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Energia, Eni: 21 miliardi di euro di investimenti in Italia

Il processo di trasformazione di Eni verso un futuro low carbon coinvolgerà anche il territorio italiano, su cui Eni promette di investire 21 miliardi di euro

 

Eni scommette sul futuro dell’Italia e sul piatto mette ben 21 miliardi di euro di investimenti, per i prossimi 4 anni. Lo ha annunciato Claudio Descalzi, Amministratore delegato del Cane a Sei zampe in occasione dell’incontro “Eni con l’Italia” presso i laboratori di ricerca Eni di Bolgiano con una rappresentanza di studenti e Professori delle scuole superiori, delle Università e Master in Italia, a cui ha preso anche il Premier Paolo Gentiloni. Tra i temi affrontati quello della trasformazione dell’azienda di energia, quello di Cop21 e quello di un futuro low carbon. Ma andiamo per gradi.

Gli investimenti in Italia

eniNei prossimi 4 anni investiremo 21 miliardi di euro in Italia“, ha annunciato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. “Continueremo a lavorare” in Italia, dove “potremmo persino raddoppiare la produzione”, ha aggiunto Descalzi, ricordando i numeri del passato. Negli anni ’90, Eni in Italia “produceva 400mila barili al giorno a fine anni ’90, mentre oggi siamo a 130mila”.

Gli investimenti hanno l’obiettivo di rilanciare tutti i settori di business dell’azienda, dall’upstream fino alla raffinazione e alla chimica, dalla generazione di energia elettrica alle bonifiche. Tra i progetti prioritari di Eni anche quello di dare vita a progetti in ottica low carbon ed efficienza energetica, senza ridurre gli organici, ma investendo nelle tecnologie e nelle competenze. In particolare, in Italia, Il Cane a Sei Zampe si concentrerà nelle attività di esplorazione e produzione di idrocarburi; nella trasformazione dei settori della raffinazione e della chimica; nellìla transizione energetica basata su gas e sviluppo di fonti rinnovabili; e nella formazione delle persone.

La trasformazione del Cane a sei zampe

“Veniamo da tre anni di grandissima anomalia del sistema energetico e nella geopolitica”, siamo stati costretti a “fare grandissimi cambiamenti”, ma “non abbiamo chiuso impianti, ne’ dismesso asset, li abbiamo trasformati e ripensati con un occhio al futuro che sarà’ sempre più’ green”, ha poi aggiunto l’amministratore delegato del gruppo energetico, intrucendo il grande tema della trasformazione che sta interessando l’azienda.

Ci spieghiamo. L’esplorazione e la produzione di idrocarburi continueranno a rappresentare per Eni il motore della crescita, ma allo stesso tempi saranno il ponte verso un futuro energetico a basse emissioni. In particolare, Eni continuerà, nei prossimi anni, a puntare significativamente sul gas, la piu’ pulita delle fonti fossili e partner ideale delle rinnovabili nella transizione verso un mix energetico a basso contenuto di CO2.

Sempre in ottica low carbon, Eni ha già avviato la trasformazione delle piattaforme in via di dismissione per dar vita a laboratori di produzione di nuove forme di energia rinnovabili, da sole, vento e onde del mare. Rimanendo in tema di energia pulita, già nel 2016, la società ha lanciato progetti di generazione di energia da risorse rinnovabili nei propri impianti in Italia con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica dell’azienda, traguardando 220MW di energia entro il 2020.

L’attenzione di Eni rivolta all’ambiente non è certo una novità: ricordiamo, infatti, che Eni, come raccontato da Claudio Descalzi, è stata la prima societa’ al mondo a convertire una raffineria tradizionale in bioraffineria, a Venezia. In base alle previsioni, l’azienda produrrà un milione di tonnellate di greendiesel entro il 2020, grazie anche allo start up della raffineria di Gela, coprendo l’intero fabbisogno italiano di biocarburanti.

E ancora. Tra gli ambiziosi progetti dell’azienda di energia, c’è quello di produrre energia e carburanti anche da rifiuti, grassi animali e oli di frittura, sfruttando tutto il potenziale delle nuove tecnologie.

Cop 21:target raggiungibili

“Se togliessimo il carbone (per la produzione di energia ndr) raggiungeremmo subito gli obiettivi di Cop 21” ha sostenuto Claudio Descalzi durante l’incontro con studenti e professori, spiegando perchp Eni abbia “deciso di puntare su gas e rinnovabili”.

Ricerca scientifica

Dal 2009 ad oggi il Cane a sei zampe ha “investito 1,5 miliardi di euro in ricerca scientifica, sono stati prodotti 6.000 brevetti e 300 tecnologie utilizzabili”. L’attenzione di Eni verso l’innovazione è il filo conduttore di tutte le sue attività.

Paolo Gentiloni: dobbiamo credere in un futuro a zero emissioni

Di rilievo anche le parole pronunciate dal Premier Gentiloni. Un mondo con “Zero carbone e zero povertà” sarà anche un’utopia, ma noi “dobbiamo guardare senza timidezza a questa utopia che circola negli ambienti internazionali”, ha sostenuto il Premier, che ha poi accennato al documento di Strategia Energetica Nazionale appena pubblicato dal suo esecutivo.

Eni“Un documento che ha fondamentalmente tre obiettivi. La sicurezza degli approvvigionamenti attraverso la diversificazione; la competitività; e la crescita dell’utilizzo del gas e delle fonti rinnovabili che già oggi hanno raggiunto i livelli che l’Europa chiedeva per il 2020. Nel mix generativo di energia, in questo campo siamo più avanti di Francia e Germania. E anche in termini di riduzione delle emissioni di C02 – che contribuiscono al cambiamento climatico – la media europea è 0,4, in Italia 2,9”.

Paolo Gentiloni ha poi raccontato la storia di Eni, definendola un successo italiano. “L’Eni è la principale azienda del paese – ha sottolineato Gentiloni – è un modello, un’incredibile storia di successo. Questo marchio, il cane a sei zampe, è stato uno dei motori che ci hanno fatto diventare nel dopoguerra una delle principali economie del mondo. Uno straordinario miracolo che rappresenta tuttora un motore straordinario per la nostra economia e per la nostra presenza nel mondo, in particolare in Africa e nel Mediterraneo. L’Eni è motore tuttora del paese anche dal punto vista dei nostri interessi strategici, geopolitici e di sicurezza. E poi naturalmente motore della nostra strategia energetica con la diversificazione – di cui ha parlato Descalzi”.

“L’Italia deve avere la forza e l’orgoglio di rivendicare i propri livelli di eccellenza come nel caso dell’Eni”, ha concluso il Premier.

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