Energia

Perché Eni e l’Italia scrutano i subbugli in Algeria su Sonatrach

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Tutte le ultime novità dall’Algeria su Sonatrach che interessano Italia ed Eni

Rimane tesa la situazione in Algeria, paese a cui è molto interessata l’Italia che importa circa il 28% del gas che utilizziamo ogni giorno e nel quale è fortemente attivo il colosso energetico Eni. Per il momento lo sguardo è rivolto al 4 luglio prossimo, giorno in cui si terranno le prossime elezioni presidenziali, confermate in queste ore dal presidente Repubblica ad interim, Abdelkader Bensalah, in un discorso alla nazione.

SONATRACH VUOLE PROCEDERE E SVILUPPARE LA SUA PARTNERSHIP CON IMPRESE STRANIERE

Le dimissioni dello storico presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, a cui è succeduto Bensalah, non hanno però placato la rabbia dei cittadini, che continuano a scendere in piazza per protestare. Assieme alla dipartita di Bouteflika sono arrivata anche le dimissioni di Abdelmoumene Ould Kaddour, numero uno dell’azienda energetica di Stato Sonatrach, cacciato dai militari e sostituito da Rachid Hachichi, capo del settore esplorazione e produzione. Secondo il quotidiano “Ennahar”, la scelta di una personalità interna al gruppo, avrebbe garantito una certa continuità del percorso di trasformazione di Sonatrach avviato da Ould Kaddour. E infatti, malgrado rimangano rilevanti incognite sul futuro del paese magrebino, Sonatrach pare voler procedere e sviluppare la sua partnership con imprese straniere per incrementare la produzione e le esportazioni. A tracciare la strada è stato proprio il suo nuovo amministratore delegato, Rachid Hachichi. “Il nostro gruppo continuerà a sviluppare partnership con aziende straniere che cercano di investire in Algeria”, ha dichiarato Hachichi in un messaggio in occasione della Festa del lavoro riferito dall’agenzia Nova.

ANCHE SONATRACH NEL MIRINO DEI PROCESSI PER CORRUZIONE AVVIATI NEL PAESE

Nel frattempo, secondo quanto riferisce il sito algerino “lesoirdalgerie.com”, questo mese sono previsti i primi processi per corruzione avviati dopo le dimissioni di Bouteflika che stanno “colpendo tutti gli ambienti economici e i funzionari vicini al clan” dell’ex presidente. Anche Sonatrach è finita nel mirino assieme a Chakib Khelil, ex ministro dell’energia e amministratore delegato della compagnia energetica statale. “Sulla sua pagina Facebook, ha reagito rivendicando in anticipo la sua innocenza, parole che, per molti, tradiscono la sua sorpresa di essere stato nuovamente scosso dalla giustizia”, si legge sul portale algerino.

PERCHÉ L’ITALIA È INTERESSATA ALLE VICENDE ALGERINE

L’attenzione italiana per le questioni algerine è dettata appunto dalla forte dipendenza energetica che il nostro paese ha con il Magreb. Secondo il recente “MED & Italian Energy Report” sul settore dell’energia in Italia e nel Mediterraneo nato dalla collaborazione tra Srm (Centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo) e l’Esl@Energy Center del Dipartimento energia del Politecnico di Torino assieme al “Joint Research Center” della Commissione europea e la Fondazione Matching Energies, l’Italia soddisfa il 28% dei suoi bisogni di gas attraverso il TransMed, il gasdotto che fornisce combustibile algerino fino al punto di contatto di Mazara del Vallo, in Sicilia, e capace di trasportare fino a 30 miliardi di metri cubi l’anno. L’Algeria, infatti, è fra i primi dieci Paesi al mondo per produzione di gas naturale con un estrazione stimata in 130 miliardi di metri cubi l’anno. Il combustibile viene esportato lungo le coste da dove partono tre gasdotti – due verso la Spagna e uno verso la Sicilia – che inviano gas in Europa. L’Algeria, in sostanza, è il terzo fornitore europeo e addirittura il secondo italiano di combustibile.

NESSUN PROBLEMA PER ENI

Eni non sembra aver risentito della situazione interna del paese nordafricano. L’azienda italiana, infatti, ha appena firmato un memorandum d’intesa con Sonatrach per definire in tempi brevi il rinnovo per i prossimi anni del contratto di fornitura di gas (in scadenza quest’anno) e degli accordi relativi al trasporto attraverso il gasdotto che attraversa il Mar Mediterraneo. A renderlo noto è stata la stessa Eni, precisando che il memorandum è stato firmato dal suo amministratore delegato Claudio Descalzi con il nuovo presidente Hachichi. L’intesa rappresenta, secondo quel che riportata il gruppo italiano, “un ulteriore passo avanti nel rafforzamento dei rapporti storici tra Eni e Sonatrach ponendo le basi per un nuovo assetto contrattuale che tiene conto dei mutamenti nelle condizioni di mercato”.

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