Energia

Gazprom, come si muovono i russi in Libia con la Noc

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Gazprom

Tutte le ultime mosse di Gazprom (e di altri gruppi russi energetici) in Libia e non solo

Malgrado l’offensiva del generale Haftar in Libia non si sia mai arrestata, il paese è alla ricerca della normalità soprattutto nel settore di punta dell’economia, quello degli idrocarburi.

Nelle ultime ore, riferisce l’agenzia russa Sputnik, il presidente della National Oil Corporation (Noc), Mustafa Sanallah, ha discusso con i funzionari di Gazprom sulla ripresa del lavoro della compagnia russa nel paese.

“Oggi abbiamo avuto un incontro informale con Gazprom a proposito delle attività in Libia e del modo migliore per riprenderle. Come sapete abbiamo dei problemi e abbiamo discusso su come risolverli – ha detto Sanallah -. Avremo un incontro per fornire materiale tecnico, si spera alla fine di questo mese”.

GLI INTERESSI RUSSI IN LIBIA

La Libia interessa alla Russia per diversi motivi. Innanzitutto il principale: quello strategico. Mosca ha da sempre la necessità di avere avamposti nel Mediterraneo. Poi quello energetico: Rosneft, colosso energetico russo, ha già firmato accordi con la National Oil Corporation (Noc) libica per l’esplorazione, l’estrazione e l’acquisto di petrolio. A Rosneft, si aggiungono anche Gazprom e Tatneft, già coinvolte nel Paese nordafricano quest’ultima in particolare a Sirte e Ghadames. In passato c’era stato anche l’invito alle compagnie petrolifere russe a collaborare ad attività estrattive comuni, in vista dello sfruttamento di uno dei più grandi giacimento del paese, “Elephant” (El Feel) operato ora da Eni e Noc.

LE RELAZIONI RUSSIA-AFRICA

Anche le relazioni tra Russia e Africa, più in generale, sono datate e risalgono al periodo dell’Unione Sovietica. La rinnovata spinta verso il Continente però è tornata a farsi di nuovo importante nel 2000, proprio in coincidenza con il primo governo di Vladimir Putin. L’attenzione all’Africa si riflette nella portata dell’impegno delle imprese russe: queste includono Alrosa (diamante e idroelettrico); Gazprom (gas naturale); Lukoil (esplorazione petrolifera); Norlisk (nichel); Renaissance Capital (finanza); Rosatom (energia nucleare); Rosneft (petrolio); Rusal (alluminio); Severstal (minerale di ferro); e Sintez (petrolio e gas).

IL COINVOLGIMENTO IN VARI SETTORI

Infatti, una mappa degli interessi della Russia in Africa – pubblicata il 23 gennaio 2019 dal Financial Times sotto il titolo “Putin’s Pivot to Africa” – ha mostrato la portata del suo coinvolgimento in vari settori: progetti petroliferi in Algeria, Angola, Egitto, Ghana, Nigeria e Mozambico; platino in Zimbabwe; nichel in Sudafrica; diamanti in Angola, Botswana e Zimbabwe; bauxite in Guinea; e progetti di ricerca nucleare in Ruanda, Sudan e Zambia. La Russia ha cancellato 16 miliardi di dollari di debito con diversi paesi africani nel 2008 e 20 miliardi di dollari nel 2012. Negli ultimi tre anni la Russia ha firmato accordi di cooperazione militare con 15 paesi, tra cui la Repubblica Centrafricana (RCA). Rosatom, il monopolista statale nucleare russo, sta lavorando in Zambia e Ruanda. Rosneft, una delle più grandi compagnie petrolifere russe, sta sviluppando giacimenti di petrolio e gas in Egitto, Mozambico e Algeria, e la rivale Lukoil ha progetti in Nigeria, Ghana e Camerun.

GAZPROM ATTIVA SOPRATTUTTO IN ALGERIA

La strategia di sviluppo di Gazprom “è finalizzata a costruire l’intera catena del valore del gas, dalla produzione di idrocarburi alla commercializzazione in nuovi mercati sulla base delle capacità produttive situate al di fuori della Russia. Nell’ambito di questa strategia, la società svolge attività di esplorazione di idrocarburi nell’area onshore di El Assel in Algeria”, si legge sul sito web della compagnia. Nel 2006, Gazprom e Sonatrach, la società statale algerina per il petrolio e il gas, hanno firmato il memorandum d’intesa che definisce i principali settori di cooperazione nell’industria del petrolio e del gas. Nel 2008 Gazprom ha firmato un contratto per l’esplorazione e la produzione di idrocarburi nell’area onshore di El Assel con l’Agenzia nazionale algerina per la valorizzazione delle risorse di idrocarburi (ALNAFT). Il progetto El Assel è realizzato in partnership con Sonatrach mentre Gazprom EP International è il gestore del progetto (rispettivamente il 51 e il 49 per cento delle quote del progetto). L’Algeria ha 4,5 trilioni di metri cubi di gas naturale e 1,4 miliardi di tonnellate di petrolio nelle riserve accertate. L’area di licenza El Assel si trova nel bacino di Berkine, dove sono presenti petrolio e gas naturale. Si compone di tre blocchi per una superficie totale di 3.250 chilometri quadrati. Nel 2010, Gazprom ha iniziato la perforazione del primo pozzo di prospezione, Rhourde Sayah-2, nell’area di licenza El Assel nei quali sono state trovare riserve di idrocarburi. Nell’aprile 2016 sono stati perforati nove pozzi di prospezione ed esplorazione nell’area di El Assel. I dati della ricerca hanno confermato l’esistenza di riserve produttive di idrocarburi.

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