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Giornata mondiale del Vento: eolico importante per crescita Italia

Eolico Batterie

La Sen punta sulle energie rinnovabili: dovranno coprire il 50% del fabbisogno entro il 2030. Eolico sempre più importante: bisogna fare di più e meglio

 

E’ la Giornata Mondiale del Vento: 24 ore per riflettere sul potenziale di questa risorsa. Sulla sua utilità e il suo essere indispensabile. A curare questa giornata, a livello nazionale, è ANEV che ha promosso il convegno“Eolico e occupazione. Il potenziale occupazionale nella Strategia Energetica Nazionale”, tenutosi presso l’Auditorium del GSE.

“Anche quest’anno l’ANEV celebra la Giornata Mondiale del Vento il 15 giugno con una serie di eventi istituzionali, come l’Assemblea annuale, occasione di incontro e confronto delle aziende associate, e il convegno istituzionale, momento di riflessione sui temi dell’eolico. In particolare, il tema dell’occupazione nel settore eolico è cruciale in vista della definizione della nuova Strategia Energetica Nazionale. Lo studio sul potenziale eolico dell’ANEV mette in luce i benefici che il comparto può portare in Italia con un potenziale di 67.200 posti di lavoro complessivi al 2030. Il settore eolico sta crescendo in tutto il mondo e, con il giusto sostegno da parte delle istituzioni, potrà portare ulteriore sviluppo, benefici ambientali e occupazione anche nel nostro Paese”, ha affermato il Presidente dell’ANEV Simone Togni, aprendo il dibattito. Ma andiamo per gradi.

I numeri dell’eolico…nel mondo

eolicoA darci un’idea dei numeri dell’energia del vento, a livello mondiale, è il Rapporto Global Wind Report pubblicato dal Global Wind Energy Council (GWEC): il settore è vivace e gode di buona salute considerando. Nel 2016 sono stati installati più di 54 GW di energia eolica in 90 paesi, di cui 9 con più di 10.000 MW installati e 29 che hanno superato i 1.000 MW. 500 i GW complessivi.

A guidare la crescita è la Danimarca che conta il 40% di energia dal vento nel suo mix energetico, seguita da Uruguay, Portogallo e Irlanda con ben oltre il 20%, Spagna e Cipro intorno al 20%, Germania al 16%. Nei grandi mercati di Cina, Stati Uniti e Canada l’eolico conta rispettivamente il 4%, 5,5% e 6%.

Focalizzandoci sul Vecchio Continente, nel 2016, l’energia eolica ha rappresentato il 51% della nuova potenza installata nel 2016 in Europa, connettendo in totale 12,5 GW alla rete, distribuiti tra i 28 Stati Membri dell’UE, di cui 10.923 MW on-shore e 1.567 MW off-shore. La potenza totale installata è di 153,7 GW: nel 2016, l’energia eolica ha coperto il 10,4% dei fabbisogni di energia elettrica.

La Germania ha installato la quota maggiore di nuova energia eolica, ovvero il 44% del totale dell’UE. Cinque stati membri hanno raggiunto l’anno record: la Francia, i Paesi Bassi, la Finlandia, l’Irlanda e la Lituania.

L’eolico in Italia

In Italia, l’attenzione alle energie pulite è alta: le fonti rinnovabili, nel 2016, hanno contributo a soddisfare il 34,3% dei consumi elettrici complessivi. Si una percentuale inferiore rispetto al 2014, ma davvero in forte crescita se paragonato a 10 anni fa: nel 2006 era del 15%. È cresciuto il contributo apportato dalle nuovi fonti rinnovabili (biomassa, fotovoltaico, eolico, geotermia, mini idroelettrico) alla produzione elettrica dal 2,6% (2006) al 22,7% (2016) rispetto ai consumi complessivi.

Concentrandoci sul fronte dell’eolico, però, dobbiamo ammettere che il settore ha perso terreno negli ultimi anni. Nel 2016. sono stati installati solo 282,5 MW pari ad un flusso di investimento pari a oltre 350 milioni di euro. Il totale dell’energia eolica installata su territorio nazionale è di 9,5 GW.

“Riguardo alla regolazione del dispacciamento degli impianti di produzione, ed in particolare di quelli da fonte eolica, rileviamo in particolare due aspetti. Da un lato la corretta valorizzazione dell’energia corrispondente agli sbilanciamenti, che riduce i rischi legati alla volatilità della fonte e garantisce segnali di prezzo efficienti anche in relazione ai possibili investimenti alternativi (ad es. sistemi di storage on site); dall’altro l’introduzione della possibilità per tutti gli impianti di offrire risorse per il bilanciamento del sistema attraverso la partecipazione a MSD. Tale evoluzione è necessaria per garantire l’adeguatezza del sistema a minimo costo, in particolare in considerazione della progressiva evoluzione del parco con una sempre minore incidenza delle fonti tradizionali (la cui flessibilità “a basso costo” viene pertanto meno)”, ha sostenuto Guido Bortoni, Presidente dell’AEEGSI.

