Energia

Come si muove Gazprom con Snam, Intesa Sanpaolo e Unicredit

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Russia

Tutti i dettagli sugli ultimi incontri e sulle ultime intese dei vertici del colosso russo Gazprom con gruppi come Snam, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Articolo di Giusy Caretto 

Da buoni clienti a grandi amici e collaboratori. Possiamo definirlo così il rapporto tra Gazprom, gigante dell’energia russo, e l’Italia. Proprio la Russia è  un fornitore affidabile dell’Italia da diversi decenni ormai. L’Italia ha bisogno di petrolio e gas stranieri e dunque si ha anche necessità di Gazprom e della Russia.

Per capire il legame energetico (e politico) tra Italia e Russia dobbiamo partire dai numeri. I dati Snam dicono che per l’anno 2016 ha importato 65,06 miliardi di metri cubi di gas immesso in rete. Poca cosa, infatti, risultano essere i 5,57 miliardi di metri cubi di produzione domestica a fronte di una domanda del 2016, di 70,63 miliardi di metri cubi (in aumento di 3,38 miliardi di metri cubi rispetto al 2015, +5,0%). A fornire la materia prima al nostro Paese è stata, in particolare, la Russia, con 28,26 miliardi di metri cubi (il resto arriva da Nord Europa – 6,7 miliardi di metri cubi – Algeria – 18,87 miliardi di metri cubi – e Libia – 4,81 miliardi di metri cubi). Nel 2017, Gazprom ha fornito in Italia 23,8 miliardi di metri cubi di gas. Ma il rapporto che negli anni sta crescendo, va oltre il rapporto di venditore-fornitore. E anche la Russia, ora, inizia ad aver bisogno dell’Italia. E dell’italiana Snam, in particolare, mentre Intesa San Paolo ha deciso di partecipare al progetto energetico russo in maniera attiva. Ma andiamo per gradi.

ITALIA SEMPRE PIU’ DIPENDENTE DA RUSSIA

Anche per il 2018, la Russia sta facendo la sua (importante) parte per non lasciare gli italiani al freddo. Sempre secondo dati Snam, dall’1 al 31 marzo 2018, il volume delle esportazioni di gas russo verso l’Italia è stato di 2,12 miliardi di metri cubi, ovvero +99% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: in termini assoluti si tratta di 1,06 miliardi di metri cubi in più quando i flussi si erano fermati 1,07 miliardi di metri cubi. Dall’1 al 3 aprile 2018, le consegne, secondo i dati preliminari, sono aumentate del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2017.

L’IMPORTANZA DI DIVERSIFICARE LE ROTTE

Se del gas russo l’Italia (ancora) non può fare a meno, al Belpaese non resta che assicurarsi buoni rapporti con la Russia e anche nuove rotte. E proprio di diversificazione delle rotte hanno discusso Alexey Miller, presidente del comitato direttivo di Gazprom, e Pasquale Terracciano, ambasciatore italiano presso la Federazione russa, nel corso di una riunione nei giorni scorsi come svelato da una nota del colosso russo. I due hanno analizzato e ricordato tutti gli sforzi in corso per stabilire una rotta di approvvigionamento meridionale che si estenda attraverso il Mar Nero.
In passato, infatti, le guerre del Gas tra Russia e Ucraina hanno portato, più volte, alle minacce di chiudere i rubinetti anche verso l’Europa, Italia compresa.

IL POSSIBILE ACCORDO TRA SNAM E GAZPROM

E proprio con l’intenzione di definire una nuova via per il gas, che potesse bypassare l’Ucraina, che il gigante energetico Gazprom e Snam potrebbero cooperare sul Turkish Stream. Ne hanno discusso nei primi giorni di aprile Alexei Miller e il numero uno della società italiana Marco Alverà. Secondo quanto raccontato dalla società di Mosca, le due società hanno discusso di una cooperazione “che prende in considerazione l’implementazione da parte di Gazprom del progetto Turkish Stream”. Il gruppo russo ha inoltre riferito che Alverà ha illustrato a Miller i piani di Snam di “facilitare” la creazione di nuove rotte del gas nel Mediterraneo.

INTESA SAN PAOLO SUPPORTA IL PROGETTO ENERGETICO RUSSO

A supportare i piani energetici di Gazprom ci sono anche importanti banche italiane. Proprio qualche settimana fa è stato siglato un accordo tra il gigante dell’Oil&gas e Intesa Sanpaolo. Il colosso energetico russo e l’istituto bancario torinese hanno firmato un contratto di finanziamento da 350 milioni di euro. “Questo è il primo accordo bilaterale di finanziamento di sempre tra Gazprom e Intesa Sanpaolo – si legge nella nota in cui veniva annunciata l’intesa-. La cooperazione tra Gazprom e uno dei maggiori gruppi bancari della zona euro è di grande importanza per lo sviluppo di partnership con le organizzazioni creditizie provenienti dall’Italia e dall’intera Europa”.

A sostenere Gazprom c’è anche Unicredit che ha finanzato i russi con 390 milioni di euro.

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