Energia

Come il governo s’imballa sulla plastic tax

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La contestata plastic tax entrerà in vigore a luglio 2021. Il corsivo di Nunzio Ingiusto

Siamo davvero uno straordinario Paese. Uno Stato di diritto dove un’epidemia — grave, sia chiaro — e un imprenditore si ritrovano alleati e bloccano le leggi. È quello che sta capitando alla plastic tax e alla sugar tax la cui applicazione è stata rinviata a luglio 2021. Ricordate le polemiche a destra e sinistra quando le due imposizioni furono proposte? L’industria non le ha mai sopportate.

Il Covid-19 e gli appelli di Luca Busi, amministratore delegato di Sibe partner di Coca Cola, hanno fatto slittare le due imposte di sei mesi. È scritto nella legge di Bilancio 2021, in cammino in Parlamento.

La tassa sugli imballaggi e quella sulle bibite zuccherate escono per ora dai pacchetti verdi del governo. Non sono state affatto accantonate, come invece molti industriali continuano a chiedere. Anzi, siamo al secondo rinvio dopo giugno 2020, spostato a gennaio 2021. Ma il governo avrebbe potuto mostrare un po’ di coerenza in più?

“Plastic tax e sugar tax pesano come macigni sulle nostre teste e sui nostri lavoratori a rischio“ ha detto Luca Busi la cui azienda imbottiglia i prodotti Coca Cola per l’Italia. Ora se il problema è solo l’epidemia con lo sfracello di posti di lavoro e di calo dei fatturati, va bene rinviare. Ma se il rinvio nasconde anche difficoltà politiche, idee diverse su come dovrà essere un Paese più sostenibile è il momento che il governo espliciti le sue vere e praticabili intenzioni.

Noi ricordiamo che le due tasse sono state adottate per gli impatti sull’ambiente e sui costi di energia per lo smaltimento e il trattamento delle plastiche da imballaggi. Alcune aziende hanno già detto di volersi spostare all’estero, dove i 45 centesimi per chilo di plastica prodotto non si pagano. L’Unione europea nel frattempo ha emanato nuove regole sulle plastiche monouso da incentivare. E noi dobbiamo adeguarci. Le decisioni politiche si possono ovviamente rivedere.

In piena pandemia e con un prodotto interno lordo in calo del 10 per cento “mi sfugge il senso di introdurre due nuove tasse su cui il mondo produttivo ha già espresso molte perplessità. C’è davvero bisogno di farsi male cosi?”, ha detto Luigi Marattin di Italia Viva, partito che sostiene Conte. Però non cambiano idea le associazioni ambientaliste che accusano la maggioranza di incoerenza.

La vicenda è emblematica della mancanza assunzione di responsabilità da parte della politica sull’economia circolare, ha dichiarato Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club. Insomma un tira e molla su questioni che appassionano tanto per la ricerca di un equilibrio sostenibile tra produzione, consumi e posti di lavoro. In trincea un governo molto green speak.

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