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Facebook diventa anche broker pubblicitario. E sfida Google

Facebook

Facebook ha deciso di vendere pubblicità video digitali per conto di altre aziende. Gli inserzionisti potranno contare su una platea grande e sulle informazioni degli utenti che possiede il social

Facebook diventa broker pubblicitario. Cosa significa? Il social di Mark Zuckemberg ha deciso di vendere pubblicità video digitali per conto di altre aziende, allargando il suo core business e aprendo la porta a futuri guadagni. Il mercato dell’advertising ha già portato grandi guadagni al social, facendo registrare un primo trimestre con ricavi sopra le attese.

Quale sarà il ruolo di Facebook?

Il social, in quanto broker pubblicitario, aiuterà gli inserzionisti a vendere e piazzare pubblicità video “in-stream” e “in-article” su siti web e applicazioni di terze parti. Facebook, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, venderà pubblicità (almeno per il momento) per Daily Mail, Mashable, Usa Today Sports Media Group.

Su ogni pubblicità che verrà posizionata, Facebook tratterà una percentuale dell’introito pubblicitario. Anche se l’azienda di Mark Zuckerberg non ha fornito dettagli, la percentuale dovrebbe essere del 30%. Agli editori, Facebook riserva la scelta di includere le video ads nel prodotto Instant Articles del social, dove le aziende dei media pubblicano direttamente articoli e contenuti anziché postare solo i link ai loro siti.

“Pensiamo che molti editori cerchino un aiuto per monetizzare i loro video”, ha dichiarato Brett Vogel, product marketing manager di Facebook. Così Zuckemberg scende in campo, provando a sfruttare il boom di investimenti in video online da parte degli editori digitali.

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I vantaggi per gli inserzionisti

Un broker pubblicitario famoso, una platea di potenziali clienti davvero alta (altissima). Ma non solo. Gli inserzionisti potranno creare video ads che rispondo alle esigenze dell’Audience Network di Facebook, usando le informazioni dettagliate che l’azienda possiede sui suoi utenti. Insomma, chi sceglie Facebook potrà creare pubblicità non più in base allo specifico contenuto che vuol proporre, ma in base all’utente che quel contenuto vuole rggiungere: una targettizzazione massima e su misura.

Una sfida diretta a Google

Il nuovo ruolo di Facebook pone il gigante dei social in diretta competizione con Google e altre aziende di settore. A chi spetteranno i maggiori guadagni pubblicitari? C’è da dire che, in base a quanto previsto da  eMarketer, nel corso di questo 2016, negli Usa, la spesa in pubblicità video digitali crescerà del 28,5%, arrivando a quota 9,84 miliardi di dollari. Sarà interessante capire come si delinerà il mercato.

Il social non parte di certo svantaggiato: vanta già già numerosi contatti con alcuni editori che già usano Instant Articles per diffondere i propri contenuti.

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