L’Europa riceverà probabilmente un carico di gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Cina. È una notizia rilevante, per due motivi: sia perché uno scambio del genere è una rarità; sia perché evidenzia come Pechino non sia soltanto un’attrice cruciale nell’industria delle tecnologie pulite (come i pannelli fotovoltaici e le batterie), ma stia diventando anche un’intermediaria di peso nel mercato di questo combustibile fossile.
La Cina è la maggiore importatrice al mondo di Gnl, mentre l’Europa ha iniziato ad acquistarne in grandi quantità da quando, nel 2022, ha ridotto drasticamente le forniture dalla Russia.
LE IMPORTAZIONI DI GNL DELL’UNIONE EUROPEA…
L’Unione europea ha importato oltre 100 miliardi di metri cubi di Gnl nel 2024, più di 175 miliardi nel 2025 e quest’inverno gli acquisti hanno raggiunto un livello record stagionale. Peraltro, l’Unione ha bisogno di riempire gli stoccaggi di gas in previsione della prossima stagione fredda: a gennaio le scorte sono scese al 44 per cento della capacità totale, il livello più basso per questo periodo dell’anno dal 2022.
… E DELLA CINA
Quanto invece alla Cina, si prevede per il 2026 soltanto una ripresa modesta delle importazioni di Gnl, dal 3 al 10 per cento in più (70,5-75 milioni di tonnellate) rispetto ai valori del 2025, che furono bassi non soltanto per via dell’inverno mite ma anche perché la domanda industriale era fiacca. Nel 2025 le importazioni cinesi diminuirono del 10 per cento su base annua, il primo calo nell’ultimo decennio se si esclude l’anno della pandemia di coronavirus.
IL VIAGGIO DELLA METANIERA SEAPEK GLASGOW
A fine gennaio, come ricostruito da Bloomberg, la metaniera Seapak Glasgow ha preso a bordo un carico di Gnl dal terminale Zhejiang Ningbo, nella Cina centro-orientale, dopodiché si è diretta a sud verso Singapore: non è certo, ma molto probabilmente la destinazione finale sarà in Europa. Se così dovesse sarebbe, si tratterebbe della prima volta in quattro anni che un carico di Gnl parte dalla Cina per dirigersi in Europa.
IL RUOLO DELLA CINA NEL MERCATO DEL GNL
Nelle ultime settimane, comunque, la compagnia cinese Cnooc ha già rivenduto altri carichi di Gnl: una conferma della sostanziale debolezza della domanda gasifera del paese.
Più in generale, i numerosi contratti di fornitura a lungo termine firmati dalle società cinesi con i venditori di Gnl garantiscono a Pechino un certo controllo sui flussi di combustibile le e permettono di posizionarsi come una intermediaria chiava in un mercato energetico: l’ennesimo, oltre a quello delle clean tech. La Cina non potrà essere un’esportatrice pura di gas perché non ne produce abbastanza, ma può diventarne una rivenditrice.



