domanda”: “non dice ai soggetti del settore privato cosa fare, ma in qualche misura richiederà un certo tipo di bene e servizio”. In altre parole, la condotta del governo federale potrebbe influenzare sia il business delle aziende americane, sia le preferenze d’acquisto dei consumatori.

Secondo i funzionari dell’amministrazione Biden, vista la sua ampiezza (conta all’incirca 645mila veicoli), la sola riconversione delle flotta federale potrebbe far abbassare i prezzi delle auto elettriche, delle batterie e delle altre tecnologie necessarie alla nuova mobilità. Allo stesso modo, l’adozione di energia “verde” da parte degli edifici governativi potrebbe spingere il settore edile verso costruzioni dal minore impatto ambientale.

LE OPPOSIZIONI POLITICHE E INDUSTRIALI

Il piano di Biden non piace ad alcuni gruppi industriali e ai politici, soprattutto del Partito repubblicano, che rappresentano stati con riserve importanti di fonti fossili. Ad esempio, il senatore repubblicano John Barrasso – che rappresenta il Wyoming ed è un membro importante della Commissione energia del Senato – ha accusato il presidente di voler “distruggere le economie del Wyoming, della Virginia occidentale e degli altri stati produttori di energia. Con questa mossa, sta dicendo ai milioni di americani che forniscono la maggior parte dell’energia che utilizziamo ogni giorno che pensa che dovrebbero venire buttati fuori dal lavoro”.

Più moderata nei toni, come fa notare il Washington Post, è stata la Camera di commercio degli Stati Uniti. Che ha detto di “apprezzare” gli sforzi della Casa Bianca per arginare i cambiamenti climatici ma di “stare ancora esaminando l’ordine esecutivo” e, sottinteso, le sue ripercussioni economico-industriali.

COSA FA IL GOVERNO AMERICANO SULLE AUTO ELETTRICHE

La mobilità elettrica è stata abbracciata da praticamente tutti i grandi produttori automobilistici: Stellantis, ad esempio, gli ha dedicato un piano da 30 miliardi di euro di investimenti e vuole che per il 2030 le vetture a basse emissioni rappresentino più del 70 per cento delle sue vendite in Europa e più del 40 per cento di quelle negli Stati Uniti.

Lo scorso anno fiscale il governo degli Stati Uniti ha acquistato 650 veicoli elettrici, riporta il Washington Post: è il triplo rispetto all’anno precedente, ma rappresenta appena l’1 per cento del totale dei mezzi che compra generalmente ogni anno. Gli acquisti governativi tendono poi a essere molto lenti, per ragioni burocratiche: considerata però la velocità di sviluppo tecnologico, gli investimenti in un certo tipo di prodotto potrebbero rivelarsi obsoleti una volta che i contratti vengono stipulati.

IL PROBLEMA DEGLI EDIFICI

Il Washington Post si chiede poi in che modo verrà finanziata la transizione governativa all’energia pulita. La legge sulle infrastrutture firmata il mese scorso prevede infatti 7,5 miliardi di dollari per la costruzione di una rete di ricarica per le auto elettriche, ma “altri aspetti del piano dell’amministrazione potrebbero venire limitati dagli stanziamenti di bilancio”.

La decarbonizzazione del settore immobiliare, che vale da solo quasi un terzo delle emissioni di gas serra degli Stati Uniti, sarà particolarmente complessa. La spinta sull’efficientamento energetico permetterà di ridurre le emissioni degli edifici ma – d’altra parte – la crescente diffusione di dispositivi elettronici nelle case farà aumentare i consumi energetici e, conseguentemente, le emissioni.

Sotto il controllo diretto e indiretto del governo federale degli Stati Uniti ci sono circa 300mila proprietà sparse nella nazione, costruite in epoche diverse e destinati a scopi vari. Per renderli carbon neutral, l’amministrazione Biden potrà puntare sull’efficientamento energetico e sull’installazione di pannelli solari sui tetti. Più difficili da decarbonizzare saranno gli edifici energivori, come i laboratori e i centri dati. In alcuni casi, poi, potrebbe rivelarsi più conveniente demolire le vecchie strutture e ricostruirle da zero piuttosto che investire nel loro ammodernamento.

COSA FARÀ IL PENTAGONO

Per la fine dell’anno prossimo il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (anche noto come Pentagono) prevede di completare un grande progetto di energia solare da 520 megawatt nella base aerea Edwards, in California. Sull’isola di Kauai, nelle Hawaii, verrà invece costruito un progetto solare dotato di sistemi di accumulo a batterie per l’alimentazione della Pacific Missile Range Facility, dove si effettuano anche test missilistici.

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