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Ecco come controllare con lo smartphone i consumi di energia

Energia

Tim è pronto a fare la sua parte nell’operazione che mira a installare in tutte le case il sistema dello smart metering, per controllare i consumi di energia. Ma avverte, prima meglio sperimentare​

Rush finale verso il Grande Fratello dell’energia, quel sistema centralizzato per la comunicazione delle utenze domestiche, ovvero acqua, luce telefono e gas, basato sui contatori intelligenti, da installare su tutto il territorio nazionale entro il 2020. Dopo il parere dell’Agid, l’agenzia per il digitale incaricata di fungere da infrastruttura del database, oggi pomeriggio è toccato ai rappresentanti di Tim dire la loro dinnanzi ai deputati della commissione Attività produttive. Il gruppo Tlc è direttamente coinvolto nella questione contatori, dal momento che più volte ha annunciato di voler fornire soluzioni mobili per agganciare i dati forniti dai contatori a tablet e smartphone, consentendo così di tenere d’occhio i propri consumi ovunque ci si trovi. E poi lo scorso anno Tim ha annunciato l’intenzione di vendere agli italiani contratti per la luce e il gas, in abbinata alla telefonia fissa, alla telefonia mobile, a Internet. Questo pacchetto unico – con le telecomunicazioni vendute insieme all’energia – è il punto di partenza di una offensiva di fatto contro l’Enel.

L’Ue e la battaglia dei contatori intelligenti

L’Unione europea ha imposto agli Stati membri di dotarsi di contatori avanzati, entro il 2020. Obiettivo, velocizzare volture e cambi di fornitura e di fornire un rendiconto dettagliato all’utente sui suoi consumi per facilitare scelte di efficienza e risparmio. Ma cosa ancor più importante permetteranno di eliminare le code di fatturazione calcolate su misure stimate. Una soluzione che comincia a decollare, in Europa, anche nel comparto del gas. Per la società Berg Insight sette paesi, tra cui l’Italia, hanno concluso positivamente la loro valutazione costi-benefici. L’Olanda ha deciso di rendere obbligatoria l’installazione di smart meter per il gas per i nuovi allacci e la Gran Bretagna ha avviato sostituzioni su piccola scala. A fine 2014 saranno 2,5 milioni i contatori in funzione, cifra corrispondente ad un tasso di penetrazione di circa il 2%. Secondo Berg Insight, però, nei prossimi anni assisteremo ad un vero e proprio boom nel settore gas. Nel 2020 saranno 49 milioni gli smart meter installati con Italia, Francia e Gran Bretagna a trainare questa crescita.

I vantaggi dell’energia intelligente

La nuova tecnologia consente, infatti, di superare l’attuale sistema di fatturazione, basato sulle letture stimate, dal momento che i consumi saranno validati quotidianamente. Insomma, secondo l’Autorità, si potrà dire addio a migliaia di contenziosi a causa di bollette gonfiate. Evidenti anche gli altri vantaggi. Saranno più veloci ed efficienti le procedure di cambio fornitura e di voltura. Soprattutto in vista del 2018 quando, con il passaggio obbligatorio al mercato libero, i clienti potranno sfruttare la concorrenza scegliendo le migliori offerte legate alle proprie esigenze, proprio come succede con i cellulari. I nuovi contatori saranno aperti anche ai possibili sviluppi della domotica, anche avvalendosi del wifi e della fibra ottica.

Tim a caccia dei contatori

luce e gasE qui entra in gioco il gruppo telefonico, che applicherà la propria tecnologia ai contatori 2.0, permettendo all’utente di visionare, in accordo coi gestori di energia, ovvero le utility, tutti i suoi consumi direttamente sul proprio smartphone. “Le utilities sono molto interessate e con queste stiamo identificando aree pilota su cui fare dei test in modo che loro possano verificare la stabilità e la performance della soluzione. Prevediamo di aprire il servizio commerciale nell’autunno di quest’anno”, ha chiarito Enrico Bagnasco, head of innovation del gruppo tlc. “Pensiamo per esempio a soluzioni del consumo che si basano per esempio sull’orario in cui è maggiore il consumo, oppure in base alla potenza installata: in sostanza, come si spiega nella documentazione depositata, con questa tecnologia, con un’ica soluzione, si possono accedere a diverse applicazioni, come il meter acqua, luce, gas, la gestione di rifiuti, lo smart lighting”.

