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Guerra in Siria e cambiamenti climatici

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La guerra in Siria è una delle cause della violenta tempesta di sabbia che ha colpito il Medio Oriente nei primi giorni di settembre, lo dice una ricerca dell’Università Ben Gurion.

Nei primi giorni di settembre una densa nube di polvere e sabbia dal diametro di alcune centinaia di chilometri si è abbattuta su alcune parti del Medio Oriente giungendo sino all’isola di Cipro. Numerose le popolazioni colpite. In Siria migliaia di profughi sono stati costretti alla fuga, in Israele le autorità hanno raccomandato di restare a casa, in Egitto i porti sono stati chiusi. In Libano è stata accertata la morte di due donne, mentre le autorità della capitale siriana Damasco hanno contato più di 1.200 ricoveri tra cui 100 bambini.

La tempesta, durata alcuni giorni, è stata un fenomeno insolito, fuori stagione. Un ‘ibrido’ tra gli episodi generati dallo Shamal, il vento proveniente da Nord Ovest, e quei brevi e violenti tempeste chiamate haboob. Secondo una ricerca condotta dall’Università Ben Guirion potrebbe essere la conseguenza di condizioni artificiali presenti in Iraq e in Siria.

Come riporta il quotidiano israeliano Haaretz, i ricercatori del dipartimento dedicato alle ricerche sul deserto hanno scoperto che le particelle di polvere erano più grandi di quelle in precedenza rilevate dagli strumenti (il monitoraggio è attivo dal ’95) e viaggiavano a un livello più basso. La densità della nube è testimoniata inoltre dalle foto satellitari realizzate della NASA dove è impossibile distinguere il terreno.

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Le cause della tempesta

I ricercatori Israeliani attribuiscono l’origine della tempesta a due cause particolari. La prima è il calo dell’attività agricola nel nord della Siria, in gran parte causata dalla distruzione della diga lungo il fiume Eufrate da parte della Turchia. «L’analisi mostra forti differenze tra la parte la parte turca del confine e la parte siriana in termini di vegetazione», ha dichiarato il professor Karnieli, direttore del laboratorio che ha effettuato le misurazioni, aggiungendo che si tratta di fenomeno che ormai si protrae da un decennio. L’altra causa è da ricercare nell’intensificarsi delle attività militari che hanno danneggiato il suolo siriano. 

La tempesta ha interrotto per qualche giorno gli scontri tra ribelli e l’esercito siriano, garantendo una tregua dopo cinque anni di guerra civile  è costata alla Siria 300.000 morti e ha costretto 12.000 persone alla fuga.

 

Fonte: Washington Post

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