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Come si gaserà la Sardegna?

Sardegna Gas

La Regione Sardegna è un caso nazionale di decarbonizzazione e progetti di riqualificazione ambientale. Il corsivo di Nunzio Ingiusto

 

Qualche volta si fa fatica a seguire il modo in cui l’Italia gestirà la transizione energetica. Obiettivamente ci sono situazioni che non fanno pensare troppo bene. Lasciano il dubbio che le proposte e le idee in campo non siano le migliori risposte al più delicato processo di riconversione industriale, civile e sociale degli ultimi anni. Quello che accade in Sardegna è emblematico di progetti e iniziative che suscitano perplessità.

La Snam è sicuramente il più grande operatore europeo nel trasporto gas. Sta investendo 720 milioni di euro nella transizione energetica con lo sviluppo dell’idrogeno, nuove ricerche e la costruzione di infrastrutture per il trasporto del gas. La Sardegna è al centro di queste politiche, essendo l’unica Regione italiana a non disporre ancora di un sistema di distribuzione. Il gas, tuttavia, da alcuni mesi è già arrivato in alcuni Comuni, grazie all’impegno di aziende concessionarie come Italgas o Isgatrentatre che a loro volta stanno investendo molti soldi. La Regione sostiene la sua battaglia politica per non restare indietro rispetto al resto d’Italia e chiudere con il carbone.

L’alleanza “Sardegna rinnovabile”, promossa da WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club, però, dopo aver ricordato che la Regione ha beneficiato a lungo, appunto, del carbone, ritiene che la transizione green sia l’occasione per voltare pagina. Che si debba evitare il passaggio da una fonte fossile ad un’altra fonte fossile come il gas. In Sardegna non c’è una rete gas — dice — e questa potrebbe essere l’occasione di un salto tecnologico che farebbe da volano a un nuovo sviluppo sostenibile dell’isola. La scelta unica sarebbe il passaggio alle rinnovabili voluto dal 94% delle persone intervistate in un sondaggio. In che tempi?

Non vi è dubbio che tale salto sarebbe vantaggioso per la salvaguardia dell’ambiente, ma lo sviluppo delle fonti rinnovabili non è antitetico all’arrivo del gas. Tutte le tappe verso il 2050 ne prevedono il consumo. Peraltro l’Italgas ha annunciato di voler distribuire biometano sull’isola. È in corso un progetto con il Politecnico di Torino e Sardegna Ricerche per un parco di autoproduzione da fonte rinnovabile.

D’accordo con “Sardegna rinnovabile” che abbiamo davanti l’opportunità per dare una svolta anche alla politica energetica nazionale. Ma perché trascurare che la stessa Europa del Green Deal ha autorizzato nuove infrastrutture e terminali di trasporto? Che il Parlamento ha stanziato risorse economiche nell’ottica della decarbonizzazione? In Sardegna si costruiscono terminal con l’obiettivo di trasportare anche combustibili meno impattanti. Strutture da trasformare per vettori energetici ecologici a base di idrogeno, per esempio. E le Società hanno budget incrementali. Tramontato il progetto della dorsale gas la Sardegna può fare da apripista verso nuovi scenari che conducano a una neutralità climatica ben prima del 2050, ha detto Marta Battaglia, direttrice di Legambiente Sardegna. Verissimo. Consideriamo, però, tutte le opzioni previste dai piani europei e nazionali. I tempi veri per alimentare tutta l’isola con eolico, fovoltaico, biomasse. O non è piuttosto il caso di spingere per andare più veloci.

 

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