Priorità alla sperimentazione

Tim ha poi fatto lanciato una proposta specifica, per rendere più graduale il processo, aumentando le chances di successo dell’intera operazione contatori. “Prima dell’istallazione dei nuovi meter, occorre effettuare una sperimentazione con le diverse tecnologie disponibili: auspichiamo che le commissioni invitino l’Autorità per l’energia ad adoperarsi affinché la soluzione Nb-IoT (Narrow band internet of things, ndr) possa essere utilizzata per rendere realmente future proof il sistema di smart metering di seconda generazione“. In particolare Tim chiede che sia avviato il procedimento per definire i requisiti del cosiddetto meter 2.1 e sia svolta un ’analisi costi-benefici indipendente, che tenga in considerazione benefici e costi per tutti gli stakeholder coinvolti, in primis i consumatori. E che dunque si rimandi l ’pprovazione dei piani di sostituzione dei meter dei distributori al termine di delle analisi appena citate. Anche perché, come precisato da Bagnasco, al momento in Italia “non esistono obblighi né di natura regolamentare, né di tipo normativo, che impongano la sostituzione dei contatori di prima generazione funzionanti e installati da 15 anni”.

Il ruolo della concorrenza

Sulla questione giocherà tuttavia un ruolo essenziale la concorrenza, ovvero il superamento del mercato a maggior tutela. Entro il 2018 tutti gli operatori elettrici approderà al mercato libero. E questo, per Tim, rappresenta inevitabilmente un’occasione. “Crediamo che il sistema di smart metering (la misurazione millimetrica dei nsumi, ndr) debba accompagnare il superamento del mercato tutelato. Perchè la creazione di strumenti intelligenti, come per l’appunto i contatori in questione, aumenteranno le soluzioni di marketing proposte dai vari operatori interessati, finendo con l’accrescere il livello della concorrenza”. In altre parole, la gara che si profila per l’installazione dei contatori intelligente, non farà che giovare alla concorrenza, stimolando l’offerta di tutti i player in campo.

Il nodo della privacy

I deputati hanno però sollevato una questione, quello della privacy. Il timore cioè che la creazione di un gigantesco database possa in qualche modo non garantire la sufficiente protezione dei dati relativi ai consumi personali. Paure fugate dallo stesso Bagnasco, il quale ha chiarito come “l’accesso a ciascun contatore sarà regolato da una sim personale, come per i telefoni, dunque è escluso qualsiasi problema di privacy”.

Il ruolo dello Spid nella rivoluzione dei consumi

La rivoluzione dei contatori chiamerà poi direttamente lo Spid, il pin unico digitale. Come ha ricordato l’Agenzia digitale la scorsa settimana “il terzo ambito, che è l’idea che è stata proposta dall’Agid nel corso di un gruppo di lavoro inter-autorità a gennaio 2016, è quella di riutilizzare il sistema informativo integrato dell’Acquirente Unico (la società in seno al Gse che funge da garante della fornitura di energia elettrica per i clienti che ancora non hanno scelto un fornitore sul libero mercato, ndr), che già ha tutti i dati dei vari distributori di energia e gas, per adattarlo ad un modello di accesso analogo a quello del modello strategico-evolutivo dei servizi pubblici, e quindi l’utilizzo di Spid”. Dunque, ampio ricorso al cosiddetto pin unico, che cancella in un sol colpo password e username, per sostituirli con un un’unica credenziali. Ad oggi sono circa 1,1 milioni gli italiani che l’hanno sperimentato, ben al di sotto le stime del governo, che si aspettava 3 milioni di pin entro la fine del 2016.

 

Gianluca Zapponini

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