Energia

Che cosa prevede il nuovo accordo dell’Enel con l’Algeria sul gas

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Ecco dettagli e novità sull’intesa fra Enel e l’algerina Sonatrach sul gas

Algeria sempre più crocevia del gas italiano. Dopo l’Eni che ha stipulato qualche settimana fa un contratto con l’algerina Sonatrach per la fornitura di gas fino al 2027, anche Enel ha rinnovato il suo accordo con la compagnia nordafricana, mettendo di fatto in cassaforte l’approvvigionamento italiano.

OTTO ANNI DI FORNITURE PER ENEL

L’accordo prevede una fornitura di otto anni da parte dell’Algeria a partire dal 1° gennaio 2020, con possibilità, su accordo delle parti, di estensione per ulteriori due anni. “Il nuovo contratto conferma e consolida la storica partnership tra le due aziende e riflette l’evoluzione del mercato italiano del gas rispetto al primo contratto di fornitura siglato nel 1991”, ha sottolineato una nota dell’azienda italiana. “L’intesa rientra nella strategia di Enel per rendere il suo portafoglio di fornitura di gas diversificato e più flessibile, assicurando che segua i cambiamenti del mercato, per garantire una fornitura competitiva per la sua base di clienti. Il nuovo contratto contribuisce a fornire un’ulteriore sicurezza di approvvigionamento e stabilità al sistema italiano”.

CALA LA DURATA DEI CONTRATTI, IL MERCATO È CAMBIATO

“Anche questo accordo – come quelli siglati di recente dal gruppo di San Donato e da altri clienti europei – è comunque di durata inferiore rispetto a quello in scadenza e riguarda forniture decisamente ridotte, a conferma del progressivo declino del Paese nordafricano come esportatore”, scrive il Sole 24 Ore. Segno, insomma, che il mercato è cambiato.

PER ENEL 3 MILIARDI DI METRI CUBI

Nessun dettaglio sui volumi da parte dell’azienda italiana. ma secondo quanto riporta il quotidiano di Confindustria è stato il ceo di Sonatrach, Rachid Hachichi, a rivelarli: “Si tratta di 3 miliardi di metri cubi (bcm) l’anno. Il contratto precedente, che scadrà a dicembre, prevedeva la possibilità di acquistare fino a 7 bcm l’anno. Inoltre aveva una durata ventennale, mentre stavolta l’impegno è per 8 anni dal 1 gennaio 2020, con la possibilità di proroga per ulteriori 2 anni”.

COME È CAMBIATO IL MERCATO DEL GAS

La ragione di questi cambiamenti a livello contrattuale è presto spiegata. In Italia il mercato si appresta a subire modifiche sostanziali, in parte grazie a Tap che dal 2020 dovrebbe far fruire combustibile dall’Azerbaigian ma soprattutto ad opera del surplus di offerta statunitense che sta inondando il mercato di Gnl proveniente dai giacimenti di shale gas interni. Naturalmente questo finisce per riflettersi sui prezzi, tanto che scrive ancora il Sole 24 Ore, “il prezzo del gas sui principali hub europei è crollato e in questi giorni al Ttf olandese e all’Nbp britannico è addirittura ai minimi da dieci anni”. Sull’acquisto specifico dall’Algeria pesa inoltre la situazione interna dove dopo le dimissioni forzate del presidente Abdelaziz Bouteflika “la produzione di gas è in declino” mentre “i consumi interni crescono a ritmi intorno al 10% l’anno”.

ANCHE ALTRE AZIENDE HANNO DIMEZZATO I VOLUMI DI FORNITURA

“Enel non è l’unico cliente europeo ad aver rinnovato il contratto per il gas algerino con durata e volumi più che dimezzati – ha evidenziato il Sole 24 Ore -. Il ceo di Sonatrach ha ricordato che le forniture annuali riservate a Eni sono scese a 9 bcm, la spagnola Naturgy avrà 8 bcm, la turca Botas 5 bcm e la portoghese Galp 2,5 bcm. Il ridimensionamento degli impegni non sorprende. L’Algeria l’anno scorso ha esportato 51,5 bcm di gas (di cui un quarto sotto forma di Gnl), il 4,6% in meno rispetto al 2017 e il 15% in meno rispetto a una decina d’anni fa. Anche i tre gasdotti dal Paese (il Transmed verso l’Italia è il più grande) oggi appaiono sovradimensionati: la capacità nominale complessiva è di 52 bcm l’anno”.

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