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Che cosa allarma i mercati di elettricità e gas

Price Cap

Diverse società energetiche europee sono in crisi di liquidità per via delle forti oscillazioni dei prezzi di gas ed elettricità. L’Ue si trova in un nuovo “momento Lehman Brothers”, oppure il sistema ha bisogno solo di un ritocco? Tutti i dettagli e i pareri degli esperti

 

Le forti oscillazioni dei prezzi del gas e dell’elettricità sui mercati energetici europei rappresentano un rischio per la tenuta delle società energetiche. I margini – cioè le garanzie collaterali richieste per la contrattazione dei futures, i contratti per lo scambio di elettricità o gas entro una data futura – sono infatti cresciuti molto, mettendo in crisi la liquidità delle imprese e rendendo necessari degli interventi di salvataggio pubblico.

UN NUOVO “MOMENTO LEHMAN BROTHERS”?

Molti giornali parlano di un nuovo “momento Lehman”, paragonando la situazione attuale al fallimento della banca Lehman Brothers e alla crisi finanziaria del 2007-2008, interessata proprio da una crisi di liquidità: si originò, in quel caso, da una bolla immobiliare negli Stati Uniti, per poi contagiare l’economia globale.

Per evitare il ripetersi di simili crisi sistemiche, le autorità di regolazione hanno elaborato un sistema volto proprio a scongiurare la possibilità di un nuovo “momento Lehman”: tale sistema – come spiega Il Sole 24 Ore – ha potenziato sia il meccanismo dei margini sopra citati, sia il ruolo delle controparti centrali (o clearing house).

MARGINI E CLEARING HOUSE: COSA SONO

La clearing house, semplificando, è un soggetto che si pone a metà nel processo di contrattazione tra una società e un istituto finanziario (Lehman Brothers, per capirci). Le due parti, quindi, non interagiscono più in maniera diretta, ma devono “passare” per la clearing house: il ruolo delle controparti centrali, dunque, è quello di garante in caso di fallimento di uno dei due soggetti coinvolti nella transazione.

Tutti gli attori che operano sul mercato dei derivati – come le società energetiche sulla borsa elettrica europea, ad esempio – devono versare un “margine iniziale” alla clearing house, che funge da garanzia. Tale margine va aggiustato ogni giorno, seguendo l’andamento delle quotazioni.

Il regolamento europeo, chiamato EMIR, si basa proprio su questi due elementi: da un lato le clearing house e dall’altro i margini, entrambi a garanzia delle transazioni.

IL PROBLEMA

Il sistema europeo sta ultimando dando dei problemi per via delle fortissime oscillazioni del prezzo del gas e dell’elettricità, che obbligano le società energetiche – che utilizzano i futures come strumenti di copertura dai rischi commerciali – ad “aggiustare” giornalmente i margini spendendo somme miliardarie.

Un regolamento pensato per prevenire una crisi sistemica, dunque, potrebbe finire col diventarne la causa.

COSA FARE?

Nonostante le criticità di EMIR, Riccardo Coassin, avvocato presso la società di studi legali Clifford Chance, ha detto al Sole 24 Ore che le regole oggi in vigore “in realtà hanno ridotto il rischio di contagio sistemico. Prima se falliva una grossa banca si creava un effetto domino, ora il rischio è minore”.

Più che stravolgere il sistema, dunque, si dovrebbe procedere con degli aggiustamenti.

LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione europea ha proposto l’aumento da 3 a 4 miliardi della soglia minima di derivati fuori-borsa passanti per le clearing house.

“Questa proposta”, spiega Coassin, “riduce la quantità di derivati che finisce nelle controparti centrali. Questo permetterebbe di ridurre la quantità di margini richiesta alle società energetiche nel loro complesso. Il punto è capire come sarà gestita la transizione a questo nuovo limite, ma nel complesso la proposta è positiva”.

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