Energia

Come cambierà l’ecobonus per l’efficienza energetica?

di

Ecobonus

Cosa dovrebbe coprire (e cosa no) l’ecobonus al 110% proposto dal governo Conte e ora in discussione in Parlamento

Ecobonus 110%, si cambia?

La lunga battaglia sugli emendamenti al decreto Rilancio è iniziata. E come nella più classica tradizione, nel gioco degli emendamenti è finito il bonus energetico che abbiamo già avuto modo di commentare.

In commissione Bilancio, in queste ore, si valuta l’emendamento della maggioranza che proroga i benefici al 2022. Poi l’allargamento alle seconde case come era stato chiesto anche dai piccoli Comuni. Una cosa appare scontata: il sistema va migliorato nelle sue articolazioni per non contraddire tutte le promesse – di Conte e di Sergio Costa soprattutto – sulla svolta verde dell’Italia post coronavirus.

Sul fronte del governo un sostegno alle modifiche viene dal Sottosegretario a Palazzo Chigi, Riccardo Fraccaro, che le ritiene utili. Se l’emendamento sarà approvato per ricevere le agevolazioni non ci sarà più distinzione tra prime o seconde case, ville, villette, condomini.

Tecnicamente la detrazione al 110% riguarderà le spese per efficienza energetica dal luglio 2020 a dicembre 2022. Le spese potranno essere suddivise in quote annuali, mentre le modifiche proposte equiparano alla tipologia di abitazione standard tutte le altre abitazioni, escluse quelle signorili o i castelli. In sostanza il governo ci ripensa ed evita il rischio di altre critiche da parte di centinaia di imprese.

La tendenza a fare del patrimonio abitativo italiano un settore ad alta efficienza energetica è trasversale a maggioranza ed opposizione. È occasione unica per mettere in circolazione risorse economiche importanti sia sul fronte dell’edilizia che dell’impiantistica non inquinante. Costruttori ed aziende energetiche si giocano traguardi fondamentali sul cammino della transizione verde.

Giusto pensare che al governo non saranno sfuggiti gli appelli delle organizzazioni di settore, alcune delle quali hanno invitato cittadini ed amministratori di condominio a stare fermi, a non attivare nessuna pratica di ecobonus. Un campanello d’allarme che rischiava di bloccare sul nascere ogni buona intenzione della maggioranza.

Ad approvazione definitiva del decreto bisognerà vedere cosa resterà delle eventuali truffe sulla cessione del credito dei lavori e sulle fatturazioni. Ad oggi a chi dovesse emettere falsa documentazione per godere delle agevolazioni viene applicata soltanto una sanzione amministrativa da 2 a 15 mila euro. Una misura che dovrebbe comunque scoraggiare clienti e fornitori dal raggirare lo Stato. Ma mai dire mai.

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