Energia

Cosa mostra la nuova mappa della contaminazione radioattiva in Europa

di

deposito rifiuti radioattivi nucleare Sogin

La nuova mappa della contaminazione radioattiva in Europa è stata pubblicata dalla rivista Scientific Reports. “Si tratta di concentrazioni che non hanno alcun effetto dannoso su ambiente e popolazione,  ma è importante conoscerle”, ha detto Dodaro dell’Enea.

 

Il passato conta, eccome. Nelle discussioni, quasi senza fine, sull’uso dell’energia nucleare (di vecchia generazione) teniamo presente la radioattività.

Una nuova mappa europea  dice che gli elementi sprigionati dall’incidente di Chernobyl del 1986 sono ancora sulla testa dei cittadini. Dopo 36 anni.

Non ci sono pericoli per la salute, dicono gli scienziati, ma è  bene sapere dove sono questi residui.

Un avvertimento e una segnalazione alle autorità europee per valutare ogni cosa quando si parla  di energia dall’atomo. In caso di incidenti e malfunzionamenti le centrali progettate negli anni ’60 e ’70 liberano fantasmi per molti anni.

La nuova mappa della contaminazione radioattiva è stata pubblicata dalla rivista Scientific Reports. Contiene analisi approfondite ed incontrovertibili dell’Università di Basilea.

Dove sono le fonti inquinanti? In Italia settentrionale, Alsazia, Francia orientale e Germania meridionale. La Francia – Paese pioniere dell’energia nucleare –  ha livelli alti di radioattività nell’area centro meridionale e nella zona delle Ardenne. Il governo ne sia consapevole. Dall’Enea, specializzata per questi studi, arrivano tuttavia rassicurazioni per la salute dei cittadini.

“Si tratta di concentrazioni che non hanno alcun effetto dannoso su ambiente e popolazione,  ma è importante conoscerle”, dice all’Ansa Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento per la Sicurezza Nucleare dell’Enea.

La situazione nell’Italia del Nord non è allarmante. I dati raccolti in quelle Regioni sono comunque parte dei 160 campioni provenienti dalla Banca europea dei campioni di suolo. Nei mesi passati sono stati presi in esame in particolare campioni di  cesio liberato dai test nucleari. Sostanze rilevate  fino a  50.000 metri di altezza sui tre Paesi centrali.

La nuova mappa probabilmente non avrà effetti sul dibattito in corso sul ricorso all’energia nucleare. I sostenitori della costruzione di nuove centrali per combattere i cambiamenti climatici, conducono la loro battaglia politica e scientifica promuovendo nucleare di nuova generazione. Impianti più sicuri a basso rischio di incidenti con reattori più efficaci e  meglio controllati. Le loro posizioni sono entrate nel dibattito mondiale, sull’energia, ma scontano ancora tanta diffidenza.

La sicurezza resta la preoccupazione maggiore, per cui, come dicono dall’Enea, conoscere ciò che può venir fuori da una centrale nucleare fa sempre bene.

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