Energia

Come, quando e perché Opec Plus aprirà un po’ i rubinetti del petrolio

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petrolio bp chevron

Gli Stati dell’Opec Plus hanno deciso di ridurre leggermente il maxi-taglio del 10% della produzione di petrolio concordato ad aprile. Tutti i dettagli

 

Riuniti di nuovo in teleconferenza per decidere le migliori mosse sul mercato del petrolio al tempo della pandemia, ma senza mai perdere di vista la consapevolezza dell’incertezza di questo periodo, i ministri del cartello Opec Plus hanno deciso che ci sono ormai le condizioni per ridurre leggermente il maxi-taglio del 10% della produzione concordato ad aprile.

A partire dal periodo di agosto e fino a dicembre, i produttori Opec ridurranno dunque il taglio dai 9,7 milioni di barili decisi tre mesi fa a 7,7 milioni.

Il più grande sponsor della decisione,  il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman che è l’architetto, insieme alla Russia di Putin, del cartello Opec Plus, si è detto convinto che il petrolio extra che verrà immesso nel mercato sarà assorbito. “Le economie in giro per il mondo”, ha sottolineato bin Salman, “stanno riaprendo, sebbene questo sia un processo cauto e graduale”:

Una nota di cautela è stata invece formulate dal ministro algerino dell’Energia, Abdelmadjid Attar, per il quale se è vero che la situazione è in via di progressivo miglioramenti, vi sono ancora “enormi rischi ed incertezze legate o alla pandemia o alle conseguenze economiche”.

In questa situazione che complicata è dir poco, il comitato ministeriale di Opec plus ha potuto comunicare con soddisfazione che il livello di adesione dei suoi membri ai tagli concordati in aprile era pari al 107%, risultato anche dei tagli addizionali fatti volontariamente da paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait

E il risultato sarebbe stato ancora migliore se alcuni paesi non avessero fatto di testa propria evitando di rispettare i termini dell’accordo. Si parla di paesi come Iraq e Nigeria che gli analisti di Clearview Energy Partners definiscono una fonte di “potenziale instabilità dell’accordo”.

Ma c’è ancora tempo per rimediare: i paesi che non hanno centrato gli obiettivi concordati ad aprile, potranno farlo nei prossimi mesi presentando al Segretariato Opec al più presto piani che illustrano come si intende compensare alle precedenti mancanze.

Il problema è che c’è poco ottimismo su questo punto, tanto da far dire all’analista di Rystad Energy Paola Rodriquez-Masiu che è assai “improbabile” che questi piani di compensazione si materializzino.

Nel caso ad esempio dell’Iraq, prosegue l’analista, è facile ritenere che gli obiettivi fissati dall’Opec Plus siano troppo ambiziosi “data la stretta necessità in questo momento per l’Iraq di proventi da petrolio”. Per questo, è la sua conclusione, “convincere il paese a portare la produzione sotto i 4 milioni di barili al giorno sarà una battaglia tutta in salita”.

Per quanto l’accordo preso mercoledì sia stato preso all’insegna dell’ottimismo, non mancava nemmeno la consapevolezza che il tempo potrebbe volgere di nuovo al brutto nell’arco di brevissimo tempo.

Colpa dei nuovi picchi di Covid-19, che per esempio martedì hanno spinto il popoloso stato indiano del Nihar (125 milioni di abitanti) a istituire due settimane di lockdown in quello che gli analisti di Raymond James & Associates definiscono “il più esteso dei lockdown 2.0 che si sono visti quest’estate”.

E ci sono poi gli Usa, dove i sempre nuovi record di casi di contagio non possono preoccupare. A tal proposito, Jack Rosseau, direttore di Clearview Energy Partners, non può fare a meno di notare che I 14 Stati Usa dove si concentra il maggior numero di casi Usa sono gli stessi che consumano circa il 45% di tutto il petrolio della nazione.

Ecco perché Rystad Energy ha predetto che una seconda ondata di Covid-19 nel mondo potrebbe ridurre di molto la domanda globale di petrolio dagli attuali 89 milioni di barili.

“La domanda di petrolio – sono le osservazioni fatte da Mohammad Sanusi Barkindo, segretario generale dell’Opec – è rimbalzata dopo i drammatici cali di più di 20 milioni di barili al giorno di aprile, ma ci aspettiamo un ulteriore calo di 8,9 milioni di barili al giorno per tutto il 2020”.

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