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Eni e Total a Cipro. Tutte le novità

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Cipro

Come si muovono i governi di Francia e Italia per tutelare Total ed Eni a Cipro. L’articolo di Giusy Caretto

 

1.300. O 1.920, se la data moderna vi aggrada di più. Nel Mediterraneo c’è un ritorno al passato: la Turchia di Erdogan sembra voler ricostruire l’impero Ottomano. Un accordo tra Ankara e Tripoli ha ridisegnato i confini dei mari.

In ballo, per esempio, ci sono i giacimenti Eni di Cipro, la cui Zona economia esclusiva è rivendicata dalla Turchia.

COSA SUCCEDE AD ENI A CIPRO

Partiamo dagli affari. E facciamo un passo indietro, al 2018: a febbraio una nave turca ha bloccato le attività di esplorazione di Eni in acque cipriote. Paolo Gentiloni, all’epoca primo ministro, spedì una nave della marina ed Eni si ritirò. Ad ottobre 2019 il teatro si è ripetuto, anche se con azioni e pretese diverse: Erdogan ha mandato una nave ad effettuare attività di esplorazione nei giacimenti assegnati ad Eni e Total.

LA REAZIONE DI ITALIA E FRANCIA

Diversa la reazione delle due vittime: Francia (per Total) ed Italia. Parigi, dopo le proteste di Cipro e Grecia, ha inviato due unità militari. L’Italia, potrebbe seguirla (c’è la disponibilità del governo), ma per ora Conte preferisce attendere, secondo la ricostruzione di Repubblica.

ENI: NESSUNA URGENZA

Per Eni, le perforazioni nel Blocco 7 non sono una priorità, secondo Marco Florian, general manager presso Med Agenda 2025 e International Cooperation and Infrastructures presso la Camera di Commercio Italo-ellenica di Salonicco: “Qualsiasi major dell’O&G spende con raziocinio: money for value. Il Block 7 è stato l’ultimo ad essere concesso. Molto tempo dopo i restanti in cui Eni e Total sono coinvolte. Certe attività, che necessitano di una difficile preparazione, hanno una scala di precedenze. Essendo il Block 7 l’ultimo concesso (due mesi fa, contro i tre anni degli altri), il Block 7 è anche quello meno pronto. Ergo sarà esplorato per ultimo”.

TURCHIA VUOLE RIDISEGNARE CONFINI MARE

Nel frattempo Tripoli ed Ankara hanno firmato un accordo ridisegnando i confini dei mari: in pratica, Erdogan vuole il controllo del Mediterraneo e rivendica parte delle Zone economiche esclusive di Grecia e Cipro.

Fonte: Repubblica 

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