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Come Enea, Iss e Snpa studieranno Covid-19 e inquinamento

Smog Inquinamento Covid-19

Entro un anno Enea, Istituto Superiore di Sanità (Iss) e Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa) completeranno il progetto Pulvirus: studieranno il legame tra Covid-19 e inquinamento

Alla fine gli Enti di ricerca pubblici ci diranno se esiste un legame tra inquinamento e coronavirus. Entro un anno Enea, Istituto Superiore di Sanità (Iss) e Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa) completeranno il progetto Pulvirus. Un’alleanza pubblica per dare risposte a istituzioni e cittadini.

Saranno i loro ricercatori a fornirci risposte e indicazioni, sulla base di dati scientifici, competenze, esperienze, su come e se l’aria malsana abbia aiutato il virus a diffondersi. Si tratta di un’iniziativa di respiro nazionale in raccordo con il Servizio pre-operativo nazionale “Qualità dell’Aria – Mirror Copernicus”.

Accanto c’è anche il progetto europeo Life-Prepair sul bacino padano. È in questa zona d’Italia che il Covid 19 ha fatto più vittime ed è nelle città di Lombardia ed Emilia Romagna che sistematicamente si blocca la circolazione delle auto. L’allarme di Università italiane e straniere e di organizzazioni ambientaliste, nelle settimane scorse, ha toccato solo di striscio le valutazioni dei comitati scientifici e dei virologi in campo.

Ora i tre istituti mettono insieme le proprie conoscenze. Vogliono approfondire il discusso legame fra inquinamento atmosferico e diffusione della pandemia; le interazioni fisico-chimiche-biologiche fra polveri sottili e virus; gli effetti del lockdown sull’inquinamento e sui gas serra. Il progetto utilizzerà per lo studio sia analisi “in silico”, ossia la riproduzione dell’interazione fra virus e particolato atmosferico attraverso simulazione matematica al computer, sia un modello biologico rappresentativo delle caratteristiche di SARS-CoV-2.

Pulvirus durerà un anno, spiega la nota di avvio del progetto, “ma fra pochi mesi saranno comunque disponibili alcuni risultati significativi, fra i quali l’analisi di fattibilità di un sistema di rivelazione precoce da attivare possibilmente prima della prossima stagione autunnale”.

Si, perché tutti guardano all’autunno come periodo di una nuova ondata di contagi. E il Nord è già preoccupato. I dati, le elaborazioni, i rapporti e le pubblicazioni verranno resi disponibili al pubblico e alla comunità scientifica nazionale attraverso un apposito sito web.

Prima di partire Enea, Iss, Snpa hanno spiegato che quello che si è verificato con il lockdown è un evento eccezionale. Un involontario esperimento di blocco delle sorgenti emissive, altrimenti non attuabile, che può dimostrare l’ampiezza e l’intensità delle misure da attuare per rispettare i limiti alle concentrazioni e fornire indicazioni per affrontare le ‘emergenze smog’ che si ripresenteranno.

Il Covid-19 ha causato riduzioni delle concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici, per cui si inizierà dallo studio di questi dati. La diminuzione delle concentrazioni di inquinanti come il biossido di azoto hanno interessato maggiormente le stazioni di monitoraggio vicine al traffico veicolare e meno quelle lontane dalle sorgenti.

Da ieri l’attesa per lo sviluppo del progetto terrà compagnia a milioni di cittadini. Ma anche a un nutrito gruppo di politici, scienziati, esperti, scettici o negazionisti.

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