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Come si gasa Gazprom con Cina, Turchia e Ue

Gazprom Gas

Aumentano le esportazioni di gas di Gazprom verso l’Europa e la Turchia. La società russa firma un accordo sulle forniture con l’Ungheria che marginalizza l’Ucraina. Ecco numeri e dettagli

Gazprom, la società energetica russa dietro al dibattuto gasdotto Nord Stream 2, ha fatto sapere che le sue esportazioni di gas naturale verso i paesi non-CSI (cioè non appartenenti alla Comunità degli stati indipendenti, l’organizzazione di nove ex-repubbliche sovietiche) sono cresciute del 19,4 per cento nel periodo gennaio-agosto 2021, rispetto all’anno scorso.

I NUMERI DI GAZPROM

Il volume totale delle esportazioni ammonta a 131,3 miliardi di metri cubi.

Nei primi otto mesi del 2021 Gazprom ha prodotto 337,2 miliardi di metri cubi di gas naturale: un aumento del 17,9 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

LE DESTINAZIONI

Le forniture di gas cresciute di più sono state quelle verso la Romania (+344 per cento), la Turchia (+173,6) e la Serbia (123,9). Rilevanti sono stati anche i flussi verso la Bulgaria (+50,9 per cento), la Germania (+39,3), la Finlandia (+22,7), l’Italia (+15), la Grecia (+15,8) e la Polonia (+12).

Aumentano anche le esportazioni di gas alla Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia. Le forniture destinate al mercato interno russo, invece, sono cresciute quasi dell’11 per cento, arrivando a 15,6 miliardi di metri cubi.

L’IMPORTANZA DEL COMMERCIO CON L’EUROPA

Gli ultimi dati comunicati da Gazprom sono coerenti con quelli relativi ai primi sette mesi del 2021 (gennaio-luglio), quando le esportazioni della società russa verso l’Europa – inclusa la Turchia – hanno registrato una crescita del 23,2 per cento su base annua, per un volume totale di 115,3 miliardi di metri cubi. Si tratta comunque di un valore inferiore a quello record toccato nel 2018.

Tra gennaio e luglio le esportazioni di Gazprom si sono indirizzate soprattutto verso la Romania (+318,3 per cento), la Turchia (+203,9), la Serbia (+118,1), la Bulgaria (+47), la Germania (+42,2), la Grecia (+18,8), l’Italia (+16,2), la Polonia (+14,6) e la Francia (+6).

LA MOSSA DI GAZPROM

Il sito specializzato OilPrice faceva tuttavia notare come – nonostante la significativa ripresa della domanda di gas in Europa dalla crisi pandemica, e i lavori di manutenzione ai gasdotti che passano per il nord – Gazprom non si sia garantita un’ulteriore capacità di accesso al mercato del Vecchio continente attraverso l’Ucraina.

Gli analisti si sono dati due spiegazioni. La prima è che Gazprom voglia limitare la disponibilità di gas sul mercato europeo per trarre il maggior profitto possibile dal forte aumento dei prezzi di questo combustibile. La seconda è che la limitazione delle forniture sia una mossa geopolitica per sottolineare l’importanza del Nord Stream 2 – che bypassa l’Ucraina, collegando direttamente Russia e Germania – per l’Europa.

IL COMMENTO DI FRANCESCO SASSI (UNIVERSITÀ DI PISA, ISPI)

Nel commentare i dati riportati da Gazprom nel secondo trimestre del 2021, l’analista Francesco Sassi – PhD all’Università di Pisa e collaboratore di ISPI – ha scritto su Twitter che “i risultati finanziari di Gazprom dicono molto su quanto sia diventato redditizio per la Russia commerciare in gas con i partner europei nelle attuali condizioni del mercato”.

Rispetto al secondo trimestre del 2020, l’utile netto di Gazprom è cresciuto del 350 per cento: 521 miliardi di rubli contro 149. Si tratta, scrive Sassi, del risultato più alto registrato da Gazprom negli ultimi nove trimestri e il secondo più alto in assoluto.

L’ACCORDO TRA GAZPROM E L’UNGHERIA

Intanto, ieri Gazprom ha raggiunto con il governo dell’Ungheria un’intesa di principio sulle forniture di gas per i prossimi dieci anni, benché non sia ancora stato firmato un accordo formale.

I flussi ammonteranno a 4,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno per dieci anni, a partire dal prossimo 1 ottobre; è prevista la possibilità di un’estensione dei termini per altri cinque anni. Il nuovo contratto andrà a sostituire quello attuale, scaduto alla fine di agosto, che consisteva in forniture più basse, da 4,2 milioni di metri cubi l’anno, scrive Argus.

L’Ungheria riceverà il gas di Gazprom dalla Serbia e, in misura minore, dall’Austria. Fino a oggi l’Ungheria riceveva il gas russo soprattutto dall’Ucraina, ma le cose stanno per cambiare vista l’imminente entrata in servizio del gasdotto Serbia-Ungheria.

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