Energia

Ecco i consigli di Eni alla Regione Lombardia in materia di mobilità sostenibile

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auto elettrica

Ecco che cosa i vertici di Eni hanno illustrato alla presidenza della Regione Lombardia retta da Attilio Fontana (Lega)

Un approccio sinergico basato su un mix di soluzioni che massimizzano l’efficacia su 3 principali direttrici: migliorare l’ambiente, ridurre il traffico e costruire servizi innovativi. È questa, secondo Eni, la ricetta per la mobilità sostenibile che l’azienda ha illustrato anche con l’ausilio di una serie di slide, il 22 marzo scorso in un incontro in Lombardia con la presidenza della Regione.

L’APPROCCIO DI ENI ALLA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Un approccio che si basa su un mix di potenziali soluzioni da adottare nelle quali rientrano, prime fra tutte, il trasporto pubblico, il car sharing, il car pooling e l’intermodalità – con l’obiettivo di togliere dalla strada una media di nove auto – ma anche l’elettricità generata da fonti rinnovabili, per mettere a disposizione ricariche elettriche ultra-veloci nelle stazioni di servizio già esistenti (ed evitare di sfruttare ulteriormente il territorio).

In questo quadro va visto anche l’utilizzo di carburanti migliori e a basso impatto ambientale e veicoli sempre più efficienti che possono utilizzare biocarburanti prodotti da biomasse, idrogeno, metanolo e CNG/LNG. Infine, secondo Eni, sono necessari punti vendita multiservizi e infrastrutture (che vendano cioè carburanti fossili, biocarburanti, CNG-LNG-GPL, elettrico, idrogeno e abbiano infrastrutture di distribuzione e produzione da rinnovabili) senza trascurare la ricerca tecnologica (nuovi carburanti e nuove autovetture, cattura e stoccaggio della Co2) e la riduzione di domanda di mobilità legata alle nuove tendenza come lo smart working e l’home working.

LA STRATEGIA IN ATTO: ROMA, MILANO E TORINO E LE BIORAFFINERIE DI VENEZIA E GELA

Eni ha già messo in campo una serie di strategie che vanno dalla produzione di biocarburanti attraverso le due bioraffinerie di Venezia e Gela, alla creazione di Enjoy il servizio di car sharing del Cane a sei a zampe attivo a Roma, Milano, Torino, Firenze, Catania e Bologna (assieme al Van Sharing a Roma, Milano e Torino) che ha oltre 850 mila iscritti e ha pronto lo sbarco anche all’estero dal 2020. E proseguono con l’erogazione di CNG e LNG dalle stazioni Eni con una penetrazione di mercato di 900 mila auto a metano, un accordo con Snam per incrementare l’erogato e un piano 2018-2021 che prevede un potenziamento con altre 50 stazioni CNG e 8 nuovi impianti LNG. Ma anche con la prima stazione a idrogeno a San Donato Milanese a cui presto ne seguirà un’altra a Roma nel 2020 assieme a un accordo con Toyota che garantirà 10 auto a idrogeno per Milano e un piano di sviluppo delle colonnine elettriche per circa 1200 punti di ricarico grazie anche alla partnership con Ionity (per 30 stazioni di servizio e 180 punti di ricarica in grandi aree di traffico extraurbano).

I VANTAGGI DELLA RICERCA ENI SUI BIOCARBURANTI: IL TEST PILOTA DI TORINO

Eni ha poi ricordato e illustrato l’accordo siglato nel luglio del 2017 con la città di Torino, Amiat e GTT che consente a quest’ultima di utilizzare diesel eni+, segnalando eventuali variazioni di funzionamento e di testare l’impatto ambientale dei diesel eni+ sui mezzi torinesi, incentivando al contempo la raccolta di oli di frittura presso le utenze domestiche per trasformarli in biocarburanti.

Secondo il gruppo capitanato dall’ad, Claudio Descalzi, infatti, Eni Diesel+ consente una riduzione dei consumi e delle emissioni (PM, PN, Nox, COV), un miglioramento della fluidità di marcia, migliori partenze a freddo, minore rumorosità e migliore filtrabilità del gasolio. Sugli autobus si è riscontrata poi una riduzione del particolato primario del 16%, un -40% del numero di particelle emesse, e una riduzione del 38% del PNA sul Particolato. Non solo: secondo Eni sono state misurate anche riduzioni di ossidi di azoto (-10%), Co2 (-7%) e dei consumi (-4%) con un vantaggio immediato per i bus della GTT che percorrono più di 24 milioni di chilometri l’anno e consumano quasi 15 mila tonnellate di gasolio l’anno. Vantaggi che vengono quantificati in una riduzione di 3.750 tonnellate l’anno di Co2, che equivale alla piantumazione di centomila nuovi alberi e a una riduzione di particolato per 120 kg l’anno nei mezzi senza FAP.

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