Il futuro: un grande potenziale

Se nel presente, però, l’eolico sta perdendo terreno, è vero anche che il meglio, per il settore, deve ancora arrivare: una crescita capace di sfruttare tutto il potenziale di i installazioni stimato da ANEV comporta la realizzazione di circa 5,3 GW di nuova capacità e 3,4 GW di rinnovamento di impianti esistenti, con un “più 75% degli occupati permanenti e un incremento medio del 35% degli occupati temporanei annuali. Ancora maggiore sarebbe l’impatto dello scenario del target al 2030 suggerito dalla nuova Strategia Energetica Nazionale, per raggiungere il quale a fonte eolica deve contribuire con 19 GW in esercizio al 2030, rispetto agli attuali 9,4 GW”, ha affermato Andrea Marchisio, Partener eLeMeNS.

Le previsioni del Piano di Sviluppo decennale della Rete di Trasmissione Nazionale indicano un ulteriore e importante crescita dell’eolico al 2030, fino a valori compresi tra 14 e 19 GW, ovvero al raddoppio dei valori attuali”, ha commentato Stefano Conti di Terna “Già oggi, l’energia del vento copre oltre il 6% della produzione nazionale netta e oltre il 5,5% della domanda elettrica nazionale, valori significativi se si confrontano con quelli di pochi anni fa. Questa crescita delle fonti rinnovabili sarà accompagnata da interventi di sviluppo e ammodernamento delle reti di trasmissione, con soluzioni tecnologiche e ambientali sempre più innovative”.

auto elettrica rinnovabili“Nel nostro Paese la potenzialità del settore eolico è straordinaria. Ad oggi risultano impiegati circa 9.250 MW a fronte dell’obiettivo SEN di 12.680 alla data del 2020, ma la cosa più importante è che l’eolico, tra le fonti rinnovabili pulite, è quella che ha maggiori potenzialità ancora disponibili, se si pensa che tra minieolici, off-shore e on-shore si parla di uno sviluppo al 2030 sino a 17 GW.” ha commentato Ignazio Abrignani, Vice presidente Commissione attività produttive alla Camera “Considerando anche che questo processo può essere aiutato dal cosiddetto repowering, il compito della politica è sicuramente quello di velocizzare gli iter autorizzativi e di dare certezza delle norme che, specie in questo settore, sono state spesso ambigue e incerte”.

In arrivo la Strategia Energetica Nazionale: più spazio alle rinnovabili

Le rinnovabili sono ad una svolta: questo è l’obiettivo della SEN, la Strategia energetica nazionale a cui sta lavorando il Governo (anche i cittadini possono dire la propria compilando un form) scommette sulle energie pulite, puntando ad una copertura del 50%  del fabbisogno energetico, grazie a queste entro il 2030.

“In questi giorni il lavoro di aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale (SEN), iniziato a fine 2016, sta per arrivare ad sua una tappa importante: l’avvio della consultazione pubblica. All’interno della SEN la de-carbonizzazione gioca un ruolo essenziale: dovrà essere garantito il perseguimento al 2030 degli obiettivi definiti dall’Unione Europea con il Clean Energy Package ed i relativi Piani Nazionali Clima-Energia.” ha affermato Andrea Napoletano, Segretario Generale Ministero dello Sviluppo economico “Nel prossimo decennio sarà dunque fondamentale dare ulteriore impulso alle fonti rinnovabili, in primo luogo nella generazione elettrica con un contributo non secondario da parte dell’eolico, attraverso interventi di promozione di nuovi impianti e di repowering/revamping di quelli esistenti. Questa è una delle priorità imprescindibili della SEN. Dopo la crescita della penetrazione del passato, rilevante ma onerosa, sarà tuttavia necessario disegnare nuove politiche abilitanti, che, sfruttando l’evoluzione verso una forte riduzione dei costi delle tecnologie, siano in grado di minimizzare il ricorso ad incentivi.”

Eolico: settore importante anche per l’occupazione

Attualmente ci sono 16.000 addetti nel comparto, ma il numero potrebbe triplicare o quadruplicare nei prossimi venti anni. “Rispetto ad altre tecnologie per l’utilizzo di fonti rinnovabili, quella eolica non esaurisce la maggior parte della domanda di lavoro specializzato nella fase di realizzazione dell’impianto: l’O&M conserva nel tempo un significativo impatto occupazionale” conclude GB Zorzoli, Presidente FREE “In più, il programma di revamping delle installazioni di prima generazione creerà nuova  attività produttiva e di cantiere, e aumenterà la potenza eolica disponibile, nel contempo migliorando l’impatto ambientale”.

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