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Perché la Francia gasa la Germania ma non elettrizza l’Italia

Francia

A ottobre la Francia inizierà a mandare gas alla Germania, ma potrebbe interrompere le esportazioni di elettricità all’Italia per due anni. Cosa dice il governo italiano e cosa rispondono da Parigi. Intanto, la nuova linea ad alta tensione è in ritardo. Tutti i dettagli

 

La Francia ha fatto sapere che potrebbe dare inizio alle esportazioni di gas naturale in Germania intorno al 10 ottobre. L’autorità francese di regolazione dell’energia, la CRE, ha detto di star lavorando alle questioni tariffarie e che il processo durerà probabilmente due settimane.

L’ACCORDO ENERGETICO FRANCIA-GERMANIA

I flussi elettrici rientrano nell’accordo di collaborazione energetica annunciato a inizio settembre dal presidente francese Emmanuel Macron: prevede che, in caso di necessità, la Francia invii gas alla Germania e la Germania elettricità alla Francia.

Macron disse anche che nelle settimane seguenti sarebbero state ultimate le connessioni necessarie all’invio di combustibile in territorio tedesco.

LA FRANCIA LASCIA AL BUIO L’ITALIA?

Sabato la Francia ha negato che la società elettrica statale Électricité de France (EDF) abbia notificato all’Italia la possibile sospensione delle esportazioni di elettricità per due anni. L’Italia acquista dall’estero il 13 per cento dell’elettricità che consuma, di cui il 5 per cento dalla Francia.

Il giorno prima, però, la Repubblica aveva scritto che l’Italia aveva ricevuto una comunicazione scritta da EDF relativa proprio alla possibilità di un’interruzione di due anni delle forniture per via dei piani di risparmio energetico del governo francese: Parigi è stata a lungo un’esportatrice netta di elettricità, ma i problemi tecnici delle sue centrali nucleari hanno ridotto la sua capacità di generazione ai minimi da trent’anni.

COSA DICONO I MINISTERI DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA D’ITALIA E DI FRANCIA

L’articolo di Repubblica è stato confermato da un portavoce del ministero della Transizione ecologica (MiTE), secondo il quale la possibilità di un’interruzione era nota da mesi e legata alle condizioni delle centrali nucleari francesi. Ma l’omonimo dicastero francese, in un comunicato, ha dichiarato che “le autorità francesi smentiscono queste informazioni e ribadiscono il loro impegno alla solidarietà reciproca in materia di elettricità e gas con tutti i nostri vicini europei”. Anche EDF ha negato l’invio della notifica.

Riferendosi all’azzeramento delle importazioni di elettricità francese, un portavoce del MiTE ha detto all’agenzia Reuters che “ovviamente non è certo che questo accada ma, per essere preparati, i tecnici del ministero stanno lavorando da mesi a diversi scenari”.

Per risparmiare gas, il governo italiano ha detto di voler ridurre il riscaldamento negli edifici pubblici e privati di 1 grado Celsius.

INFRASTRUTTURA POSTICIPATA

La settimana scorsa RTE, l’operatore del sistema francese di trasmissione dell’energia elettrica, ha fatto sapere che la nuova linea ad alta tensione tra Italia e Francia entrerà in funzione a metà capacità nell’ultimo trimestre del 2022, e che raggiungerà la piena capacità nel 2023. L’infrastruttura avrebbe dovuto essere operativa per la fine del 2020.

La linea sarà il primo collegamento a corrente continua tra i due paesi e permetterà di aumentare la capacità di trasporto elettrico del 40 per cento, portandola a un massimo di 4350 megawatt.

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