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Quanto sborserà Glencore per chiudere un caso di corruzione in Congo

Glencore

Glencore pagherà una multa di 180 milioni per risolvere un caso di corruzione in Congo. La società è coinvolta in molti episodi simili, ma registrerà comunque profitti record nel 2022

La compagnia mineraria anglo-svizzera Glencore ha fatto sapere che pagherà 180 milioni di dollari alla Repubblica democratica del Congo per risolvere un’accusa di corruzione. La somma copre un periodo di undici anni, dal 2007 al 2018.

Glencore è una delle più grandi società minerarie al mondo: è presente in più di trentacinque paesi e conta oltre 135.000 dipendenti.

1,6 MILIARDI DI MULTE, MA PROFITTI RECORD

Come ricorda la BBC, Glencore è coinvolta in diversi casi di corruzione, sia in Africa che in America latina, e quest’anno ha accettato di pagare multe per oltre 1,6 miliardi di dollari.

Ciononostante, si prevede che nel 2022 la società riporterà profitti record di 3,2 miliardi.

GLI INTERESSI DI GLENCORE IN CONGO

Lo scorso maggio il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha fatto sapere che Glencore aveva ammesso di aver corrotto dei funzionari in Congo, pagando una cifra di circa 27,5 milioni di dollari, per garantirsi dei vantaggi commerciali nel paese.

La società ha grandi interessi in Congo: possiede la miniera di rame e cobalto di Mutanda e una quota di controllo del progetto KCC, sempre relativo ai due metalli.

Rame e cobalto sono materie prime cruciali per la transizione energetica alle fonti rinnovabili: il primo è necessario per costruire i cavi di collegamento degli impianti eolici e fotovoltaici alla rete elettrica; il secondo serve invece a realizzare le batterie dei veicoli elettrici. Più del 60 per cento delle forniture mondiali di cobalto arrivano proprio dal Congo, spesso estratte in condizioni che violano i diritti umani: lo sfruttamento minorile, ad esempio, è frequente.

I CASI DI CORRUZIONE

A maggio Glencore ha ammesso di aver pagato tangenti milionarie a funzionari in Brasile, Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Guinea equatoriale, Nigeria, Sudan del sud e Venezuela.

La settimana scorsa un tribunale nel Regno Unito ha ordinato alla compagnia il pagamento di una multa di oltre 285 milioni di sterline per via della corruzione in Africa alimentata dal trading desk di materie prime con sede a Londra. A detta delle autorità giudiziarie britanniche, Glencore concepiva la corruzione come “parte del modo di fare affari in Africa occidentale”.

– Leggi anche: Con Glencore Tesla è alla ricerca della sua miniera d’oro?

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