Energia

Cosa chiedono i medici ambientalisti a Conte

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coronavirus medici ambientalisti

L’appello dei medici ambientalisti al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

 

Non tutti i mali arrivano per nuocere. Proprio così. Il coronavirus in Italia ha fatto vittime umane e sociali mai viste prima. Ma se le migliaia di morti sono state causate da un patogeno sconosciuto, è arrivato il momento di riconoscere che Covid 19 ha trovato un habitat assai favorevole. Ecco una buona, quanto tragica, occasione per intervenire su cose concrete, senza retorica e inganni.

Come la storia di tutte le epidemie ci ha insegnato, per combattere il virus è indispensabile tenere insieme la tutela della salute e quella dell’ambiente. Non è un’affermazione di principio, ma l’incipit di un appello della organizzazione dei medici per l’ambiente – Isde – al governo ed alle istituzioni italiane. I tempi sono quelli giusti, perché coincidono con decreti legge ed ordinanze regionali in fase di applicazione.

Il nesso tra epidemia e condizioni socio economiche è stato valutato ad ampio spettro. Cosa che ha portato all’adesione al manifesto di Slow Medicine WWF Italia, FederBio, Organismo Toscano per il Governo Clinico, Rete Humus e tantissimi altri. La pandemia, dice l’appello, è chiara espressione dell’ambiente malato, ha dimostrato che potenza economica e tecnologica non sono in grado di evitare danni sanitari e sociali. Ora che ci apprestiamo a vivere di nuovo “normalmente” (scongiurando un ritorno dell’infezione), bisogna guardare oltre la mera diffusione del virus. Dobbiamo capire la lezione, come hanno fatto milioni di persone.

Prima di tutto rispettare gli habitat naturali e l’ecosistema per ridurre tutti i pericoli.

La prevenzione primaria è l’arma più potente per evitare i danni. E come il sistema sanitario nazionale è stato messo a nudo dall’emergenza, così si deve ripensare l’organizzazione sui territori.

Il più alto numero di vittime da Covid-19 – spiegano i medici- si conta tra chi è più fragile e vulnerabile. Il perseguimento della salute è centrale rispetto agli interessi economici, sia che si tratti di patologie infettive che di malattie cronico-degenerative. Un intreccio triste, evidentemente espressione di un alterato rapporto con l’ambiente. Bombardati da provvedimenti e contorsioni tecnico scientifiche, gli italiani scottati da mesi incredibili possono sperare che il governo trovi la forza di dare un senso compiuto, di prospettiva, al suo impegno? In concreto che sappia spezzare quell’intreccio malefico tra malattie e inquinamento ambientale.

Dopo migliaia di morti nelle aree più industrializzate del Paese, per quanto tempo salute ed economia possono restare ancora separate dentro un modello di sviluppo?

I medici ambientalisti stigmatizzano “il profitto dei pochi”, ma la scelta vera della politica responsabile deve essere per uno sviluppo sostenibile, che controlli e reprima le distorsioni sulla creazione della ricchezza.

Qualche esempio in giro per il mondo c’è. La salute e l’ambiente non sono per niente una variabile della crescita.”Non si può pensare di uscire dalla crisi sanitaria, economica e sociale indotta dalla pandemia rimanendo prigionieri dello stesso modello di sviluppo e di consumo che ha contribuito a crearla”, dice l’appello e poi un lungo elenco di proposte. Basta al governo per girare pagina e non solo per lo spettro di un virus?

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