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Come Intesa Sanpaolo punterà con Bruxelles sull’idrogeno

Intesa Sanpaolo Idrogeno

Intesa Sanpaolo è prima banca italiana ammessa alla European Clean Hydrogen Alliance della Commissione europea. Tutti i dettagli

 

Intesa Sanpaolo è la prima banca italiana e una delle prime sei in Europa a essere ammessa alla European Clean Hydrogen Alliance (ECHA) della Commissione europea.

CHE COS’È L’ALLEANZA EUROPEA PER L’IDROGENO PULITO

L’Alleanza per l’idrogeno pulito ha lo scopo di creare le basi per la diffusione delle tecnologie per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili (“idrogeno verde”, in gergo) o a bassa emissione di carbonio (“idrogeno blu”) entro il 2030. E si prefigge di farlo riunendo, in forum e tavoli di lavoro congiunti, i principali attori industriali e finanziari del continente.

Attraverso queste iniziative, l’Alleanza vuole sostenere l’aumento della produzione e della domanda di idrogeno pulito e coordinare le azioni necessarie a far crescere filiere oggi ancora non industrializzate.

CHI SONO I MEMBRI

L’Alleanza per l’idrogeno pulito conta oltre mille membri: nella (lunga) lista figurano le società energetiche italiane Enel, Eni, Saipem e Snam; la tedesca RWE; la danese Orsted; le francesi EDF, Total e Air Liquide; le spagnole Iberdrola, Siemens Gamesa e Repsol; la norvegese Equinor.

Tra le banche, fanno parte dell’Alleanza Citibank, Deutsche Bank e Allianz Capital Partners.

LA FILIERA ITALIANA DELL’IDROGENO

In un recente rapporto, la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha segnalato circa 120 imprese italiane attive nella filiera dell’idrogeno, per un totale di 7 miliardi di euro di fatturato e 19mila occupati al 2019. Si tratta perlopiù aziende di piccole o medie dimensioni (il 40 per cento ha meno di 10 milioni di fatturato), che operano principalmente nel settore manifatturiero (il 50 per cento) e votate all’innovazione (circa 2600 i brevetti depositati).

Secondo lo studio, esistono sul territorio italiano i “segnali per la creazione di sistemi di produzione e utilizzo locale di idrogeno verde (il corridoio verde del Brennero, il treno della Valle Camonica, l’hub a idrogeno di Marghera, l’idrogeno a eolico di Ravenna) che fanno intravvedere la nascita di nuove opportunità industriali per gli ecosistemi locali”.

GLI OBIETTIVI CLIMATICI DELLA UE

L’Unione europea vuole la leadership internazionale sul settore dell’idrogeno pulito, coerentemente con gli obiettivi climatici presi. Entro il 2050 intende infatti raggiungere la neutralità carbonica, ovvero l’azzeramento netto delle emissioni di gas serra.

Entro il 2030, invece, Bruxelles vuole installare sul territorio europeo elettrolizzatori – cioè macchinari per la produzione di idrogeno verde – per almeno 40 gigawatt di capacità, che consentiranno di ottenere 10 milioni di tonnellate di idrogeno verde.

UTILIZZI E POTENZIALITÀ DELL’IDROGENO

La combustione dell’idrogeno non emette anidride carbonica.

Oltre che per la produzione di energia, l’idrogeno è anche un vettore energetico: può infatti essere utilizzato per immagazzinare l’energia prodotta da fonti rinnovabili non programmabili e intermittenti come l’eolico e il solare, per poi utilizzarla quando necessario.

Ma l’idrogeno può anche venire impiegato come materia prima in diversi processi chimici per l’industria e l’agricoltura, o per l’alimentazione di trasporti pesanti e nell’aviazione. L’idrogeno verde o blu rappresenta una possibile soluzione per decarbonizzare i processi industriali definiti hard-to-abate, cioè quelli in cui la riduzione delle emissioni è particolarmente difficile da ottenere con le tecnologie attuali.

COSA FRENA L’IDROGENO

Attualmente l’impiego dell’idrogeno è frenato dagli alti costi legati alla produzione, ma le economie di scala che deriveranno dall’industrializzazione dei processi e le economie di apprendimento collegate ai volumi di produzione cumulata promettono un break-even già nel 2030.

TEMPI E COSTI DI INVESTIMENTO

Solitamente i cicli di investimento nel settore dell’energia e delle relative infrastrutture hanno una durata superiore ai 25 anni. La European Clean Hydrogen Alliance si prefigge tuttavia di identificare le migliori opzioni su cui investire e sarà possibile un abbattimento significativo dei tempi.

Per soddisfare gli obiettivi di produzione e commercializzazione di idrogeno pulito entro il 2030, l’Unione europea stima che saranno necessari investimenti per circa 430 miliardi di euro.

COSA FA INTESA SANPAOLO NEL PROGRAMMA IPCEI

Intesa Sanpaolo ha partecipato al programma IPCEI (Important Project of Common European Interest) della Commissione europea fin dal 2019, ponendo particolare attenzione alla filiera dell’idrogeno pulito.

Intesa Sanpaolo si è inoltre impegnata a facilitare l’accesso delle imprese al programma IPCEI e ha in corso iniziative volte a verificare la sostenibilità finanziaria dei loro progetti.

Con il programma IPCEI, le imprese europee che presenteranno progetti legati alla produzione, allo stoccaggio, all’utilizzo e alla commercializzazione dell’idrogeno pulito potranno ricevere contributi a fondo perduto e finanziamenti sia dall’UE sia dai Governi nazionali, in esenzione alle normative sugli aiuti di stato e fino alla copertura complessiva del 100% dei costi ammissibili entro i limiti del funding gap.

IL COMMENTO DI MAURO MICILLO

“L’idrogeno pulito è la chiave per accelerare la transizione energetica di molti settori produttivi e consentirà di applicare l’economia circolare a contesti oggi impensabili, con indubbi benefici ambientali e importanti ricadute sociali”, sostiene Mauro Micillo, Chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo.

“La tecnologia va sviluppata, industrializzata e resa via via sempre più efficiente e conveniente”, sostiene. “L’Unione Europea è fortemente decisa a diventare leader industriale a livello mondiale in alcuni settori tecnologici chiave, come l’idrogeno. La European Clean Hydrogen Alliance, alla quale Intesa Sanpaolo è stata recentemente ammessa, ha la missione di attuare la nuova strategia europea per l’idrogeno e costruire una serie di progetti per aumentare la produzione e la domanda di idrogeno pulito. Siamo convinti di poter contribuire in modo rilevante ai tavoli di lavoro dell’Alleanza e consentire alle imprese europee di cogliere le opportunità di un settore in pieno sviluppo”.

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