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Tutte le sinergie fra Egitto e Russia sull’energia nucleare

Egitto Russia

La prima centrale nucleare egiziana e i rapporti energetici (e non solo) tra Egitto e Russia nell’analisi di Giuseppe Gagliano

 

L’Autorità egiziana per le centrali nucleari, attraverso il direttore Hisham Hegazy, capo del settore combustibili nucleari dell’Autorità, ha annunciato il completato della documentazione necessaria per ottenere il permesso di avviare la costruzione della prima centrale nucleare in territorio egiziano, a El-Dabaa, Marsa Matrouh.

Il percorso che ha portato al completamento dell’iter è stato un percorso lungo e complesso ma è stato portato avanti da entrambe le parti. Infatti il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva passato in rassegna gli ultimi sviluppi della costruzione della centrale nucleare di Dabaa nel settembre del 2020.

Durante un incontro con il primo ministro Mostafa Madbouly, il ministro dell’elettricità Mohamed Shaker e il presidente dell’autorità per le centrali nucleari Amgad al-Wakeel, il presidente al-Sisi aveva affermato che la centrale nucleare dovrebbe soddisfare i più elevati standard di sicurezza in ogni fase della costruzione. Il presidente aveva anche sottolineato l’importanza dell’energia nucleare e il ruolo che avrebbe nella produzione di energia in Egitto.

Inoltre Il vertice Russia-Africa aveva aperto nuovi orizzonti di cooperazione e scambio di opinioni e consolidamento su file di reciproco interesse tra Africa e Russia, soprattutto alla luce della presidenza egiziana dell’Unione africana nel 2019.

Questa cooperazione con la Russia, ed in modo particolare con la Rosatom, è un evento di grande rilievo nella storia delle relazioni tra Africa e Russia, perché rafforza il partenariato con la Russia per includere tutti gli aspetti della cooperazione, compresi l’economia, l’energia e i trasporti come indicato in modo esplicito già nel 2019.

D’altra parte il presidente russo Vladimir Putin aveva ratificato un ampio accordo di partenariato strategico tra Russia ed Egitto. Il documento prevedeva un’ampia cooperazione in progetti commerciali, economici, di difesa e di ingegneria.

L’accordo si concentra sui piani di entrambi i paesi per realizzare progetti di infrastrutture energetiche, in particolare quelli nell’energia nucleare. I leader russi ed egiziani si sono incontrati a margine del vertice del G20 nel 2020 e avevano sottolineato che le relazioni russo-egiziane si stavano sviluppando attivamente.

In ultima analisi, la costruzione della centrale nucleare consentirà da un lato alla Russia di consolidare la sua politica di proiezione di potenza energetica in Africa – come in Europa con il Nord Stream 2 – e dall’altro consentirà all’Egitto di conseguire una maggiore autosufficienza energetica unitamente a quella su fronte del gas.

Da un lato non si può non riconoscere la lungimiranza della politica energetica del presidente russo che di quello egiziano, e dall’altro lato non si può non sottolineare come sia Rosatom che Gasprom siano a tutti gli effetti degli strumenti indispensabili per concretizzare la proiezione di potenza russa sul piano energetico e livello globale . Un monito per l’Italia…

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