Energia

Gas, tutte le novità tra Eni e Sonatrach (anche sul petrolio)

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Che cosa cambia dopo l’intesa fra Eni e Sonatrach sulla fornitura del gas e perché l’Algeria difende l’indicizzazione al petrolio

Malgrado la situazione di tensione che sta vivendo l’Algeria nelle ultime settimane, si rafforza l’intesa tra Eni e Sonatrach. E così dopo il memorandum di intesa siglato nei giorni scorsi, è arrivato ufficialmente il rinnovo fino al 2027 (con due anni aggiuntivi opzionali) del contratto di fornitura per l’importazione del gas algerino in Italia.

A cui si aggiunge anche l’accordo relativo al trasporto del gas tramite il gasdotto che attraversa il Mar Mediterraneo, il TransMed. Ma questa volta ci sono delle novità rispetto al passato.

ACCORDI PER 8-10 ANNI, SEGNO DEI TEMPI CHE CAMBIANO

Prima di tutto si tratta di accordi di lungo termine “ma non lunghissimi: 8-10 anni appena (c’è un’opzione per estenderli al 2029) contro i 20-25 anni che un tempo erano la norma. Eni non è un caso isolato. Con la transizione energetica e una crescente offerta di Gnl, dagli Stati Uniti e non solo, oggi è diventato più difficile prevedere l’evoluzione dei consumi e la durata dei contratti si sta riducendo”, ha evidenziato il Sole 24 Ore.

L’INTESA CONFERMA LA COLLABORAZIONE STORICA TRA ENI E SONATRACH

Si tratta di un’intesa che segna “un altro passo fondamentale nel percorso di una partnership storica nella fornitura e trasporto del gas che risale a oltre 40 anni fa, e che include i grandi progetti legati ai gasdotti e decenni di forniture garantite all’Italia”, ha precisato Eni in una nota aggiungendo che l’accordo stipulato copre circa il 15% delle importazioni di gas in Italia.

SUL PREZZO DEL GAS BOCCHE CUCITE

“Quanto al prezzo di vendita del gas, in Algeria come in Italia bocche cucite – ha evidenziato ancora il Sole 24 Ore -. Sonatrach resta uno dei più strenui difensori dell’indicizzazione al petrolio, ormai abbandonata almeno in parte da tutti gli altri grandi fornitori, compresa Gazprom. Ma in un accordo transitorio che Eni aveva negoziato per l’anno termico 2016-2017 aveva comunque accettato di tenere conto anche dei prezzi all’hub italiano del gas, il Psv. È dunque possibile che qualche concessione sia stata fatta”.

Secondo S&p Global Platts “il contratto di importazione con Sonatrach è ancora considerato indicizzato al petrolio, anche se Eni ha lavorato per introdurre una maggiore indicizzazione hub in altri contratti di importazione di gas. I contratti algerini per il gas indicizzati al petrolio sono stati ben al di sotto dei costi rispetto agli hub europei, dato il forte calo dei prezzi europei del gas da febbraio, quando il clima più caldo ha preso piede in tutto il continente”.

LE TENSIONI NEL PAESE NORDAFRICANO

La preoccupazione sull’esito dell’accordo era dettata dalle difficoltà nel paese dove la situazione rimane tesa dopo le dimissioni dello storico presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, a cui è succeduto il nuovo presidente Repubblica ad interim, Abdelkader Bensalah. Le prossime elezioni sono previste per il 4 luglio ma nel frattempo sembra essere in atto una vera e propria rivoluzione ai vertici del paese: assieme alla dipartita di Bouteflika sono arrivate, infatti, anche le dimissioni di Abdelmoumene Ould Kaddour, numero uno dell’azienda energetica di Stato Sonatrach, cacciato dai militari e sostituito da Rachid Hachichi, capo del settore esplorazione e produzione della compagnia. Che comunque ha scelto la strada della continuità nel percorso di trasformazione di Sonatrach avviato da Ould Kaddour, proseguendo le partnership con imprese straniere per incrementare la produzione e le esportazioni.

L’ITALIA È INTERESSATA ALL’ALGERIA

Il nostro paese soddisfa i suoi bisogni di gas attraverso il TransMed, il gasdotto che fornisce combustibile algerino fino al punto di contatto di Mazara del Vallo, in Sicilia, e capace di trasportare fino a 30 miliardi di metri cubi l’anno. L’Algeria, infatti, è fra i primi dieci Paesi al mondo per produzione di gas naturale con un estrazione stimata in 130 miliardi di metri cubi l’anno. Il combustibile viene esportato lungo le coste da dove partono tre gasdotti – due verso la Spagna e uno verso la Sicilia – che inviano gas in Europa. L’Algeria, in sostanza, è il terzo fornitore europeo e addirittura il secondo italiano di combustibile. Secondo i dati di Platts Analytics, l’anno scorso l’Italia ha importato 16,8 miliardi di metri cubi di gas, leggermente inferiori ai 18 del 2017. Circa un quarto della fornitura annuale di gas del nostro paese, che importa dall’Algeria anche con Enel ed Edison.

SU TRANSMED ALTRI ACCORDI CON TUNISIA E ALGERIA IN VISTA

Proprio sul TransMed potrebbero essere prossimi altri accordi con gli algerini. Il gasdotto attraversa anche la Tunisia e l’accordo con quest’ultima (anch’esso in scadenza il 30 settembre) non è stato ancora rinnovato. Con gli algerini invece, a quanto risulta al Sole 24 Ore, sarebbe stato delineato “anche il tipo di investimenti necessari in futuro alla pipeline. Una delle due linee è molto vecchia (risale al 1983) e potrebbe essere rinnovata o viceversa chiusa, visto che i volumi di gas appena contrattati sono la metà di quelli che l’Eni anni fa acquistava dall’Algeria e visto che presto l’Italia, con il Tap, riceverà forniture anche dall’Azerbaijan”.

GLI ACCORDI RECENTI SUL BACINO DI BERKINE

I rapporti tra Eni e Sonatrach, come detto, sono di lunga data. Solo per citare i più recenti, a luglio dello scorso anno le due aziende firmarono un’intesa per il rafforzamento della partnership nel bacino del Berkine con l’obiettivo di realizzare un gas hub nell’area attraverso una sinergia con gli asset esistenti. Su quella scia, a novembre, le due aziende inaugurarono un impianto a energia solare da 10 MW a Bir Rebaa North (BRN) in Algeria. L’impianto, operato congiuntamente attraverso il GSA (Groupement Sonatrach-Agip), fornisce energia verde al giacimento di olio della zona, contribuendo in questo modo alla decarbonizzazione del sistema energetico algerino. In quell’occasione Eni e Sonatrach firmarono anche un accordo per realizzare la costruzione di un laboratorio di sviluppo e ricerca avanzata nel sito BRN al fine di testare le tecnologie solari e ibride in un contesto ambientale desertico.

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